Trasporti urbani

Bologna sfida il covid e fa partire in piena epidemia la navetta People Mover

Primi servizi per il treno tecnologico che collega aeroporto e stazione di Bologna in 7 minuti

di Ilaria Vesentini

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Primi servizi per il treno tecnologico che collega aeroporto e stazione di Bologna in 7 minuti


3' di lettura

Si potrebbe obiettare che l'inaugurazione del People Mover, la navetta elettrica sopraelevata che da ieri collega aeroporto e stazione di Bologna in 7 minuti, è fuori luogo e fuori tempo in questa fase emergenziale, visto che dal Marconi stanno atterrando e decollando il 75% in meno di passeggeri rispetto a un anno fa, quando era stato previsto il varo dell'infrastruttura.

Bologna, dal 7 marzo aeroporto e stazione collegati in 7 minuti

Il taglio del nastro, in piena emergenza sanitaria, «vuole essere invece un segnale di forza e determinazione che sfida la pandemia e dà impulso alla ripresa economica dell'Emilia-Romagna», rimarca l'assessore regionale a Mobilità e turismo, Andrea Corsini, nella videoconferenza inaugurale della navetta elettrica che viaggia su 5 km di binari sospesi a oltre 6 metri di altezza da terra, sovrappassa l'autostrada A14 e la tangenziale per unire i treni di Bologna Centrale agli aerei del Marconi, con una fermata intermedia nel quartiere Lazzaretto, nuova zona universitaria.Un'opera in project financing costata 125 milioni di euro, cui 27,5 milioni finanziati dalla Regione, 35 di capitale versato dai soci di Marconi Express (la società di scopo che nel 2008 si è aggiudicata la gara del Comune di Bologna e ha una concessione 40ennale), 2,5 milioni dall'Aeroporto e altri 60 di prestito bancario.

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La città punta sulla ripresa dei viaggi

Dopo 12 anni di iter ufficiale (quattro sindaci) e 20 mesi di test ministeriali e di ritardi burocratici, il People Mover è partito in versione dimezzata – causa pandemia – con una corsa ogni 15 minuti e capienza limitata al 50% dei posti disponibili, ovvero non più di 12 passeggeri per ciascuno dei due scomparti di ogni vettura. «Contiamo su una ripresa del traffico aereo già a cominciare dal prossimo anno e stimiamo di poter tornare entro il 2024 al numero di passeggeri che hanno viaggiato in Europa nel 2019», commenta la presidente di Marconi Express, Rita Finzi, definendo <necessaria> l'apertura dell'impianto, nonostante il momento sfavorevole che dà la stura a nuove polemiche e litigi sotto le Due torri, dove nessuna infrastruttura in programma, che sia il Passante Nord o il tram, si salva mai da battaglie bibliche. Anche ieri non sono mancati i dissensi. Dagli attivisti dei Labas che hanno manifestato in stazione contro <un'opera inutile e rumorosa> a Legambiente, che ha bollato il People Mover come «un lusso troppo oneroso e sovrabbondante> perché gli esiti della pandemia sui traffici e il turismo amplificheranno negli anni a venire <i rischi di perdite di esercizio da parte della Spa Marconi Express già preventivabili ai tempi della sua progettazione, perdite che ricadranno sulla collettività». Per raggiungere il break even servono 1,56 milioni di passeggeri l'anno e Marconi Express ha infatti già rimodulato il prestito bancario alla luce del calo di traffico previsto.Difficile però negare la sostenibilità di un servizio di trasporto che 365 giorni l'anno garantisce dalle 5.40 di mattina a mezzanotte (al prezzo di 8,70 euro a corsa, forse 9,70 nel 2021) un collegamento ferro-cielo rapido, digitale, sicuro ed ecologico: la navetta bianca e verde è a guida autonoma, a trazione elettrica (750 V in corrente continua, la stessa dei filobus) per il 35% alimentata dai pannelli fotovoltaici integrati sulla via di corsa, con un risparmio non solo di tempo e sudore per chi viaggia ma di 300 tonnellate di CO2 in meno (l'effetto di 14mila alberi) per tutti i bolognesi.

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