Confindustria

Bonomi: sui vaccini grande errore dei sindacati. Ora un tavolo per aggiornare i protocolli di sicurezza

Il presidente di Confindustria interviene al Meeting di Rimini, invitando i sindacati a un accordo sull’obbligo di vaccinazione e chiedendo alla politica di non bloccare l’azione di governo

Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi al Meeting di Cl a Rimini (Ansa)

4' di lettura

«Per Confindustria l’obbligo vaccinale nei luoghi di lavoro e nella scuola è doveroso, il green pass obbligatorio. Ma è troppo facile rimandare la palla alla politica. C’è una differenza di posizione tra i partiti che difficilmente potrà farci arrivare a una legge. Ma possiamo aggiornare i protocolli di sicurezza. Io sono pronto anche oggi se i sindacati si vogliono sedere a un tavolo. Siamo una comunità». Al Meeting di Rimini il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha risposto così sul tema caldo dei vaccini, nel corso del suo appassionato intervento che ha spaziato dal Covid alla ripresa economica, dal futuro delle riforme ai provvedimenti del governo che hanno maggiore impatto sulle imprese.

L’appello ai sindacati sui vaccini

Per Bonomi «i sindacati hanno fatto un grande errore, insieme a noi potevamo costruire quello che i nostri padri hanno costruito con la polio». Sui vaccini ora «non abbiamo tempo da perdere. La situazione è analoga a quella che avemmo per la polio negli anni sessanta. Un anno di discussione costò 10 mila bambini. Siamo nella stessa situazione. Dobbiamo sederci a un tavolo, discutere. Io sono pronto. Come corpi intermedi abbiamo una grande responsabilità. Anche in Confindustria forse non tutti sono d’accordo ma io preferisco un associato in meno ma fare quello che davvero serve al Paese». «Sono rimasto molto perplesso - ha avvertito - dell’atteggiamento di molti corpi sociali. Ero convinto che sull’onda di quello che era stato un momento drammatico - forse qualcuno si è dimenticato degli oltre 128 mila morti nel nostro Paese - ci siamo saremmo seduti a un tavolo e avremmo tenuto insieme il Paese».

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In autunno rischio politico sulle riforme

Il presidente di Confindustria si è detto preoccupato dai possibili effetti della congiuntura politica: «Temo che in autunno l’azione del governo venga fermata e non ce lo possiamo permettere. Abbiamo davanti due passaggi importanti: le amministrative in grandi città e dal 3 agosto il semestre bianco. I distinguo dei partiti sono già iniziati. Sono molto preoccupato che l’azione del governo sulle riforme sia rallentata da una maggioranza eterogenea», conclude. Mentre l’Italia ha davanti a sé «un’occasione storica se vogliamo creare uno Stato moderno, efficiente e inclusivo». Premettendo che Confindustria «non dà mai giudizi al governo ma ai singoli provvedimenti», ha detto di riconoscere a Draghi «di aver accelerato una campagna vaccinale fondamentale. Ora porti avanti le riforme. Perché, anche se c’è una ripresa in corso, «di strada da fare il Paese ne ha ancora tanta».

Pagare più e meglio giovani e donne

Davanti alla platea di giovani del Meeting di Comunione e liberazione, Bonomi ha sottolineato: «Dobbiamo pagare di più e meglio giovani e donne. È un processo culturale che dobbiamo portare avanti per costruire l’idea di comunità larga ed inclusiva».

Delocalizzazioni delle imprese, no a decreti punitivi

«Noi - spiega Bonomi riferendosi al decreto governativo attualmente in gestazione contro le delocalizzazioni - abbiamo una interlocuzione con tutti i partiti. Dispiace che questo Paese non prende mai atto della realtà. Il Paese è stato tenuto insieme dalla industria manifatturiera. Negli altri Paesi per quel settore ci sarebbe stato un atto di riguardo, qui no. Qui Orlando e Todde (ministro del Lavoro e viceministra allo Sviluppo economico, ndr) pensano di colpire con un dl le imprese sull’onda dell’emotività di due o tre casi che hanno ben altra origine e su cui dobbiamo intervenire. Stiamo investendo e il tuo asset lo dovresti proteggere. Ci vuole reciprocità. E allora, caro Stato mi devi 58 miliardi? Dammeli. Non dovevi chiudere 1.300 imprese pubbliche?. Perché non lo fai? Perché sono poltronifici». Bonomi invita quindi il governo a «lavorare insieme per attrarre non per punire, invece c’è sempre questo intento punitivo».

Attendiamo ancora riforma ammortizzatori

Non solo. C’è anche il capitolo della riforma degli ammortizzatori sociali. «Noi abbiamo presentato da luglio dell’anno scorso una nostra proposta di riforma - ricorda il presidente di Confindustria - sono passati due ministri del Lavoro e siamo ancora in attesa di una riforma che ogni settimana veniva annunciata». E ancora: «Abbiamo sempre detto che non può essere una riforma fine a se stessa - ha puntualizzato il leader degli industriali - ma deve essere accompagnata da politiche attive sul lavoro. Sulla riforma siamo stati i primi a dire sì a uno strumento universale ma se è universale deve essere pagato da tutti, non si può pensare che paghino sempre i soliti».

Il collo di bottigli della scuola

Nel Paese il «primo collo di bottiglia è la scuola. Dobbiamo far ripartire la scuola a settembre ma siamo al punto dell’anno scorso, non abbiamo fatto nulla e i sindacati» anche sul versante scolastico, «dicono no al Green pass».

La sicurezza e le aziende

«Nonostante i numeri dicano che non c’è stato un picco» nelle morti sul lavoro, «anche un solo morto non possiamo accettarlo. Si possono istituire in ogni azienda delle commissioni paritetiche sui temi della sicurezza. Sono pronto domani mattina a firmare sulla partecipazione dei dipendenti alla sicurezza. La mia responsabilità rispetto al Paese viene prima di qualsiasi altra cosa», sottolinea Bonomi. Che assicura: «ho avuto l’onore di guidare e rappresentare gli imprenditori italiani nel momento più difficile. Sono orgoglioso di farlo e si può fare sempre di più. Sono innamorato di questo Paese e continuerò a dare il massimo per questo Paese».

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