Relazioni industriali

Bonomi all’evento Cgil: «Il Governo sia arbitro». Landini: meno orario più salari

Il presidente di Confindustria interviene a «Futura 2020», happening del sindacato: «La produttività e secondo livello siano al centro della contrattazione»

Bonomi e Landini all’evento «Futura 2020» organizzato da Cgil

3' di lettura

«Oggi credo che ci sia sicuramente la necessità di mettersi intorno al tavolo al di là delle differenze: confrontiamoci e troviamo le soluzioni per il Paese», dice il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, in un confronto con il leder della Cgil Maurizio Landini per l’iniziativa «Futura 2020» del sindacato. «È il momento delle responsabilità. Noi come Confindustria e la Cgil, che è la parte più importante del fronte sindacale, abbiamo una grande responsabilità». Landini risponde: «Siamo convinti che questo cambiamento o si fa insieme o non si fa. Ma io più che patti vedo contratti, il rinnovo dei contratti».

La battuta sull’azienda di comunicazione di Cgil

Bonomi sottolinea «con una battuta» il suo invito alla Cgil a confrontarsi per trovare insieme «soluzioni per un Paese», e il tema dell’inclusività «che è fondamentale». Nel rispondere alla prima domanda, il leader degli industriali si complimenta per il lavoro fatto dall’azienda di comunicazione della Cgil che ha organizzato la tre giorni di confronto del sindacato e dice: «Qualora la volessero iscrivere a Confindustria saremmo lieti perchè siamo inclusivi».

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«Sì al confronto, ma il governo sia arbitro»

È possibile avviare da oggi una consultazione permanente tra Condindustria e Cgil? «Sicuramente, e non solo con noi, il sindacato non è solo la Cgil. L’importante è che insieme rivendichiamo con il Governo una discussione, non è sufficiente una discussione a due», risponde il leader della Cgil Landini. E il leader degli industriali, Carlo Bonomi, dice: «Sì. Però il Governo deve mantenere la maglia dell’arbitro, troppo spesso mette la maglietta di una delle squadre in campo e questo non va bene. C’è grande voglia di confrontarsi e anche di scontrarsi, se serve. Ma pensare che il Governo possa fare da sponda tra due squadre non va bene, non funziona».

«Contratti, rimettere al centro la produttività»

Il confronto tra i due esponenti delle parti sociali c’è stato anche sul tema dei contratti. «Non è uno scambio salario-welfare. Ho sempre detto che lo scambio deve essere salario-produttività. È questo quello che manca nella discussione, perchè siamo un paese fermo da 25 anni sulla produttività», ha rimarcato il presidente di Confindustria Bonomi. Quindi spiega: «La mia idea è che in italia è fortemente centralizzata la contrattazione e poco quella di secondo livello. Il Paese non è omogeneo nelle sue carateristiche di produttività, tra Nord e Sud abbiamo delle differenze, dove si pensa che la contrattazione centralizzata possa mantenere una minor differenza finale, nella realtà va a colpire molto il salario reale».

«Nord e Sud? Utile studiare il caso Germania»

Bonomi guarda alla Germania, prendendo ad esempio il confronto con la Germania dove il gap è tra l’Est e l’Ovest del Paese: «La differenza tra nord e sud dell’Italia di rapporto sul salario nominale è di circa 4,2 punti. In Germania la loro differenza tra est e ovest è di oltre 28 punti: hanno lasciato la possibilità di una contrattazione molto forte di secondo livello legata alla produttività territoriale e questo ha permesso loro di avere una capacità di reddito parametrata alla produttività di territorio e quindi di avere una capacità di economia reale molto più forte della nostra. Su questo siamo prontissimi a discutere. Aumenti sì, devono essere fatti, ma devono essere fatti anche legati al tema della produttività che è fondamentale per la produttività di questo Paese altrimenti da qui non ne usciremo, ne usciremo ancora più deboli rispetto all’industria europea».

Landini difende la contrattazione nazionale

Landini, dal canto suo, pone al centro del dibattito la questione salariale: «Siamo il Paese che ha i liveli salariali più bassi e i livelli di orario più alti», dice il leader della Cgil. «Pensare che attraverso il welfare non aumentano più i salari è una cosa che non sta in piedi. Insisto sui contratti nazionali non perchè siano alternativi alla contrattazione aziendale ma perchè nel nostro Paese noi siamo fatti anche di tante Pmi e il contratto nazionale rimane lo strumento che è in grado di dare risposte a tutti, di alzare e unificare il livello di qualità in senso generale».

Per approfondire

Bonomi: «Governo non ascolta, sue decisioni unilaterali. Subito le risorse del Mes»

https://www.ilsole24ore.com/art/bonomi-governo-non-ascolta-sue-decisioni-unilaterali-subito-risorse-mes-ADimEpy

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