TASSA AUTOMOBILISTICA

Bollo auto, tutte le novità per il 2020

Versamenti su PagoPA e archivio (finalmente) unico. Pagamenti cumulativi anche per il noleggio lungo, con responsabilità solidale

di M.Cap.


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3' di lettura

Per i cittadini cambia poco, anche se n’è parlato molto. Cambia molto di più per le Regioni, alcune delle quali faranno fatica a far quadrare i bilanci. Sono gli effetti dell’articolo 38-ter, introdotto nel decreto fiscale (Dl 124/2019) in sede di conversione per far transitare tutti i pagamenti del bollo auto sul circuito PagoPA. La norma (all’articolo 51) prevede anche una banca dati antievasione unica, che si affianchi a quelle regionali; descritta come una rivoluzione, in realtà esiste da vent’anni ma non ha mai funzionato bene; ora dovrebbe andare a regime. L’articolo 53 estende poi al noleggio a lungo termine la possibilità di pagamenti cumulativi già prevista per il leasing e destina il gettito alla Regione di residenza dell’utilizzatore.

Il PagoPA
Il PagoPA non fa altro che ampliare la gamma di modalità di versamento. Dopo un 2019 di rodaggio, tutti i circuiti attraverso cui era ammesso pagare il bollo auto (principalmente uffici postali, agenzie di pratiche automobilistiche convenzionate, uffici dell’Aci, tabaccherie e alcuni istituti bancari) sono entrati pienamente del sistema. Affiancandosi ad altri canali di pagamento, sia fisici sia virtuali, già presenti in PagoPA e predisposti da vari prestatori di servizi di pagamento (i Psp): sportelli bancari, home banking (accessibile ricercando le voci C-Bill o PagoPA), postazioni Bancomat (dette Atm) abilitate, punti Sisal e Lottomatica e alcune app di pagamento come per esempio Bancomat Pay, Satispay e Telepass Pay.

La novità più importante, che ha spinto verso l’adozione generalizzata del sistema, è che esso consente sempre di accreditare il pagamento direttamente all’amministrazione beneficiaria. In materia di bollo auto questo cambia gli equilibri fra le Regioni: finora i pagamenti finivano in prima battuta nelle casse di quella sul cui territorio venivano effettuati. Solo in un secondo momento venivano riversati alla Regione di residenza del contribuente, operazione problematica: avveniva non in automatico, ma con compensazioni faticosamente determinate con accordi tra le Regioni su partite anche diverse dal bollo auto. Con trattative politiche, approssimazioni di calcolo, ritardi nel trasferimento effettivo dei fondi e altri problemi.

La banca dati unica
Nell’articolo 51 del decreto fiscale è stato inserito in sede di conversione il comma 2-bis, che “riporta” nel sistema informatico del Pra, gestito dall’Aci, i dati sui versamenti del bollo auto. Era dal 1998 che all’Aci era stato sottratto il monopolio nazionale, per affidarlo alla gestione delle Regioni con il coordinamento dell’allora ministero delle Finanze. Per questo era stato costituito un archivio nazionale (lo Sgata), da far “colloquiare” in tempo reale con quelli regionali.

Il sistema non ha mai funzionato, a causa di scelte sbagliate nell’organizzazione delle strutture regionali, inerzie, personalismi e scontri di potere. Sullo sfondo, la pluridecennale lotta di sopravvivenza tra Aci e Motorizzazione. In un ventennio, i risultati concreti sono stati evasione da un lato e cartelle pazze dall’altro. Come quando non c’era l’informatica.

Tutto ciò ha favorito un ritorno dell’Aci. Dapprima come gestore convenzionato in varie singole Regioni. Ora con un ruolo nazionale. Ci si aspetta che questo crei le condizioni affinché il sistema funzioni. Ma prima manca un disciplinare attuativo del decreto fiscale.

Flotte aziendali
Dal 15 agosto 2009 era possibile per le Regioni autorizzare versamenti cumulativi da parte delle società di leasing. Dal 1° gennaio scorso ciò vale anche per le flotte in noleggio a lungo termine, inteso come contratto di durata pari o superiore a 12 mesi. Ai fini del raggiungimento di questa soglia, può contare anche l’eventuale stipula di più contratti di durata inferiore, purché consecutivi e sempre sullo stesso veicolo. Il caso di pagamento cumulativo è l’unico in cui ora per legge c’è responsabilità solidale tra la società di leasing o noleggio e l’utilizzatore (che si ritiene essere il soggetto riportato sui relativi contratti (quello di locazione finanziaria registrato al Pra e quello di locazione a lungo termine annotato nell'Anagrafe nazionale dei veicoli).

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