CHILDREN’S BOOK FAIR

Bologna si conferma capitale dei libri per ragazzi

di Cristina Battocletti


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(AFP)

3' di lettura

Di bambino ha solo l’anima la manifestazione “Bologna children’s book fair”, che si è confermata anche quest’anno la più importante dell’editoria internazionale per bambini e ragazzi e che ieri ha chiuso la 54esima edizione. I numeri sulla fiera, dedicata allo scambio e alla commercializzazione dei diritti d’autore e aperta solo agli addetti ai lavori, ha registrato un aumento del 2% nel pubblico dei professionisti - illustratori, autori, espositori, editori, operatori, artisti, bibliotecari, insegnanti, produttori e sviluppatori delle app e della parte multimediale -: oltre 26.743 operatori (+2% rispetto al 2016), con 11.752 visitatori esteri (+15% rispetto al 2016), che rappresentano il 44% del totale.

Oltre 20mila i metri quadrati a disposizione, 1.200 espositori da oltre 75 Paesi, cui quest’anno si sono aggiunti Albania, Andorra, Ecuador, Islanda, Costa d’Avorio, Myanmar, Nepal, Pakistan, Perù. E 720 giornalisti da 40 Paesi a registrare il fenomeno. Anche se è nato solo l’anno scorso, ha già aumentato la sua espansione il padiglione dedicato al multimediale, il Bologna Digital Media, in cui si è parlato di realtà aumentata, creative technology, supporti digitali e nuovi servizi giunti dalla Silicon Valley.

Cresce il mercato dell’editoria per ragazzi. In Italia, secondo i dati dell’Aie, l’Associazione Italiana Editori, per il 2016, le case editrici attive nel settore dei ragazzi sono 183, per un mercato che vale 217,1 milioni (+5,3% rispetto al 2015), se si esclude la grande distribuzione; mentre sale a 229 milioni di euro (+4,2% sul 2015) se si comprendono tutti i canali (grande distribuzione, toy center e uffici postali). I titoli stampati nel 2016 sono stati 5.573 (-14% circa sul 2015, quando si attestavano a 6.457, ma in linea con gli anni precedenti in cui superavano di qualche centinaia le 5mila unità). Nel nostro Paese i potenziali piccoli lettori sono oltre 8 milioni, di cui oltre 5 milioni nella fascia di mercato più importante, che va dai 6 ai 14 anni. La fascia d’età che legge di più in Italia, secondo i dati dell’Istat, è quella tra i 10 e i 19 anni, ed è l’unica in cui i lettori sono più del 53,2% rispetto alla media del 42-43% della popolazione.

La Fiera è importante per individuare le tendenze dell’editoria per ragazzi, che riguardano anche temi di solito riservati a un pubblico adulto come l’immigrazione, i temi sociali come la disabilità e la crisi economica, le biografie. Ma anche tanti libri per sognare, pieni di storie che fanno ridere, sulle orme di Roald Dahl, di cui l’anno scorso ricorreva il centenario della nascita. Grande attenzione è riservata a illustrazioni sempre più raffinate. Per la prima volta, la Mostra degli illustratori - che quest’anno aveva come regioni ospiti d’onore Baleari e Catalogna - viene esposta, dopo la Fiera, anche al pubblico, in originale, dal 9 aprile al 7 maggio nella Sala Esposizioni del Museo Archeologico di Bologna. Mentre fino al 4 giugno alla fondazione Gualandi a favore dei sordi di Bologna si terrà l’esposizione “Questa non è una mostra, signor Magritte!”, nata come appendice cittadina alla fiera. Il prossimo anno la fiera aprirà i battenti dal 26 fino al 29 marzo, e vedrà la Cina come ospite d’onore. E poi “Bologna children’s book fair” debutta Oltreoceano, dal 30 maggio al 1° giugno 2018 a New York con un appuntamento che sarà occasione di incontro tra editori e agenti americani con i loro colleghi di tutto il mondo e vedrà la partecipazione di librai e bibliotecari. Il nome anglofono ha portato bene.

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