CONSUMI A NATALE E CAPODANNO

Bollicine italiane, in lieve aumento le vendite anche con il Covid (+1,3%). Meglio l’export (+2,7%)

Secondo le stime di Ismea e Unione italiana vini nel corso delle festività saranno vendute complessivamente 273 milioni di bottiglie di cui quasi 77 in Italia e 199 milioni all'estero. In calo però prezzi e fatturato delle aziende

di G.d.O

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(Hoxton / AGF)

Secondo le stime di Ismea e Unione italiana vini nel corso delle festività saranno vendute complessivamente 273 milioni di bottiglie di cui quasi 77 in Italia e 199 milioni all'estero. In calo però prezzi e fatturato delle aziende


2' di lettura

Un sospiro di sollievo per i volumi, una preoccupazione sul fronte dei valori. E' il consuntivo di fine anno per le case spumantistiche. Un dato tutt'altro che negativo al termine di un anno disastroso come il 2020. Tra Natale e Capodanno che, dopo anni di sforzi di destagionalizzazione della domanda ancora rappresentano il 35% del fatturato delle bollicine italiane, le vendite di spumanti saranno stabili se non in lieve crescita dell'1,3% soprattutto grazie ai progressi nell'export (+2,7%) che riusciranno a ribaltare la flessione sul mercato interno (-2,3%).

E' in sintesi quanto hanno stimato dall'Osservatorio del vino di Ismea e Unione italiana vini riguardo ai consumi di spumante a fine anno. Un risultato lontano anni luce dal decennio di successi appena trascorso ma tutto sommato accettabile considerato quanto accaduto nel corso del 2020. In termini di volumi nel corso delle festività saranno vendute complessivamente 273 milioni di bottiglie di cui quasi 77 in Italia e 199 milioni all'estero.Complessivamente – stimano Ismea e Uiv – saranno innalzati 1,6 miliardi di calici nel mondo targati made in Italy.

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Tracollo per lo champagne

Se quindi sotto il profilo delle quantità le stime di vendita sembrerebbero tratteggiare una sostanziale tenuta degli spumanti made in Italy le dolenti note emergono invece sul fronte dei valori per i quali si prevede una flessione del giro d'affari tra domanda interna ed estera. E non va meglio neanche allo Champagne visto che l'import di spumanti in Italia è previsto in calo del 12,5%. Gli spumanti stranieri ormai sono appena 3,5 milioni di bottiglie circa il 4,5% dei consumi nazionali delle festività. I numeri sui consumi totali potranno essere ancora influenzati da eventuali ulteriori restrizioni in particolare nei consumi in bar e ristoranti.

Tengono i volumi ma calano i valori

Flessioni che a parere di Ismea e Unione italiana vini dovrebbero essere compensati dalle buone performance di vendita in particolare della grande distribuzione. Tuttavia proprio a questa sostituzione nel canale distributivo è da ascrivere la perdita di fatturato stimata in circa il +12% (a quota 199 milioni di euro) dovuta in buona parte al calo del prezzo medio di vendita del 10%. “Le stime sulle vendite in Italia e all'estero in questa particolare congiuntura – ha commentato il segretario generale di Unione italiana vini, Paolo Castelletti - premiano la maggior versatilità di gamma delle bollicine italiane, in grado di reagire con più elasticità alle dinamiche di mercato. Occorre però ricordare come a fronte di una sostanziale tenuta dei volumi, anche i nostri sparkling stiano pagando un caro prezzo sulla partita del valore, all'estero come in Italia. Uiv – ha concluso Castelletti - ritiene quindi fondamentale monitorare un fenomeno da una parte ascrivibile al minor potere di acquisto dei consumatori e a un conseguente effetto sostituzione, dall'altra a inaccettabili condotte speculative riscontrate lungo le catene commerciali off e on line”.


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