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Assolombarda, Bonomi: «Basta parole. Per tagliare il cuneo fiscale servono 14 miliardi»

Il presidente di Assolombarda chiede al Governo una svolta nella politica economica. Per rilanciare la crescita senza nuovo deficit, puntando sulla riduzione del cuneo fiscale per 13-14 miliardi, le infrastrutture, Industria 4.0 e i giovani

di Luca Orlando


Standing ovation per Mattarella all'Assemblea generale di Assolombarda

3' di lettura

Apprezziamo i nuovi propositi. Ma non dimentichiamo ciò che abbiamo visto in questi 14 mesi. In sintesi, la speranza è che il “Conte2” sia diverso dal “Conte 1”.

Rispetto allo scorso anno i toni sono diversi, ma le idee di fondo non mutano e la relazione del presidente di Assolombarda in occasione dell'assemblea annuale della maggiore territoriale di Confindustria, ancora una volta alla Scala di Milano, è tesa sostanzialmente a chiedere al Governo una svolta vera, per ora solo visibile nelle intenzioni.

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La nuova occasione è offerta dai cittadini europei – spiega Carlo Bonomi – che ha arginato le tensioni sovraniste: ora sta alla politica italiana capire e mettere a frutto le nuove condizioni che si sono create.

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Del “Conte2” Bonomi apprezza così anzitutto i nuovi toni, il rispetto istituzionale, la costruttività nei confronti dell'Europa.

Ma occorre un cambio di passo rispetto al passato, alla luce di un Governo che «aveva promesso di cancellare la povertà e invece ci ha restituito alla stagnazione». Governo che non ha ascoltato in passato le imprese, con il risultato di fare risalire lo spread, di andare più volte allo scontro con l’Europa, per poi essere costretto a fare marcia indietro all’ultimo minuto.

Discontinuità che va ricercata nei dossier più caldi, ad esempio in una diversa gestione di Alitalia. Nella scelta di ridurre deficit e debito «non perché lo chiede l'Europa – spiega ma perché è interesse dei nostri figli».

Contestate, come lo scorso anno, le scelte chiave del vecchio esecutivo, in primis quota 100 e reddito di cittadinanza, misure considerate costose o comunque inique . L'appello è ora per una legge di Bilancio che renda evidente come la lezione sia stata compresa. «Non parlateci di nuovo umanesimo – spiega - questa volta stupiteci». Con una lista di pochissime priorità, «non un elenco di 29 proposte diverse», tese però a rilanciare la crescita.

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Ripristino integrale di Industria 4.0, conti pubblici in equilibrio, rilancio di opere pubbliche e infrastrutture sono le indicazioni chiave, puntando in generale alla crescita senza nuovi balzelli. E riorientando anzi tutte le risorse disponibili all’abbattimento del cuneo fiscale, «che alza occupabilità e reddito molto più di tutta la panoplia di sussidi sin qui erogati». Taglio al cuneo che per produrre effetti significativi deve essere rilevante, di almeno 13-14 miliardi, «non certo i due miliardi e qualcosa di cui leggiamo nella NaDef».

Serve dunque una manovra di discontinuità profonda, rotta che non pare evidente nel nuovo Nadef: «Nulla o quasi sulla spesa pubblica, più entrate per 7 miliardi, e non abbiamo ancora capito come. Presidente Conte – scandisce Bonomi – ci ripensi».

Tra le mine da disinnescare anche quella della crisi dell'auto, con la richiesta al Premier di avocare a sé il tavolo di confronto, per scongiurare l'allargarsi di un gap che rischia di diventare incolmabile.

La richiesta è dunque quella di cambiare passo, anche in termini di rispetto istituzionale, perché un Paese «non si guida da un balcone o da una spiaggia».

Il faro, come sempre, è il presidente Mattarella, presente all'assemblea insieme al Premier Conte e accolto da un lungo applauso. «Siamo fieri – spierga Bonomi – di avere un capo dello Stato che in questi anni ha fatto tutto ciò che gli era possibile per richiamare la politica al rispetto di toni e forme che sono il vero patrimonio della libertà e dello Stato di diritto».

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