Confindustria

Bonomi in Calabria: «Il paese riparta dallo spirito di Dulbecco»

Il presidente degli industriali interviene all’assemblea di Unindustria a Catanzaro: «Recuperiamo lo spirito del premio Nobel»

di Donata Marrazzo

(ANSA)

3' di lettura

Pnrr e riforme, rimbalzo del Pil e incertezze, troppa burocrazia e poche infrastrutture, investimenti e incentivi urgenti. La centralità del capitale umano. Gli industriali calabresi si prendono la scena e, nella sala delle Culture della Provincia di Catanzaro, propongono un piano per un nuovo modello di sviluppo della regione. In occasione dell’assemblea annuale di Unindustria, parlano di futuro e di ripartenza alla presenza del presidente di Confindustria Carlo Bonomi, del segretario generale della Cisl Luigi Sbarra e del governatore della Calabria Mario Occhiuto, appena insediato. Fa gli onori di casa il sindaco della città Sergio Abramo, che è anche presidente della Provincia.

Il ruolo della Calabria nella ripresa del Paese

«L’idea della mia candidatura è nata qui, in Calabria. Fu Rosario Branda - ricorda Carlo Bonomi citando il direttore di Confindustria Cosenza - che, durante una delle mie tante visite mi disse, chi ha questa attenzione per la Calabria, ha la sensibilità per fare il presidente di Confindustria. Allora non colsi questa sottigliezza, ma oggi devo rendere merito a Branda della sua chiave di lettura». E continua: «La Calabria può svolgere un ruolo importante nella ripresa del paese, il momento storico può segnare davvero una svolta se verranno realizzate le riforme che l'Italia aspetta da 25 anni».

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«Centoundici», un corto che anima il dibattito

Le imprese sono sempre state motore di rinascita con il contributo di migliaia di lavoratori. E lo saranno ancora: il messaggio arriva chiaro alla platea dalla visione di «Centoundici. Donne e uomini per un sogno grandioso», il cortometraggio ideato e promosso da Confindustria, ricco di spunti per la discussione che segue. Il presidente di Unindustria Calabria ha un atteggiamento propositivo: «La fiducia è valore economico per eccellenza, capace di orientare le scelte migliori e magari la storia della nostra regione», afferma Aldo Ferrara, sottolineando l’urgenza di aumentare in Calabria la densità imprenditoriale e di puntare sulle politiche attive del lavoro. Anche Natale Mazzuca, vicepresidente di Confindustria con delega all’Economia del mare, presidente della confederazione regionale degli industriali calabresi fino a un anno fa, guarda con fiducia al futuro della regione: «Il porto di Gioia Tauro, al centro del Mediterraneo, e le Zes rappresentano una grande occasione per il Mezzogiorno, che si traduce nello sviluppo di tutta la portualità e della logistica», dichiara.

Occhiuto: «Preoccupano i deficit della burocrazia»

Roberto Occhiuto, al suo debutto in società in veste di presidente della Regione, batte su modifiche istituzionali e risorse: «La parte più importante del Pnrr non sono i fondi ma le riforme. Quello che più mi preoccupa – dichiara – è il nostro ritardo in termini di capacità amministrativa, i deficit delle nostre strutture burocratiche». E propone a Confindustria un Patto per la Calabria: «Aiutateci a elaborare un grande piano di attrazione degli investimenti».

Sbarra: «Fiscalità di vantaggio al Sud»

Un’idea che piace a Luigi Sbarra: «Ti prendiamo in parola», afferma e suona come un avvertimento. Il segretario prosegue dichiarando che «va costruito un edificio nuovo, la pandemia ha accentuato le criticità, le debolezze, i ritardi, le tare storiche e le zavorre che frenano riforme e crescita economica. Qui, come in tutto il Sud, serve una fiscalità di vantaggio. E, in generale, più dialogo, più partecipazione, più responsabilità. Affinché l'annunciata transizione digitale, ambientale, ecologica, energetica, industriale, sia anche sociale».

La formula di Dulbecco

Chiude Bonomi: «Sono state troppe le promesse disattese qui in Calabria, ne potremmo citare tantissime. Ma ne basti una, quella del quinto centro siderurgico mai realizzato nella piana di Gioia Tauro. Venne Andreotti a posare la prima pietra, ma non ci fu la seconda. Vogliamo costruirlo un paese moderno, efficiente, inclusivo? O vogliamo fare ancora quelle esperienze? Oggi possiamo riformare il paese, dobbiamo farlo, ci siamo impegnati in Europa. Il Pnrr prevede 528 adempimenti per accedere ai fondi». E, infine, il cita lo scienziato catanzarese Renato Dulbecco, premio Nobel per la Medicina: «Il progetto Genoma è stato una grande avventura, diceva. È cominciato come il sogno di grandi visionari e poi è stato tracciato dall'intera comunità scientifica. E ha potuto raggiungere i suoi obiettivi grazie a una formula precisa, la piena e convinta cooperazione di istituzioni pubbliche e private, ricerca pubblica e laboratori privati. Una formula che non dovrebbe valere solo nella ricerca ma in tutti i campi. Aveva proprio ragione, Dulbecco!».


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