Confindustria

Bonomi: Draghi spinga per un tetto europeo al prezzo del gas

Il presidente degli industriali: se faremo scelte di piccolo cabotaggio siamo destinati ad una frenata brusca del Pil che farà molto male

Putin: "Per gas russo solo pagamenti in Rubli"

2' di lettura

«Mi aspetto che oggi al Consiglio europeo il presidente Draghi cerchi di far passare la posizione che abbiamo la necessità di un tetto europeo al prezzo del gas», il costo dell’energia «è a livelli folli e ingiustificati. È in corso una speculazione fortissima». A rivolgersi al presidnete del Consiglio è il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, in un’intervista Rtl. Il leader degli industriali rileva come il conflitto stia « incidendo in maniera molto forte sulle prospettive di crescita quest’anno» e sollecita il Governo a «fare scelte coraggiose», altrimenti la frenata del Pil sarà «brusca, dolorosa» e «farà molto male».

Un tetto europeo al prezzo del gas

Per il presidente di Confindustria l’Italia «deve portare una posizione molto forte in Europa. Capisco che i tedeschi vogliono tenere una posizione più morbida perché sono più dipendenti di noi dal gas e carbone russo, però o giochiamo tutti nello stesso campo o non è che l’impresa italiana può essere sempre la più penalizzata». E la richiesta di pagamento del gas russo in rubli? «Non preoccupa più di tanto - dice Bonomi - è una mossa che era prevista, con il blocco dell’utilizzo delle valute estere, per poter sostenere il rublo. I contratti internazionali di fornitura del gas sono chiari, la valuta da utilizzare è il dollaro. È un altro braccio di ferro tra chi pone sanzioni e chi cerca di sostenere la sua economia messa a dura prova».

Loading...

Mantenere barra dritta sulle sanzioni

Quanto alle sanzioni, dice il leader degli industriali, «sono sempre un’arma a doppio taglio, però siamo totalmente allineati con la posizione del presidente del Consiglio: in questo momento dobbiamo prendere decisioni e mantenere la barra dritta sulle sanzioni che vengono decise, perché auspichiamo che questa sia la strada che ci consenta di arrivare ad una soluzione diplomatica» del conflitto in Ucraina.

Per l’industria stima bolletta a 51 miliardi

La bolletta energetica dell’industria italiana, sottolinea Bonomi, «è passata da 8 miliardi nel 2019 a stimati 51 miliardi quest’anno. Non ci sono ristori che possono compensare questi 43 miliardi aggiuntivi che rappresentano quasi due manovre finanziarie. Non è la strada il taglio dei 30 centesimi sulle accise per 30 giorni» ma quella di interventi «strutturali».

«Scelte coraggiose o la frenata Pil sarà brusca»

Servono, insomma, scelte «coraggiose». «C’è molta preoccupazione innanzitutto per chi sta vivendo questa tragica situazione. Dal punto vista economico l’Italia stava già rallentando, è ovvio» che il conflitto «sta incidendo in maniera molto forte sulle prospettive di crescita quest’anno» dice Bonomi. Il leader di Confindustia ricorda che era già iniziato «un trend di rallentamento che la guerra «ha accentuato. Se saremo in grado e avremo la forza e il coraggio di fare le scelte necessarie per sostenere la crescita del Paese, allora sono ottimista. Se però faremo scelte di piccolo cabotaggio siamo destinati ad una frenata brusca, dolorosa, che farà molto male».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti