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Bomba d’acqua a Palermo, Orlando attacca la Regione

Esclusa la presenza di vittime nelle automobili bloccate dall’acqua. La Procura valuta un’inchiesta e il sindaco prepara un dossier per la magistratura

di Nino Amadore

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Esclusa la presenza di vittime nelle automobili bloccate dall’acqua. La Procura valuta un’inchiesta e il sindaco prepara un dossier per la magistratura


4' di lettura

Palermo si risveglia nel fango dopo la bomba d'acqua

Una bomba d’acqua violenta, imprevedibile che ha lasciato danni e devastazione a Palermo ma che per fortuna non ha provocato vittime. La conferma della Protezione civile regionale arriva intorno all’ora di pranzo di questo 16 luglio, giorno successivo alla festa di Santa Rosalia, la «Santuzza», ma soprattutto giorno successivo al dramma che si è consumato in un paio d’ore di una città in transito per festa. Le ricerche di corpi nei sottopassi della circonvallazione del capoluogo siciliano, dove sono rimaste bloccate centinaia di automobili con gente scappata anche a nuoto, sono andate avanti tutta la notte e l’intera mattinata: fin qui non si è trovata traccia delle due persone segnalate in grande difficoltà da un testimone, un camionista. «I vigili del fuoco - ha detto il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina - hanno compiuto un grande lavoro per il ripristino della normalità. C’è ancora, nel punto più basso, meno di un metro d’acqua. Il tratto è stato accuratamente ispezionato e non ci sono tracce di persone o di cadaveri che eventualmente galleggerebbero. I lavori proseguono ma siamo ottimisti sull’assenza di vittime». Ridimensionato anche il numero di bambini ricoverati per ipotermia: secondo il Comune solo uno e non dieci come è stato detto.

Bomba d'acqua su Palermo

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E mentre si fa la conta dei danni (sono quasi 300 gli interventi fatti dai Vigili del fuoco), la Procura di Palermo valuta l’ipotesi di aprire un’inchiesta sull'accaduto: per accertare eventuali responsabilità nell’assenza di misure necessarie a prevenire e fronteggiare l’emergenza meteo. Chi, per esempio, doveva dare l’allarme e non lo ha dato?

La difesa della Protezione civile regionale

«La bomba d’acqua che ha colpito Palermo è un fenomeno imprevedibile», dice il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, che ha spiegato così il basso livello di allerta del bollettino meteo del 14 luglio. Le previsioni annunciavano temporali localizzati e per questo era stata emessa un’allerta gialla per la fascia tirrenica da Palermo verso Messina. Era verde invece il segnale dell’area che da Palermo va in direzione di Trapani. Ma cosa può essere accaduto? Per Cocina c’è una sola spiegazione: «Si chiama effetto monzonico. Le condizioni meteo sono ormai fortemente condizionate dai processi di antropizzazione che hanno cambiato il clima e l’ambiente». A Palermo si è verificato un altro fenomeno: la concentrazione della massa di nubi che hanno scaricato una grande quantità d’acqua in uno spazio tutto sommato raccolto. «Le precipitazioni più intense e più violente - dice Cocina - si sono verificate in un raggio di due chilometri sotto l’area di Bellolampo. Tutto questo non si poteva prevedere». In poco più di due ore su quella zona di Palermo si sono scaricati 110 millimetri di pioggia. Secondo Cocina, non è la quantità d’acqua a essere individuata come la causa principale degli allagamenti ma gli «effetti al suolo» aggravati da altre cause. Una delle ipotesi che i tecnici avanzano prende in considerazione un blackout delle centraline elettriche che alimentano le pompe di sollevamento: senza alimentazione elettrica gli impianti si sarebbero bloccati. In quel tratto la strada è a un livello inferiore rispetto alla rete fognaria nella quale l’acqua può essere incanalata solo con il pompaggio e quando questa attività si blocca i sottopassi vengono allagati.

L’atto di accusa di Leoluca Orlando

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando dal canto suo accusa e rilancia annunciando la presentazione di una dettagliata relazione su quelle che lui ritiene siano le responsabilità alla Procura di Palermo e alla Procura regionale della Corte dei conti. Orlando punta l’indice contro la Regione siciliana sia per quanto riguarda la «mancata allerta», sia per quanto riguarda la mancata realizzazione di opere ritenute necessarie per lo scarico a mare anche delle acque piovane. «La bomba d’acqua è arrivata senza che vi fosse un’allerta della Protezione civile regionale, anzi alle 16.25 la Protezione civile comunicava il codice verde in miglioramento - ha detto, a palazzo delle Aquile, durante una conferenza stampa -. L’allarme ce lo siamo dati da soli: la verità è che il sistema di protezione civile regionale rispetto a fatti come questo non è stato affidabile». Il sindaco di Palermo ha annunciato che ha dato disposizione all’Amap (l’azienda comunale che ha competenza sui sistemi idrici e fognari) di installare il sistema early warning, un dispositivo che fa scattare l’allarme nei luoghi più a rischio, non appena cade una certa quantità d’acqua.

Il sindaco: «Presenteremo un dossier alla magistratura»

Diverso il discorso sulle responsabilità per la mancata realizzazione delle opere: «Chiederemo che si apra un’inchiesta della Procura della Repubblica e della Corte dei Conti» dice Orlando. Il sindaco, parlando di dissesto idrogeologico, ha sottolineato che «il Comune di Palermo non ha nessuna competenza» e per quanto riguarda gli interventi fognari, ha evidenziato che «nel 2014 erano pronti i progetti per gli interventi che riguardavano alcune opere, ma la Regione non ha disposto il decreto di finanziamento. L’allora governo Crocetta, nella persona dell’assessore Vania Contrafatto, addirittura ha contestato il fatto che non erano state realizzate le opere riguardanti il collettore sud e Fondo verde. Nel 2017 tutto era pronto per il collettore sud ma non è partita la realizzazione per via di un ricorso, mentre per Fondo verde è tutto fermo al 2014».

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