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Bonomi: basta bonus, priorità a energia e finanza pubblica

Il presidente degli industriali: non fare nuovi debiti, riconfigurare spesa pubblica

(ANSA)

2' di lettura

«Dobbiamo smettere di fare interventi bonus. Noi dobbiamo costruire il Paese del futuro e le emergenze sono energia, finanza pubblica e lavoro». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, nel corso dell’assemblea delle associazioni di Como e Lecco-Sondrio. Il presidente degli industriali ha poi sottolinearo che «la bolletta energetica della manifattura nel 2019 era 8 miliardi, quest’anno è stimata in 110 miliardi. Le imprese italiane hanno assorbito lo shock energetico e delle materie prime». E ancora: «È brutto dirlo ma noi lo avevamo detto che il tema dell’energia era un problema. La speculazione era iniziata già prima della guerra in Ucraina. L’Europa è mancata completamente e il nostro Paese, invece, sconta le scelte scriteriate di decenni. E come al solito a farne le spese sono famiglie e imprese».

«Non fare nuovi debiti»

Bonomi ha poi richimato l’attenzione sui conti pubblici: «Non bisogna fare altri debiti. Ho sempre sostenuto l’azione del governo Draghi che ha iniziato una azione di discesa del debito pubblico» ha ricordato. «Questo Paese - ha aggiunto - cerca sempre nuove risorse ma non guarda mai a ciò che spende, superiore a mille miliardi. Credo che bisogna riconfigurare la spesa pubblica. E quello che chiediamo è di riconfigurare quella spesa per fare un intervento schock sul lavoro».

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«Bello andare a G8 e G20 ma risultati li fa l’industria»

«È bello andare al G8 e al G20 ma poi tutti i risultati li facciamo noi come industria manifatturiera, con le mille difficoltà che dobbiamo affrontare quotidianamente» ha detto il presidente di Confindustria. «Grazie ai rimbalzi del 2021 - ha aggiunto - abbiamo avuto un extragettito fiscale da 60 miliardi che l’anno prossimo non avremo. Quindi non ci saranno più quelle risorse nell’eventualità serva tamponare una eventuale escalation dei prezzi dell’energia. Purtroppo nel nostro Paese accade che gli errori della politica li pagano sempre le imprese e le famiglie».

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