ASSEMBLEA ASSOLOMBARDA

Bonomi all’assemblea di Assolombarda: «Ora riforme per cambiare il Paese»

Dal presidente di Confindustria la richiesta di un piano organico per la crescita. Spada (Assolombarda): lasciamoci alle spalle l’Italia del non fare.

di Luca Orlando

Recovery fund: ecco il piano del Governo

Dal presidente di Confindustria la richiesta di un piano organico per la crescita. Spada (Assolombarda): lasciamoci alle spalle l’Italia del non fare.


3' di lettura

«Non saranno i soldi a cambiare il Paese - spiega Carlo Bonomi -, ora servono le riforme». «Lasciamoci alle spalle l’epoca del non fare - scandisce Alessandro Spada - perché la non concretezza è il più grande limite italiano».
Dal presidente di Confindustria e dal numero uno di Assolombarda, insieme a Milano in occasione dell’assemblea della maggiore territoriale delle confederazione, il messaggio alla politica è univoco: lasciarsi alle spalle la logica dell’emergenza per impostare una strategia di lungo periodo, che poggi sulla capacità delle imprese.

Che già a partire dal titolo dell’assemblea (“Qui ogni impresa è possibile”) sono considerate non solo i principali motori dello sviluppo ma anche le maggiori armi che alimentano l’ottimismo, nonostante tutto.

Proposte per lo sviluppo

«E’ un momento di grande difficoltà - osserva Bonomi - ma anche di grandi opportunità, di riscatto nazionale». Perché se i numeri attuali sono da scenario «di guerra» tuttavia l’industria in questi mesi è protagonista di un rimbalzo, industria che rappresenta oggi «una locomotiva da sostenere, accelerandone la velocità».

Spinta da realizzare sfruttando al meglio il Recovery Fund come strumento di cambiamento, anzitutto per cambiare la Pubblica amministrazione. E come occasione per trasformare l’Italia in un paese normale, in grado di funzionare «senza commissari straordinari», osserva Bonomi; «in cui il modello Genova sia la normalità», rimarca Spada.

Proposte e non proteste - prosegue il numero uno di Confindustria - tese a ritrovare la strada dello sviluppo, voltando pagina rispetto ad una produttività che da 25 anni procede a passo lento rispetto ai competitor, per colpa in particolare dei numeri del settore pubblico.
Tre i valori da preservare vi è anche quello della collaborazione con il sindacato, che Bonomi invita al dialogo sul tema dei rinnovi contrattuali. «La strada giusta - spiega - è quella di sedersi al tavolo e parlarsi. Non è il momento di fare scioperi. I soldi nelle tasche dei lavoratori vanno messi ma in modo intelligente. Se poi al sindacato welfare e formazione non interessano lo dica e troviamo una soluzione. Ci sediamo ad un tavolo e ragioniamo. Di tutto abbiamo bisogno tranne che di scioperi».

Anche se sulle prospettiva a medio termine regna un cauto ottimismo, nel breve l’orizzonte è diverso e «nel quarto trimestre - aggiunge Bonomi - il clima di incertezza dovuto alla pandemia non ci fa ben sperare». Preoccupazione condivisa dal commissario Ue all’economia Paolo Gentiloni, che vede un rallentamento della fase di ripresa. E che resta tuttavia ottimista sulle tempistiche dei piani di aiuto. «Sono fiducioso - spiega - che verranno rispettate e che quindi l'Italia riceverà la prima tranche da 20 miliardi di euro nel primo semestre del 2021, poi dal secondo semestre le tranche arriveranno in modo regolare”.

Carburante per superare le avversità attraverso un progetto ampio e strutturale di sviluppo, che per Spada deve essere necessariamente e saldamente incardinato nella visione Europea, con un’Italia che dopo la svolta della Commissione sul Recovery Fund «ha buone ragioni per tornare a credere nel progetto Ue: noi siamo l’Europa».
Progetto da sfruttare al massimo senza se e senza ma, a partire dal Mes, che va attivato «oggi e non domani» perché trattasi di «un prestito a condizioni migliori del mercato, che ogni impresa non esiterebbe a prendere senza perdere tempo».

Le priorità

Il nodo, tuttavia, resta la programmazione e l’invito di Spada alla politica è quello di voltare pagina rispetto alle abitudini di casa, perché «la capacità di esecuzione è il primo fattore di credibilità del Paese e la concretezza rappresenta il più grande limite italiano». L’obiettivo è quello di sfruttare il volàno Ue per innescare un circolo virtuoso di crescita, in grado di fornire le risorse necessarie per gli interventi di cui necessita il Paese, «non certo rappresentati da misure come Reddito di cittadinanza, Quota 100 e Decreto Dignità».

La richiesta in generale è quella di lasciarsi alle spalle la politica del non fare, con tre grandi priorità: la lotta alla burocrazia, per rendere il modello Genova la normalità e non l’eccezione; la spinta a ricerca e industria 4.0, per rilanciare ciò che così bene ha già funzionato; il recovery fund, come grande occasione europea da non perdere.
«Maggioranza e opposizione - è l’invito di Spada - lavorino insieme per l’Italia: questa è la nostra occasione. Non sprechiamola».

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