Agroalimentare

«Bond Food» Unicredit allo sviluppo sostenibile di 11 imprese del Sud

In due mesi sono stati emessi minibond per 33,3 milioni, mentre altre tre emissioni saranno completate entro la fine dell’anno

di Vincenzo Rutigliano

Il Food Bond di Unicredit finanzia lo sviluppo del settore al Sud

3' di lettura

Sono 11 le imprese agroalimentari del Sud che hanno finanziato i loro piani di sviluppo con il “Bond Food Mezzogiorno”, lanciato da UniCredit e SACE per supportare gli investimenti di medio e lungo termine in sostenibilità ed internazionalizzazione nell’agrifood. Per fine anno potrebbero esserci altre tre emissioni.

Dal lancio del programma, cioè da ottobre scorso, le risorse complessive raccolte hanno raggiunto i 33,3 milioni coinvolgendo, sinora, 11 aziende che hanno emesso minibond a tasso variabile, con durata di 7 anni, sottoscritti da UniCredit. Si tratta di Caffè Moak, Cantine Ermes, Gustibus Alimentari, Pastificio Di Martino, Agricola Garofalo e La Rosina che hanno beneficiato anche della garanzia SACE. A queste si aggiungono Caseificio Palazzo, Gruppo Leone (Mangimi Leone, Almeda e Leone Group) e Bibite Polara. Altre 3 imprese emetteranno minibond entro l’anno.

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Tra quelli emessi, il minibond di importo maggiore, pari a 12 milioni, è quello del pastificio Di Martino, attivo dal 1912, che produce pasta di Gragnano IGP. Con il minibond con garanzia SACE, l’azienda di Gragnano – 7 stabilimenti produttivi, 4 in Campania e 3 nel nord Italia, export nei paesi scandinavi, Inghilterra, Germania, Usa, Australia e Sud Africa, fatturato 2020 a 142 milioni e 386 dipendenti –si è impegnata a ridurre, entro dicembre 2023, i consumi energetici e di combustibili di almeno il 12%, tra interventi di efficientamento ed autogenerazione di energia. Le risorse saranno utilizzate anche per rafforzare l'offerta di prodotti bio, con 10 nuove referenze, e sostenere altri investimenti, oltre quelli per 15 milioni previsti per alcuni interventi di ristrutturazione industriale.

«Puntiamo molto sullo sviluppo del brand -spiega Giuseppe Di Martino, presidente e ceo del gruppo – . Abbiamo appena aperto un ristorante-bar a New York e altri ne apriremo nel mondo. Nei prossimi 2-3 anni prevediamo di crescere sino a 250 milioni di fatturato».

E’ garantito da SACE anche il minibond, da 3 milioni, emesso dalla Società Agricola Garofalo, capofila della filiera agricola-bufalina (15.000 i capi allevati) del gruppo Fattorie Garofalo, storica realtà campana da oltre 60 anni leader in Italia nella produzione e nell'export della mozzarella di bufala Dop nel mondo. L'azienda si è impegnata a favorire l'approvvigionamento del 100% di energia elettrica solo da fonti rinnovabili, anche attraverso il revamping degli impianti fotovoltaici esistenti sulle stalle delle fattorie di Francolise (Ce) e nella “Apulia” di Cerignola-Zapponeta (Fg) rilevata dal gruppo Amadori. Con un fatturato stimato in proiezione, nel 2021, a 120 milioni, in aumento del 9% sul 2020, il gruppo ha nel fotovoltaico una potenza installata di 3.337 kw in tutti i suoi siti (compreso Casale del Re). Insieme agli investimenti in energia circolare, il gruppo Garofalo ha programmi di sviluppo di medio termine in tutta la filiera. «Contiamo – anticipa Raffaele Garofalo, terza generazione alla guida del gruppo– di migliorare e rafforzare gli impianti di trasformazione della materia prima, puntando anche sulla robotica per l’automazione dei magazzini. Per gli allevamenti investiremo ancora sulla produzione di energia da biomasse, sul benessere animale e sul miglioramento genetico. E rafforzeremo il retail».

Tutti concentrati su sostenibilità, energia da fonti rinnovabili e su internazionalizzazione, i 3 milioni del minibond emesso da Cantine Ermes, società cooperativa agricola di Santa Ninfa, nel trapanese, fondata nel 1998 e cresciuta con grande rapidità (fatturato della campagna 2021 stimato in 120 milioni). L’azienda ha una superficie agricola di 10.500 ettari, per un terzo bio, distribuiti in 3 regioni (Sicilia sud occidentale,Venetoe Puglia, tra Guagnano e Mesagne) e conta 2400 agricoltori conferitori. «Vendiamo soprattutto vino sfuso, ma da 5 anni –spiega Salvatore Li Preti, direttore sviluppo di Ermes – stiamo anche imbottigliando il 15% della produzione totale. E cresceremo ancora sia in Italia che all’estero: il mini bond sarà utile anche per migliorare la qualità delle produzioni».

Visto da Unicredit il programma “Bond Food Mezzogiorno” significa «consulenza specialistica strategica - spiega Annalisa Areni, responsabile Sud della banca - associata a uno strumento finanziario evoluto come il minibond, con la possibilità di beneficiare della garanzia SACE». E pure la scelta di puntare all’agroalimentare del Mezzogiorno non è stata casuale: «Il settore – osserva Salvatore Malandrino, responsabile Sicilia di UniCredit - gioca un ruolo importante per la ripartenza di quest’area del Paese e può essere un motore di sviluppo per l’economia nel post pandemia».

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