Mercati in fiera

BolognaFiere e Ieg mettono la firma sulle nozze entro maggio 2021

di Ilaria Vesentini

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2' di lettura

Se l’operazione andrà a buon fine, darà vita al più grande gruppo fieristico italiano, una realtà con poli fieristici a Bologna, Rimini, Vicenza, Modena, Ferrara, Arezzo, Bari e numeri che – pre Covid – sfioravano i 380 milioni di euro di fatturato, gli 80 milioni di Ebitda e una leadership in filiere del made in Italy che eccellono nel mondo come ceramica, oreficeria, alimentare, meccanica agricola e strumentale, turismo, wellness.

Sulle probabili nozze tra IEG-Italian exhibition group (nata quattro anni fa dalla fusione tra le società di Rimini e Vicenza) e BolognaFiere di cui si parla da oltre un decennio c’è infatti ora una firma, nero su bianco: i due pretendenti hanno siglato un term-sheet non vincolante che mira a costruire una operazione di integrazione, «sulla base di un rapporto di concambio pari ad 1:1 e secondo modalità ancora da definirsi tra le parti», recita la nota diffusa dalle due società, che fissa il termine per il perfezionamento dell’integrazione entro maggio 2021. Parte ora il percorso di due diligence e quello per portare anche BolognaFiere in Borsa, così da arrivare al concambio paritario con Ieg, quotata da giugno 2019 al listino milanese. L’accordo prevede anche la prosecuzione del programma di investimenti nei quartieri fieristici di proprietà «compatibilmente con la situazione finanziaria della combined entity e in coerenza con gli impegni contrattuali già definiti». Nel quartiere Michelino è in itinere un piano di ampliamento e restyling da 130 milioni di euro che si dovrebbe completare nel 2024 e IEG ha annunciato 50 milioni di investimenti su Vicenza.

«Il progetto di integrazione ci proietta in una dimensione saldamente internazionale. Il nostro Paese potrà contare su di un player in grado di affrontare con ancora maggiore incisività tutte le nuove sfide che avremo di fronte una volta che il mondo avrà superato l'emergenza pandemia», commenta Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere, che come tutto il sistema fieristico italiano è alle prese con un crollo di fatturato 2020 nell’ordine del 70% a causa della pandemia.

L’operazione è volta a dare vita al principale operatore italiano del settore, in grado di competere, anche grazie alla propria capacità organizzativa in Italia e all’estero, con i più importanti player internazionali, facendosi portavoce del made in Italy e, al contempo, mantenendo un forte legame con i territori, si legge nella nota. L’integrazione, inoltre, accrescerà non solo la visibilità del nuovo soggetto, ma il flottante «al fine di agevolare un successivo accesso al segmento Star di Borsa italiana», precisano le due società.«Stiamo facendo passi concreti e decisivi verso la conclusione dell'operazione di integrazione tra le due società. Le difficoltà derivanti dalla pandemia non riducono la nostra convinzione nella valenza industriale del progetto, ma ci spingono a procedere con maggiore determinazione», conclude Lorenzo Cagnoni, presidente di IEG

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