Il Rapporto Anitec Assinform

Bonomi, innovazione non si paga con gare al ribasso

Il presidente di Confindustria è intervenuto alla presentazione del Rapporto sul Digitale in Italia di Anitec Assinform: «Domanda pubblica grande driver per la crescita»

Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi (imagoeconomica)

2' di lettura

L’occasione del Pnnr è grande ma, ha sottolineato il presidente di Confindustria Carlo Bonomi facendo indirettamente riferimento anche ai prossimi bandi per la banda ultralarga, ci sono dei «nodi da presidiare: la partnership pubblico privato sarà fondamentale» e altrettanto lo sarà «la capacità della domanda pubblica di ripagare l’innovazione. Per anni la domanda pubblica ha fatto del prezzo il suo fondamentale riferimento ma l’innovazione non si paga così, le gare al ribasso non sono la strada giusta». Bonomi è intervenuto alla presentazione del Rapporto sul Digitale in Italia di Anitec Assinform.

Digitale: Gay, «2020 eccezionale, cambiamenti che avvengono in 5 anni»

Il mercato digitale ha tenuto, chiudendo il 2020 con un dato migliore delle previsioni (-0,6%) per un valore di 74,5 miliardi di euro e già nel 2021 invertirà la rotta. «Il 2020 - ha messo in evidenza Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform, aprendo a Milano a 52ma edizione del rapporto annuale “Il Digitale in Italia 2021”, realizzata dall’'Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell'Ict,in collaborazione con NetConsulting cub - è stato un anno del tutto eccezionale. Un anno che per la sua portata trasformativa, per gli impatti sulle persone e sulle imprese ha condensato in 12 mesi cambiamenti che avvengono in almeno 5 anni». L’andamento del mercato digitale nel 2020 è stato migliore rispetto a quello dell’economia nel suo complesso. Sul fronte dei comparti tecnologici, la diminuzione più rilevante ha riguardato le componenti più tradizionali del mercato, come i servizi di rete (-6,4%) e la componente software (-2,3%). In controtendenza la spesa in dispositivi e sistemi (+1,3%), il mercato dei servizi ICT (+3,3%), i contenuti e la pubblicità digitale (+3,6). Si conferma inoltre la dinamica a due velocità già osservata negli scorsi anni, con la componente tradizionale del mercato ICT in calo (-1,9%) e quella dei Digital Enablers, che continua ad agire da motore del mercato (+7,1%).

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Bonomi: domanda pubblica grande driver per crescita

Per il numero uno di Confindustria Bonomi, dunque, il settore del digitale ha un ruolo fondamentale nella ripartenza del nostro Paese. Un Paese, l’Italia, che «è di fronte a una grande occasione che non può perdere, un’occasione» che il settore del digitale «deve aiutarci a saper cogliere. Ha una grande responsabilità, un grande ruolo». Bonomi ha evidenziato alcuni aspetti da presidiare, come la partnership pubblico-privata. «La domanda pubblica - ha sottolineato - è sempre stata un driver. Parliamo di qualcosa come 150 miliardi l'anno», quasi in linea con le risorse messe in campo col Recovery.

Rispondere a disuguaglianze, non possiamo fallire

Bonomi ha ricordato che sono «momenti frenetici» e «magici» per l’Italia, ma davanti a tutto bisogna mettere l’obiettivo di risolvere le disuguaglianze. «In Italia - ha ricordato il presidente di Confindustria - abbiamo 4 disuguaglianze, di genere, generazionale, di territorio e competenze e ci dobbiamo far carico di dare una risposta. È il momento per rispondere a quelle disuguaglianze se falliamo in questo» di fatto falliamo in tutto. «Falliremmo - ha concluso- nella risposta ai nostri cittadini che aspettano una risposta per uscire da questo momento drammatico».

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