All’assemblea degli industriali umbri

Bonomi: «Le misure in manovra? Danno un calcio alla lattina»

Il presidente Confindustria: «Serve un energico taglio contributivo soprattutto per aiutare giovani e donne». «Dove verranno messi gli otto miliardi di taglio delle tasse? Ancora nessuno ce lo ha detto»

(ANSA)

2' di lettura

«Con queste misure si dà il calcio alla lattina, non si affrontano i problemi». Lo ha detto il Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, nel suo intervento all’Assemblea di Confindustria Umbria. «Serve un energico taglio contributivo» ha sottolineato il presidente, soprattutto per aiutare giovani e donne, ha precisato. E chiedendo dove «verranno messi gli otto miliardi» di taglio delle tasse. «Ancora nessuno ce lo ha detto», ha affermato Bonomi.

«Continuiamo a buttare miliardi»

Il presidente di Confindustria è tornato a criticare la scelta di rifinanziare il reddito di cittadinanza con un miliardo, che «nel contrasto alla povertà non ha funzionato perché non arriva agli incapienti», le risorse spese per i Navigator - «423 assunti» - e per i centri per l’impiego. «Continuiamo a buttare miliardi pubblici in un momento importante del Paese in misure che non hanno mai funzionato, battaglie di bandierine», ha detto Bonomi.

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«L’emergenza è creare lavoro non scivoli per uscire»

«Quota 102, 103, 104, ci veniva raccontato che per ogni pre-pensionato si assumevano tre persone, e noi chiedevamo “ma con chi state parlando?” perché nel 2019 eravamo già fermi, e nessuno stava pensando di assumere tre persone ogni uscita - ha incalzato Bonomi -. Un’altra battaglia di bandierina e non si dà alcuna possibilità ai giovani: 0,4 assunzioni abbiamo avuto! Neanche l’effetto sostitutivo e continuiamo a mettere soldi pubblici. Ci sono i lavori usuranti, lavoriamo su quelli, devono essere aggiornati, ma non si vuole lavorare in questo senso. È un ragionamento da fare tutti insieme: per noi l’emergenza è creare più lavoro e non più scivoli per lasciarlo, ci sono 8 modi per lasciarlo e invece dobbiamo creare posti di lavoro: a giugno si parlava di sblocco licenziamenti, si paventava una strage, 2 milioni di licenziamenti: la realtà è che non troviamo figure professionali, vogliamo assumere, non licenziare. Non si affronta la realtà e i giovani li abbiamo sempre presi a schiaffi».

«Non credo si debba tagliare aliquota Irpef 38%»

«Vogliamo tutti il taglio del cuneo fiscale, sento parlare di Irap, di Irpef, di intervenire sull’aliquota del 38% che riguarda il 16,5% della platea dei contribuenti Irpef che paga una media del 22,5%. Non credo si debba intervenire lì se non si vuole intervenire con la bandierina», ha aggiunto il presidente degli industriali.

«Basta essere bancomat Stato su cig»

«Le aziende versano ogni anno allo Stato 3 miliardi di cassa integrazione, ricevendo prestazioni per 600 milioni, siamo contributori netti per 2,4 miliardi. Non possiamo essere sempre bancomat di Stato», ha detto Bonomi aggiungendo che «se vogliamo dare la cig a tutti, e siamo convinti, tutti devono contribuire». Per cui invece di «confermare la cig attuale, limitandosi ad estenderla», occorre «pensare ad un nuovo ammortizzatore di natura assicurativa, universale ma dove tutti lo pagano» ha spiegato Bonomi.

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