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Bonomi: inflazione può ridursi molto nel secondo semestre con calo costo energia

Quanto al capitolo competitività, per il presidente di Confindustria «ci troviamo di fronte a due colossi Usa e Cina che stanno non solo cambiando le regole del gioco ma stanno proprio cambiando il gioco». E serve una risposta «che deve arrivare dall’Europa»

Manovra, Bonomi: "Paese deve focalizzarsi su investimenti e crescita"

2' di lettura

«L’inflazione sicuramente è un tema importante ma ricordiamo che in Italia si tratta di una inflazione importata causata dalla fiammata del costo delle materie prime. Fortunatamente il costo dell’energia sta scendendo in maniera importante e se si dovesse mantenere su questi valori, nel secondo semestre l'inflazione si ridurrà in maniera sostanziale». Così il leader di Confindustria, Carlo Bonomi al Tg1 in collegamento da Davos, quando gli è stato chiesto se condivide l’opinione degli economisti riuniti in Svizzera, secondo cui l’inflazione rappresenta il primo rischio per le nostre economie nei prossimi anni.

Bonomi: su competitività Usa e Cina cambiato regole, risponda Ue

Quanto al capitolo competitività, «ci troviamo di fronte a due colossi Usa e Cina che stanno non solo cambiando le regole del gioco ma stanno proprio cambiando il gioco. Ovviamente questo è un tema di discussione nel quale non possiamo pensare di poter rispondere solo come Italia: è una risposta che deve arrivare dall’Europa, una risposta che deve tenere dentro tutti i temi, sostenibilità , semiconduttori, intelligenza artificiale, green. E’ la vera sfida dell’industria 5.0» ha aggiunto il leader di Confindustria.

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Inflazione, Sbarra: serve patto per nuova politica dei redditi

«In modo allarmante l’inflazione continua a mangiare pezzi importanti di reddito delle famiglie. È maturo il tempo per un tavolo governo imprenditori e sindacati per un grande patto anti inflazione da portare avanti con una nuova politica dei redditi per mettere sotto controllo prezzi e tariffe, arginare la speculazione, sterilizzare gli oneri di sistema, ripristinare il taglio delle accise sul carburante e allargare la sorveglianza sui beni alimentari e di consumo». Così il leader Cisl Luigi Sbarra ai microfoni del Tg1 torna a sollecitare un nuovo patto sociale. «E poi un deciso e forte taglio delle tasse: chiediamo 5 punti di riduzione sul lavoro e che sia assicurata la piena rivalutazione delle pensioni», conclude.

«Ridefinire parametri per riallineare salari a costo vita»

«La contrattazione resta uno strumento formidabile per salvaguardare il potere d’acquisto delle retribuzioni: sono circa 7 mln i lavoratori che attendono il rinnovo dei contratti. Serve dunque chiamare alla propria responsabilità i datori di lavoro pubblici e privati ma anche agevolare i rinnovi con forme di detassazione» aggiunge Sbarra. E precisa: «Occorre incentivare investimenti per la crescita e la produttività ma vanno anche ridefiniti nuovi parametri per riallineare le retribuzioni all’inflazione». A seguire la sollecitazione al governo a riflettere anche su una «defiscalizzazione totale dei premi di risultato o sugli accordi di welfare per creare le condizioni per far lievitare il netto in busta paga»

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