arte

Bomberg contro il passato che lo ispirava

Una originale mostra esplora l'influenza di Michelangelo e Botticelli su uno dei più radicali artisti britannici

di Nicol Degli Innocenti

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David Bomberg. The Mud Bath, 1914. Oil on canvas, 152.4 × 224.2 cm. Tate, London (T00656). Purchased 1964. © Tate

Una originale mostra esplora l'influenza di Michelangelo e Botticelli su uno dei più radicali artisti britannici


2' di lettura

La National Gallery allarga i suoi – e i nostri – orizzonti con una mostra che abbina uno dei più originali e radicali artisti moderni inglesi con i grandi pittori del passato. “Young Bomberg and the Old Masters” esplora la grande e inaspettata influenza che artisti come Botticelli e El Greco hanno avuto su David Bomberg.

Nel catalogo della sua prima personale nel 1914 Bomberg, che allora aveva 23 anni, scrisse di voler respingere “tutto nella pittura che non sia forma pura”, della sua determinazione ad abbandonare il naturalismo e la tradizione e del suo “odio” per il Rinascimento.

I suoi quadri che rasentavano l'astratto, tutte forme angolari e decise, certamente erano ben lontane dalle opere dei grandi maestri. Eppure, come rivela questa mostra ideata dal curator Richard Cork, Bomberg amava visitare la National Gallery alla ricerca di ispirazione.

Passava giornate intere a copiare le opere dei suoi artisti preferiti, tra i quali Michelangelo e Botticelli, ma poi distrusse tutti i suoi disegni perché voleva creare qualcosa di nuovo e di personale dopo avere assorbito la lezione del passato.

Uno dei suoi primi disegni, un autoritratto, è appeso accanto al “Ritratto di un giovane” di Botticelli, un omaggio rispettoso al maestro fiorentino, con lo stesso sguardo diretto e perfino una camicia identica a quella del giovane che Bomberg si era fatto fare apposta dal padre.

La National Gallery riscopre Bomberg

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The Mud Bath” del 1914, una “danza della morte” che è ora considerato il suo capolavoro, era troppo all'avanguardia per l'epoca, ma Cork vi vede l'influenza della “Deposizione” di Michelangelo nella composizione e nella forte energia repressa che esprime.
“Osservando i disegni preparatori di Bomberg si vede la parte figurativa che poi nei quadri che sembrano del tutto astratti non si riesce a individuare”, spiega Cork.

Bomberg restò un artista incompreso e sfortunato. Figlio di ebrei polacchi immigrati, visse in povertà nell'East End londinese ma il suo talento fu riconosciuto da maestri come Walter Sickert e John Singer Sargent, che furono suoi insegnanti. Il giovane ribelle fu poi espulso dalla Slade School of Art nel 1913 perché troppo radicale.

La mostra londinese del 1914 avrebbe potuto e dovuto essere l'inizio di una traiettoria ascendente, ma l'avvento della prima guerra mondiale congelò la sua carriera di artista. Le sue terribili esperienze nelle trincee, dove perse un fratello e molti amici, lo cambiarono per sempre. Ebbe un esaurimento nervoso e si sparò su un piede per non dover tornare in prima linea. Dopo la guerra visse una vita itinerante e non trovò mai il successo.

La mostra ha un duplice valore: riportare sotto i riflettori l'opera originale e piena di energia di Bomberg e far riflettere su come un artista possa essere arricchito dall'esempio del passato, imparando le regole della composizione, della struttura, della disciplina e dell'equilibrio, senza imitare i grandi maestri ma trovando una propria voce unica.

Young Bomberg and The Old Masters, The National Gallery, Londra, fino al 1 marzo 2020

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