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Bonomi: imprese italiane non sono invincibili, speriamo di poter collaborare con prossimo esecutivo

Il presidente dell’associazione datoriale: con troppi timonieri la barca va a fondo. Con il prossimo esecutivo Confindustria intende discutere di «finanza pubblica, piano ripresa, mercato lavoro, sanità, pensioni, e dei due milioni di italiani che lavorano in settori in cui non si rispetta il contratto di lavoro»

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2' di lettura

L’economia sta frenando. E le imprese italiane non sono invincibili. «Anche nel 2020 e nel 2021 nonostante la pandemia il Salone Nautico si è svolto confermando che il settore non si è piegato. Oggi la nautica italiana è leader nel design, nell’adattarsi alle nuove tecnologie. Se altri settori procedessero così saremmo contenti ma purtroppo non è cosi. Oggi subiamo la rapida salita dei prezzi energetici e delle materie prime e le conseguenze della guerra in Ucraina. È la tempesta perfetta».

È quanto ha messo in evidenza il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, intervenuto alla inaugurazione del Salone Nautico di Genova. «C’è un rallentamento dell’economia europea - ha spiegato -. Veniamo dal record del 2021 dell’export grazie alle nostre imprese e dalle buone performance nei primi sei mesi del 2022. Ma economia sta frenando - ha aggiunto Bonomi -. Sono peggiorati gli indicatori, anche i giudizi Istat sugli ordini. Si riducono i consumi famiglie. Noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo ma le imprese italiane non sono invincibili».

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Speriamo di poter collaborare con prossimo esecutivo

Bonomi ha ricordato che «un anno fa ho dato il primo allarme su prezzi energia e chiesto misure strutturali e assunzioni responsabilità. Al prossimo esecutivo presenteremo delle richieste. Auspichiamo di collaborare per allontanare giudizio anti imprese ancora presente in questo Paese».

Tra priorità gestione finanza pubblica e realizzazione Pnrr

Secondo il presidente di Confindustria, le priorità per il prossimo esecutivo sono «collocazione occidentale, gestione rigorosa della finanza pubblica e realizzazione del Pnrr». Bonomi ha aggiunto che si deve agire anche su «lavoro e formazione», senza dimenticare «i 2 milioni di italiani che lavorano in settori in cui non si rispetta il contratto di lavoro nazionale».

Con troppi timonieri la barca va a fondo

Con il prossimo esecutivo, in particolare, Confindustria intende discutere di «finanza pubblica, piano ripresa, mercato lavoro, sanità, pensioni, e dei due milioni di italiani che lavorano in settori in cui non si rispetta il contratto di lavoro». Pensando al prossimo esecutivo Bonomi ha ricordato due detti, uno dell’ex presidente di Confindustria Angelo Costa, genovese: «ci ricordava che le cose si possono cambiare, gli uomini no». Infine Bonomi ha citato un proverbio cinese: «se ci sono sette timonieri su 8 uomini di equipaggio la barca va a fondo».

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