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Bologna accende l’impianto di Bi-Rex, prima smart factory 4.0 in Italia

L’inaugurazione non è stata rinviata per la nuova ondata Covid-19 per dimostrare che non si può e non ci si deve fermare

di Ilaria Vesentini

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L’inaugurazione non è stata rinviata per la nuova ondata Covid-19 per dimostrare che non si può e non ci si deve fermare


3' di lettura

«Abbiamo voluto inaugurare la linea pilota 4.0 nella data programmata, nonostante la nuova emergenza Covid-19, per dimostrare che non ci si può e non ci si deve fermare perché non significa mettere a rischio la salute delle persone ma salvare le nostre filiere produttive e la nostra comunità». Con queste parole Domenico Bambi, presidente di Bi-Rex, ha tagliato il nastro a Bologna del primo degli otto Competence center italiani funzionante e operativo con propri impianti 4.0, primo esempio di fabbrica digitale del futuro, accessibile a Pmi, grandi aziende, ricercatori, con quattro aree dedicate a Big Data, Additive Manufacturing, Robotica, Finitura e metrologia.

Macchinari ad alta tecnologia al lavoro negli stabilimenti Bi-Rex

Un condensato di tecnologie. La fabbrica 4.0 si trova nello stesso edificio, all’interno dell'Opificio Golinelli, che ospita anche gli uffici e le aule per la formazione e il co-working di Bi-Rex (Big Data Innovation & Research Excellence), è dotata di connettività 5G che permetterà alle aziende di lavorare con big data su datacenter locale e cloud remoto, sviluppare piattaforme IoT, eseguire sistemi di machine learning, Intelligenza artificiale, realtà virtuale e digital twin.

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I moderni spazi a sfondo verde sono equipaggiati con una macchina a letto di polvere a sorgente laser per stampare pezzi 3D in metallo; con un impianto con cella di deposizione diretta (DED) per riparare componenti ad alto valore aggiunto e realizzare pezzi metallici a geometria complicata; con strumenti per trattamenti termici, tempra laser ed elettroerosione; con una stampante 3D di materiali polimerici; con robot collaborativi per operazioni di movimentazione e logistica; e, nell’area Finitura e metrologia, con un centro di lavoro a controllo numerico (CNC) per la tornitura e fresatura in lavorazioni di manifattura sottrattiva, finitura e realizzazione ingranaggi.

La sfida dei big data al Covid-19 «In un momento delicato come questo le Pmi necessitano urgentemente di tecnologia e di competenze per ripartire e rimanere competitive – commenta il direttore di Bi-rex, Stefano Cattorini – e per questo abbiamo cercato di accelerare i lavori della Linea pilota, che è stata allestita fra aprile e settembre 2020, nonostante le difficoltà causate dalla pandemia, con l’obiettivo di mettere al più presto le tecnologie abilitanti e digitali a disposizione delle nostre filiere, anche per testarle prima di fare investimenti specifici».

Dal Mise 9,2 milioni di euroBi-Rex è da oggi il primo degli otto Centri di competenza nazionali istituiti nel 2018 con il piano nazionale Industria 4.0, a essere dotato di una propria Linea pilota funzionante e operativa: «Siamo non solo un modello unico di fabbrica manifatturiera additiva – aggiunge il presidente - ma un esempio di consorzio pubblico-privato europeo ad alta efficienza che riunisce 12 università, 4 centri di ricerca e 45 imprese da sette regioni, di cui 12 Pmi, che ha raccolto il più alto finanziamento dal Mise, 9,2 milioni di euro (di cui 5,4 per progetti di innovazione, cui vanno sommati i 14,4 milioni messi a disposizione dai privati, ndr). In questi primi 18 mesi di attività non ci siamo mai fermati e oggi siamo pronti a diventare capofila del futuro European Digital Innovation Hub, il polo di Innovazione digitale che ambisce a diventare il riferimento nazionale per la tematica dell’High Performance Computing & Big Data processing for Industry.

La big data valley emiliana

«Un progetto, quest’ultimo, mirato sempre a trainare nell’era digitale la manifattura, le scienze della vita e le tecnologie green, in una regione – sottolinea l’assessore allo Sviluppo economico e green economy, lavoro, formazione Vincenzo Colla – che distilla il meglio dell’eccellenza tecnologica italiana ed è destinata a diventare la data valley del bacino mediterraneo». «È importante che i Competence center diventino aggregatori dei punti di eccellenza del Paese – conclude Gian Paolo Manzella, sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico – capaci di mettere in contatto domanda e offerta di ricerca o i macchinari 4.0 e di tecnologia»..

Riproduzione riservata ©
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    Ilaria Vesentinicorrispondente Emilia-Romagna

    Luogo: Bologna

    Lingue parlate: italiano, inglese e tedesco

    Argomenti: economia industriale, distretti, filiere

    Premi: L'Attendibile - Assolatte - 2013

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