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Bonomi: «A rischio tra 700 mila e 1 milione posti lavoro»

«Vedo la classe politica, non parlo di Governo, molto concentrata sull'emergenza - ha detto il presidente di Confindustria - ma con zero visione e zero strategia su dove dobbiamo andare. Questo mi preoccupa molto»

di N.Co.

Confindustria, ecco la squadra di Carlo Bonomi

«Vedo la classe politica, non parlo di Governo, molto concentrata sull'emergenza - ha detto il presidente di Confindustria - ma con zero visione e zero strategia su dove dobbiamo andare. Questo mi preoccupa molto»


3' di lettura

«Aspettiamo i dati i dati di fine maggio, ma si parla di qualcosa tra i 700 mila e un milione di posti di lavoro che sarebbero a rischio. Poi sono bloccati per decreto ma il rischio c'è». Lo ha detto il presidente di Confindustria e di Fiera Milano, Carlo Bonomi, nel corso dell’incontro “C'era una svolta. Prospettive dell'impresa italiana”, organizzato in streaming dalla Fondazione Fiera. «In Italia - ha aggiunto - si pensa che il lavoro o l’innovazione si creano per decreto. L’economia è cosa diverse. Quindi o noi liberiamo le risorse o non cresceremo come Paese. I posti di lavoro si creano se ci sono crescita e investimenti».

Non sprecare occasione rilancio, stop dividendi elettorali
«Nelle pieghe di questa crisi si potrebbero nascondere delle grandi opportunità», ha sottolineato Carlo Bonomi, perché «abbiamo davanti una grande occasione per disegnare una nuova Italia, per modernizzare veramente il Paese. Sarei deluso se la sprecassimo». Un esempio è quello della «semplificazione che può cambiare la struttura del Paese per renderlo più moderno e dinamico». Per «rendere più moderno il Paese», avverte, ci sono però «nodi che dobbiamo affrontare oggi, come automotive, fisco, lavoro, infrastrutture e grandi opere». Ma se «la politica ha posizioni completamente diverse anche dentro gli stessi partiti, allora tutto diventa difficile e complicato. Abbiamo grandi questioni che dobbiamo affrontare, scevri da interessi di parte e dividendi elettorali».

Recovery fund: una speranza, ma non illudiamoci
«La giornata di ieri ci ha regalato una speranza ma non illudiamoci», ha detto Bonomi, parlando del recovery fund. «Io non vorrei che ci illudessimo - ha aggiunto - che questi fondi, abbiamo circa 172 miliardi, arriveranno domani mattina. Sarà un percorso lungo per averli e sarà soggetto a tantissime contrattazioni. Quindi il tema è come prenderemo quei soldi e come saranno spesi».

Dalla politica serve più visione e strategia
«Vedo la classe politica molto concentrata sull'emergenza, ed è giusto, ma con zero visione e strategia su dove dobbiamo andare e questo mi preoccupa molto», ha detto Bonomi. Ci sono dei nodi fondamentali - ha aggiunto Bonomi - «che dobbiamo affrontare oggi. Penso all’automotive, al fisco, che deve essere una leva di competitività e non solo come strumento per il gettito, e il lavoro. Penso anche alle infrastrtutture e le grandi opere e il mondo dell'acciaio». Vedo una politica, ha concluso, Bonomi, «che ha delle posizioni diverse anche all’interno degli stessi partiti e quindi diventa tutto difficile e complicato. Abbiamo, quindi, una serie di questioni da affrontare scevri dagli interessi di parte o dividendi elettorali».

Urgente tavolo pubblico-privato altrimenti declino sarà rapido
«Io auspico - ha detto Bonomi - che questo tavolo dove mettere insieme pubblico e privato, le energie migliori del Paese, venga fatto al più presto. Oggi non lo vedo, lo dico con molta trasparenza», mentre c'è molta attenzione «sul rispondere a mille persone che bussano al palazzo, nella ricerca di accontentare tutti con interventi a pioggia che, però, non funzionano». Credo, ha ribadito il numero uno di Viale dell’Astronomia, «che a breve questo tavolo virtuale si debba riunire, altrimenti questo Paese avrà un declino che non sarà neanche tanto lento. E io questo non lo accetto e non lo voglio».

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