Alla Festa del Foglio

Bonomi: «Ci aspettano sfide di lungo periodo, sosteniamo le riforme»

Il presidente di Confindustria da Firenze parla di Pnrr «occasione storica per effettuare le riforme che il paese aspetta dal 25-30 anni»

Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi alla Festa del Foglio

3' di lettura

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è un’occasione storica per effettuare quelle riforme che il Paese attende da 25-30 anni. Così come la delega fiscale potrebbe essere l’occasione per ridurre le disuguaglianze che caratterizzano il nostro sistema su giovani, donne e lavoratori a tempo determinato. per il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, c’è tanto da fare e tra luci e ombre conferma, intervenendo alla «Festa dell’ottimismo» organizzata a Firenze dal quotidiano Il Foglio, che «ci aspettano sfide di lungo periodo e per questo tutti dovremo sostenere l’azione riformatrice del Governo». E alla domanda se Bonomi si fida ancora di Draghi, il presidente di Confindustria risponde di ritenersi «molto ottimista», ribadendo ancora che «abbiamo un’occasione storica per fare le riforme» e che non ci devono essere «i giochi di bandierine dei partiti, è il momento di dire che servono le riforme senza tentennamenti o reticenze».

Il mancato taglio del cuneo

A margine dell'intervento Bonomi ha ricordato che sulla legge di bilancio le imprese avevano avanzato al Governo alcune richieste mirate sul cuneo fiscale contributivo. «Noi abbiamo una serie di categorie che nelle crisi in generale, ma questa in particolare soffrono tantissimo: i giovani, le donne e i lavori a tempo determinato. Noi abbiamo chiesto un intervento sul cuneo fiscale, parte contributiva, due-terzi a favore del lavoratore, un terzo a favore delle imprese, perché vogliamo mettere più soldi in tasca degli italiani ma con uno strumento universale» Richieste che per il momento sembrano essere cadute nel vuoto. «Così come è concepito oggi - ha aggiunto Bonomi - per lo meno da quello che leggiamo, l’intervento sull’Irpef il maggior beneficio inciderà maggiormente sulle fasce fra i 40-45 mila euro di reddito. Noi abbiamo due milioni di incapienti in Italia, a queste persone qualcuno vuol dare una risposta? Io credo che questo è il momento di dare una risposta ai giovani, alle donne e agli incapienti».

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Intervenire sul cuneo per essere competitivi

Per Bonomi vanno analizzati i dati. «Questo paese perché ha retto alla crisi economica della pandemia? Perché la manifattura italiana ha tenuto. In questo momento abbiamo un aumento del costo delle materie prime, ammesso che noi le troviamo le risorse per sostenere l'aumento del costo dell’energia, l’unico fattore su cui possiamo lavorare è quello del costo del lavoro che sappiamo non ci rende competitivi rispetto a tutti i nostri competitor europei. Francia e Germania in primis. Intervenire con un taglio sul cuneo contributivo sarebbe importante: «significa rendere competitive le imprese e mettere le condizioni per creare più occupazione e quindi occupazione vuol dire reddito. Io credo che dobbiamo lavorare sull’occupabilità e non sui sussidi che non servono a nulla».

Stop agli interventi a pioggia

No ad interventi pioggia ma di medio periodo. «Sulla legge di bilancio abbiamo chiesto ai partiti di comprendere che siamo in un momento in cui le sfide sono di lungo periodo. Sia gli interventi sanitari che di natura economica devono essere di medio periodo, e non finalizzare al consenso elettorale nel breve periodo. O capiamo che dobbiamo mettere in atto una serie di interventi, e la legge di bilancio e’ il primo mattone, o falliremo e faremo interventi a pioggia che non servono a niente». E ora se sbagliamo scelte pagheranno i nostri figli. «Non ci possiamo permettere di avere un’incertezza politica di medio periodo» e, sul Pnrr, «se facciamo le scelte giuste, costruiamo il futuro del Paese per i prossimi 30 anni».

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