Made in Emilia

Bompani scommette sul “forno perfetto” e cerca partner industriali

di Ilaria Vesentini

3' di lettura

Con la sua iconica cucina free standing si è guadagnato uno spazio permanente alla Triennale di Milano, da due mesi ha ottenuto il riconoscimento di marchio storico italiano di interesse nazionale, primo e unico nel settore elettrodomestico, ma la risalita dopo il concordato del 2013 è ancora faticosa. Se da un lato l’appeal di forni, frigo, lavatrici di grande qualità e design 100% Made in Italy non ha mai perso smalto sui mercati mediorientali (che assorbono il 70% delle vendite, con un export che pesa complessivamente per il 90%), dall’altro lato la casa modenese non riesce a rispettare le commesse perché le porte del sistema creditizio continuano a restare chiuse. Così Bompani, un nome simbolo della cucina italiana, nato nel 1954 a Modena e salvato nel 2013 dall'allora dg, oggi azionista e amministratore unico Enrico Vento, si trova oggi «ad avere in casa tutti gli asset di successo, tra marchio, know-how manifatturiero, sito produttivo all'avanguardia a Ostellato nel Ferrarese, progetti innovativi (tra cui la ricerca e messa a punto con l'Università di Modena e Reggio Emilia e Fondazione Democenter per creare “il forno perfetto”) ma a non avere la liquidità sufficiente per portare a termine il piano industriale e per star dietro gli ordini: abbiamo un portafoglio a sei mesi che non si vedeva da anni. È il momento giusto per aprire le porte a un investitore industriale o finanziario», racconta l'imprenditore.

Il Covid è stato una manna nel momento in cui ha riportato l'attenzione e gli investimenti delle famiglie di tutto il mondo dentro le mura di casa, e in cucina in particolare, facendo esplodere la domanda, e ha sbloccato le tutele del fondo di garanzia che hanno permesso a Fox Bompani di avere provvista per recuperare i due mesi di stop produttivo (Fox è lo stabilimento di Ostellato acquisito dal fondatore nel Renzo Bompani negli anni Settanta, dove oggi si producono i cooker, il blocco di forno e piano cottura free standing 100% Made in Emilia). Ma la pandemia è stata anche una iattura perché in una fase delicata dal punto di vista finanziario ha dato un ulteriore colpo ai conti «ogni mese questa macchina, sia che sia ferma sia che lavori, costa 200mila euro – spiega Vento -. Con la mia famiglia, che mi affianca in Bompani, ho fatto una scelta precisa quando ho rilevato l'azienda con un concordato in continuità: quella di salvare tutti i posti di lavoro e dare priorità allo sviluppo sul territorio, le 40 persone che oggi mancano all'appello rispetto ai 200 occupati del 2013 sono tutte uscite o per pensionamento o volontariamente, nessuno è stato licenziato».

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Poi è arrivato il Covid, con una perdita secca che ancora non è stata recuperata nonostante gli ordini corrano. «Alla difficoltà nel recuperare provvista con le banche, che ci hanno reso la vita dura anche durante la procedura concorsuale, purtroppo in Italia mancano strumenti finanziari di supporto per chi esce da crisi – sottolinea – si sommano ora i problemi nel recuperare materiali e componentistica. In più, ci portiamo dietro i costi di una lunga vertenza sindacale che si trascinava dal passato, chiusa proprio lo scorso anno».

Non nasconde la fatica ma neppure l'orgoglio Vento, che in ottobre ha ottenuto dal ministero dello Sviluppo economico l'iscrizione di Bompani nel registro speciale dei “Marchi storici di interesse nazionale”, riservato ai marchi Italiani in uso continuativo da più di 50 anni legati a imprese produttive di eccellenza radicate nel territorio, e che a inizio anno, nonostante la pandemia, ha inaugurato il museo aziendale Cubom (Cucine Bompani), per raccontare la storia dell'azienda e della tradizione manifatturiera emiliana, dal 1954 a oggi. «Un grazie va alla Regione Emilia-Romagna, che ha sostenuto il progetto del museo e anche il rilancio aziendale, così come ci hanno sempre aiutato in questi anni i nostri clienti esteri».

Ciò che manca, ed era nero su bianco nel piano industriale da 5 milioni di euro lanciato nel 2017, anno di chiusura del concordato, è il rilancio della gamma prodotti commercializzati , i piccoli elettrodomestici come lavatrici e frigo che Bompani brandizza ma fa costruire a fornitori esterni (Vento calcola ci sia un indotto di oltre 500 persone in Italia che lavora attorno all'azienda). La vera scommessa sul futuro, però, è l'investimento sul prodotto-simbolo, il blocco cottura: «Il “forno perfetto” – conclude l'imprenditore, chef per passione – gestisce e controlla tutti i parametri chimici-fisici-biologici del processo e consente di preparare in casa una pizza come quella del forno a legna, un arrosto o un barbecue come quello sul fuoco vivo e di cuocere le carni a bassa temperatura come facevano un tempo le nostre nonne».

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