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Bolzano capofila dell’innovazione e del cambiamento 4.0

di Barbara Ganz

3' di lettura

Dalla lunga crisi le imprese altoatesine sono uscite più forti di prima: «Lo dicono i numeri: l’export è al massimo storico, il numero degli occupati indipendenti è arrivato a quota 200mila, il bilancio della Provincia, finanziato in larga parte dal contributo delle nostre Imprese e dei loro collaboratori, ha raggiunto un nuovo picco». Federico Giudiceandrea, ceo di Microtec, assume la guida di Assoimprenditori Alto Adige e lo fa ringraziando Stefan Pan, dal quale raccoglie il testimone, in carica dal 2010 e per gli anni più difficili.

Oggi «l’industria altoatesina è diventata indispensabile per il territorio. Di più, ne costituisce il motore trainante. Il settore manifatturiero è quello che più di ogni altro contribuisce al Pil della provincia e genera l’85% delle esportazioni. L’industria è il settore economico con le retribuzioni più alte e quello in cui i posti di lavoro sono più sicuri. In questo modo la funzione economica diventa funzione sociale», sottolinea il nuovo presidente.

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I numeri dell’economia altoatesina – 3,7% di disoccupazione contro l’11,7 nazionale nel 2016, un Pil in crescita dell’1,3 – si inseriscono nel quadro delle notizie positive a livello Paese: «Il fatto che l’Italia cresca oltre le attese è un dato positivo, ma ora occorre cavalcare la stagione delle riforme e non depotenziare gli strumenti previsti nella legge di bilancio 2016, come iper e super ammortamenti» avverte il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, intervenuto all’assemblea e che ha conosciuto da vicino la realtà altoatesina lavorando fianco a fianco con Stefan Pan.

Ma ci sono temi da affrontare: «In questi mesi in Alto Adige si sta discutendo di un tema che determinerà in modo decisivo lo sviluppo della nostra terra, che ha le case e i terreni più cari a livello nazionale», avverte Giudiceandrea riferendosi all’attesa riforma urbanistica. Intanto, i prodotti dell’Alto Adige vendono in oltre 170 Paesi, ma la sfida è «aumentare il numero delle aziende che fanno export. Abbiamo un potenziale enorme, esportiamo il 20% del Pil, ma territori vicini come Tirolo, Lombardia o Veneto viaggiano fra il 30 e il 50%».

Qui l’innovazione va oltre le statistiche, con eccellenze mondiali in settori quali tecnologie alpine, automotive, alimentare, legno ed edilizia. «Essere innovatori fa parte del Dna di noi imprenditori. Viviamo in un periodo di grandi mutamenti. Ogni cambiamento è accompagnato, spesso determinato, da innovazioni tecnologiche. Industria 4.0 non riguarda solo le imprese, ma la vita di tutti noi, e le nostre aziende hanno l’ambizione di essere protagoniste di questo cambiamento».

Lo sguardo si allarga a una società 4.0, che non può prescindere da competenze 4.0: «Intendiamo consolidare la collaborazione con le scuole e l’università» è l’impegno, e l’accordo quadro da poco firmato con il rettore della Libera università di Bolzano va in questa direzione. sottolinea il presidente, e non a caso il titolo della giornata mette insieme imprese, talenti e competenze, “la nostra strada verso il futuro”.

«Bolzano – ricorda Boccia – può essere il punto di avvio di un dibattito per costruire un’Europa migliore, di cui qualcuno vorrebbe indebolire l’impresa per conquistarne il mercato. Non a caso da qui, nell’ultimo bilaterale con la Bdi (la Confindustria tedesca, ndr) è uscito un documento condiviso che rimette al centro la questione industriale e chiarisce che la sfida non è fra Paesi europei, ma fra questi e il resto del mondo». Un appuntamento, quello con il business forum italo tedesco, confermato anche per il 2017.

Con Giudiceandrea, nel consiglio direttivo, i vice Vinicio Biasi, Flora Kroess, Heiner Oberrauch e Nikolaus Tribus, il presidente della Piccola impresa Oswald Eller e quello dei giovani Christian Krapf.

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