ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIn occasione del ponte del 2 giugno

Bollette troppo care, così il comune sardo chiude tutti gli uffici per risparmiare

I servizi essenziali ai cittadini saranno comunque garantiti, ma in nome del risparmio energetico, si spengono luci e aria condizionata, computer e stampanti

di Davide Madeddu

Allarme Bce: "Le famiglie usano risparmi per le bollette"

3' di lettura

L'energia elettrica è troppo cara e, per contenere i costi, il Municipio di Fluminimaggiore, un comune che si trova nel sud della Sardegna, resta chiuso per il ponte del 2 giugno m a l’esperimento potrebbe essere replicato. Sia chiaro, i servizi essenziali ai cittadini saranno comunque garantiti, ma in nome del risparmio energetico, si spengono luci e aria condizionata, computer e stampanti. Più o meno come avviene in una famiglia quando si devono fare quadrare i conti.

Politica del risparmio, tutto spento

Ed è proprio seguendo questo principio che il sindaco Marco Corrias (giornalista ex Tg5) ha deciso di applicare la politica del risparmio anche nella Casa comunale del paese che si candida a diventare happy Village, ossia residenza diffusa per anziani. Il primo passo per la razionalizzazione delle spese. «I costi stanno diventando tropo alti - dice il sindaco - e senza interventi dello Stato, poiché non vogliamo aumentare l’Irpef né tagliare servizi come la mensa ai bambini, seguiamo un’altra strada». L’occasione per dare corso al provvedimento è stata il ponte del 2 giugno. Venerdì il Municipio ha tenuto le porte chiuse. La decisione arriva con un’ordinanza adottata resa nota con una nota pubblicata sul sito istituzionale dell'Ente locale e rilanciata poi dallo stesso primo cittadino sui social e sulla chat di servizio con cui comunica con gli abitanti, il filo diretto per trovare soluzioni rapide alle problematiche del paese che conta poco meno di 3 mila abitanti

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L’annuncio dopo la spesa oltre le previsioni

«Oggi - è l’annuncio del 3 giugno -il comune resta chiuso (i servizi essenziali sono comunque assicurati) per un piano di risparmio energetico che ci siamo dovuti imporre a causa dell'aumento enorme delle bollette in tutti gli edifici di proprietà comunale oltre che nell'illuminazione pubblica». Una scelta di forza maggiore che non risparmia le strutture istituzionali periferiche. « Non accade solo nel nostro paese - dice Corrias -, e il dilemma tra tagliare i servizi o vedersi tagliare la corrente perché non si è in grado di pagare le bollette sta diventando molto diffuso tra le amministrazioni che non hanno altre risorse da parte per sopperire a simili emergenze». Per motivare la decisione il sindaco indica qualche dato. «Rispetto alla spesa prevista siamo, quest'anno, fuori di circa 100 mila euro, e lo Stato ce ne rimborsa meno di 20 - argomenta -. Una cifra di sbilancio enorme per un paese povero come Fluminimaggiore, a cui dobbiamo far fronte come si fa in una qualsiasi famiglia: si risparmia, eliminando l'aria condizionata il più possibile, spegnendo le luci durante il giorno negli uffici, chiudendo in certe date l'intera attività degli uffici».

Il fotovoltaico non basta, avanti tutta l’estate

La presenza dei pannelli fotovoltaici sul tetto della palazzina municipale e sulle scuole non basta a compensare lo sbilancio. «Ci vorrebbero nuove risorse, che lo Stato dovrebbe mettere a disposizione per un vero piano di trasformazione energetica. Finora, invece, sono arrivate solo briciole», spiega il sindaco. Non solo, c’è anche un altro aspetto: «abbiamo presentato un progetto nell’ambito del Pnrr per l’efficientamenàto energetico, abbiamo inserito il depuratore delle acque che consuma circa 50 mila euro l’anno, ma siccome il depuratore non è un palazzo siamo stati esclusi». La razionalizzazione delle aperture non si ferma solo a venerdi, ma proseguirà anche per le prossime settimane. «Di sicuro ogni martedì pomeriggio - argomenta Corrias - e poi tutta una serie di date. Purtroppo senza un cambio di linea che vedo di difficile attuazione non ci resta che continuare con la scelta dolora di chiudere e tagliare alcuni servizi».


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