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Bonomi: su price cap successo politico di Draghi. Governo Meloni è storico, serve serietà e responsabilità

Il presidente di Confindustria a margine della Festa dell’Ottimismo organizzata dal Foglio a Firenze: «Il governo dal giorno uno, quindi da domani, dovrà intervenire sul tema dell’energia perché è un tema di emergenza nazionale»

di Ce.Do.

Bonomi: “I 200 euro una tantum sono stati un errore. L’unica strada è tagliare il cuneo fiscale”

4' di lettura

L’endorsement per il premier uscente Mario Draghi per «il successo politico» sul price cap e «gli auguri di Confindustria» a Giorgia Meloni, il cui arrivo a Palazzo Chigi rappresenta «un momento storico, per la prima volta una donna presidente del Consiglio». Ad affermarlo, a margine della Festa dell’ottimismo del Foglio, è stato il presidente di Confindustria, Carlo Bononi. «Dobbiamo dire che ieri» sul price cap per il gas «c’è stato un successo politico del presidente Draghi, che ha per l’ennesima volta dimostrato quanto conti l’Italia a livello internazionale. Adesso auspichiamo tutti che questo successo politico si trasformi anche in qualcosa di concreto. Speriamo che nei tavoli tecnici che dovrà portare avanti la Commissione i paesi del nord Europa non impantanino di nuovo tutto quanto ha realizzato il presidente Draghi», ha spiegato il numero uno di Viale dell’Astronomia che oggi interverrà all’iniziativa organizzata dal Foglio.

Bonomi: dal governo auspichiamo serietà e responsabilità

«È un governo storico: per la prima volta abbiamo una donna presidente del Consiglio. A Giorgia Meloni gli auguri da parte mia e di Confindustria. E auguri a tutto il governo», ha poi aggiunto Bonomi con riferimento al nuovo esecutivo. «Noi ovviamente auspichiamo che ci sia da parte di questo governo - ha sottolineato - una grande serietà e responsabilità rispetto al’Italia e rispetto ai nostri partner internazionali e che ci sia un’azione di governo efficace rispetto alle sfide durissime che dovremo affrontare». Questo governo, ha proseguito, «avrà necessità sui tavoli internazionali innanzitutto di conquistare la sua credibilità. Purtroppo quello che è successo tra il momento elettorale e il momento di formazione del governo, con alcune affermazioni pubbliche, le conosciamo tutte, ha creato qualche problema e qualche diffidenza sui tavoli internazionali».

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Il numero uno degli industriali: no a giudizi sulle persone

Ai giornalisti che gli chiedevano un giudizio sui componenti del nuovo esecutivo, il presidente di Confindustria ha poi opposto un garbato rifiuto. «Come sapete Confindustria non dà mai giudizi sulle persone, dà giudizi di merito sulle azioni di governo. Diamo tempo al ministro Giorgetti di poter operare», ha spiegato a margine della Festa dell’Ottimismo del Foglio. Mentre sulla nuova dicitura del Mise si è limitato a sottolineare che «credo che si possa chiamare ministero del Made in Italy, si chiamava commercio estero: è una parte importante dello sviluppo economico del Paese. Al di là delle denominazioni, vedremo le deleghe e l’azione di governo».

L’esecutivo intervenga subito sul tema energia

Quanto alle priorità da affrontare, Bonomi ha lanciato un messaggio chiarissimo all’indirizzo del nuovo esecutivo: «Il governo, noi l’abbiamo sempre detto, dal giorno uno, quindi da domani, dovrà intervenire sul tema dell’energia perché è un tema di emergenza nazionale. Deve intervenire urgentemente con interventi congiunturali, quindi da qui alla fine dell’anno proseguire nel sostegno al caro bollette per imprese e famiglie, e mettere in campo tutti quegli interventi di natura strutturale, perché noi paghiamo anni di scelte scriteriate sull’energia, e quindi dobbiamo mettere adesso in sicurezza il paese».

Rigassificatore Piombino fondamentale per futuro dell’Italia

Il presidente di Confindustria si è poi soffermato anche sull’iter per il via libera al nuovo rigassificatore galleggiante di Piombino: «Nel piano di emergenza per far fronte alla crisi energetica il rigassificatore di Piombino è una parte importante. Va dato il merito al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani di essersi impegnato in maniera molto fattiva per portare velocemente a compimento l’iter autorizzativo e realizzare un’infrastruttura che è fondamentale per il futuro del paese», ha spiegato il numero uno degli industriali. Poi, interpellato sull’ipotesi di un ricorso al Tar del sindaco di Piombino, ha aggiunto. «Non sta a me giudicare: è un’opera temporanea, che serve al Paese. Se poi vogliamo bloccare con i localismi le cose che servono a tutto al paese, sono scelte personali, e non credo che vadano nell’interesse di famiglie e imprese, anche di Piombino».

Pnrr va riconfigurato, serve atto di realtà a livello europeo

Infine un passaggio sul Pnrr: «Io parlo con i miei colleghi francesi e tedeschi, anche loro hanno gli stessi problemi nostri, quindi credo che ci vorrebbe un atto di realtà a livello europeo, e dire che forse va riconfigurato il Pnrr europeo e modificato nella tempistica, perché non ci si può non rendere conto di quello che è successo tra quando è stato pensato e oggi. Abbiamo avuto la crisi delle materie prime, lo shortage, e la crisi energetica che ha modificato anche alcuni principi fondanti del Pnrr, cioè passare dell’energia fossile a quelle rinnovabili», ha aggiunto il presidente di Confindustria. «Con quello che sta succedendo nel mondo, abbiamo necessità di una transizione veloce fossile-fossile, e quindi abbiamo bisogno di mettere alcuni investimenti su questi capitoli - ha aggiunto Bonomi - Credo che in Europa non debba essere un totem per cui non si possa affrontare una revisione, fosse anche solo una revisione temporale».

Valuteremo azione nel merito dei provvedimenti

Poi, dal palco, il numero uno di Viale dell’Astronomia è tornato a parlare del nuovo esecutivo. «In Italia c’è stato un periodo in cui purtroppo c’è stata una disintermediazione dei corpi intermedi, e oggi se ne vedono gli effetti. Nel momento in cui il presidente del Consiglio ci chiederà di incontrarci ovviamente saremo a disposizione, e valuteremo l’azione di governo nel merito dei provvedimenti come abbiamo sempre fatto. Quindi se farà bene il nuovo governo diremo bene, se farà male diremo che per noi sta sbagliando strada, ma sui singoli provvedimenti come sempre».

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