ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLo spettro della recessione

Bonomi: priorità alla sfida energetica, salvare l’industria, senza industria non c’è Italia

Il presidente di Confindustria è intervenuto a “Mezz’Ora in più”, su Rai Tre: tutte le risorse vadano all’emergenza caro bollette, nuovo esecutivo «sia autorevole e competente. Tutti devono lavorare insieme sui dossier energia e lavoro: governo, imprese e sindacati

Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi (foto imagoeconomica)

3' di lettura

In questo momento in cui si delinea lo spettro della recessione la priorità è contrastare gli effetti del caro bollette su famiglie e aziende. Tutte le risorse che sono a disposizione vadano all’emergenza energia. Bisogna salvare l’industria. Senza industria, non c’è Italia.

«Sto cercando di sottolineare l’urgenza, l’emergenza del caro bollette che colpisce le imprese ma anche le famiglie italiane - ha detto il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, intervenuto a “Mezz’Ora in più”, su Rai Tre -. Serve un governo autorevole e competente al più presto» per gestire «l’emergenza energetica» che quest’anno comporterà una stangata da «110 miliardi».

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Non ci sono tesoretti

Un governo autorevole e competente, dunque, che sappia destinare le risorse a disposizione, non illimitate, alla vera priorità, che in questo momento è la sfida energetica. «Nel 2021 e nel 2022 - ha aggiunto - abbiamo avuto un rimbalzo forte del Pil, che ci ha consentito di avere delle entrate fiscale aggiuntive. Il rallentamento non ci consentirà più di avere quelle risorse. Non abbiamo tesoretti da nessuna parte, se non vogliamo intaccare la finanza pubblica» ma, ha continuato Bonomi, è «un tema molto delicato».

«Dobbiamo salvare l’industria, perché senza industria non c’è l’Italia»

«Oggi abbiamo un’urgenza, che è quella energetica, e le risorse vanno concentrate per affrontare l’emergenza energetica, dobbiamo salvare l’industria, perché senza l’industria non c’è l’Italia» ha continuato il numero dell’associazione datoriale. «Oggi il vicolo è molto stretto», ha ricordato il presidente di Confindustria. Ecco perché «tutte le risorse a disposizione devono essere concentrate per affrontare l’emergenza del caro energia. Poi ci sarà tempo per il resto, come la flat tax o altro», ha affermato Bonomi.

«Se facciamo extra debito è perché l’Europa non fa quello che dovrebbe»

Quella contro il caro energia è una partita che dovrebbe vedere in prima linea un’Europa, che però «non sta facendo l’Europa. Se l’Europa non fa quello che deve dobbiamo intervenire noi per sostenere famiglie e imprese. E se facciamo extra debito - ha sottolineato il numero uno di Confindustria - è perché l’Europa non fa quello che dovrebbe».

Nuovo governo, schermaglie non incidano su operatività

In questo contesto di grande difficoltà per il paese, tutti devono remare nella stessa direzione per affrontare la sfida del caro bollette. «È importante che le schermaglie non incidano sull’operatività del governo. Gli italiani non si possono permettere di perdere ancora tempo», ha spiegato Bonomi. «Non è un classico “fate presto” ma “fate bene”». La qualità della squadra che scende in campo può essere un fattore strategico: «Servono persone competenti e che conoscano bene la macchina pubblica» in modo che chi «arriva sia immediatamente operativo». Non solo: tutti devono lavorare insieme sui dossier energia e lavoro: governo, imprese e sindacati.

Bonomi, «Giorgetti al Mef? Ho ottimo rapporto»

Ad una domanda sull’ipotesi che l’attuale responsabile del ministero dello Sviluppo economico nell’esecutivo Draghi, Giancarlo Giorgetti, venga indicato per la carica di ministro dell’Economia, il presidente di Confindustria ha risposto: con Giorgetti attualmente «al Mise, ho un ottimo rapporto, come ministro abbiamo fatto cose importanti insieme». In generale, in vista della nascita del nuovo governo, Bonomi ha lanciato un messaggio chiaro: tecnici o politici che siano «io chiedo persone competenti, penso che il driver dovrebbe essere la competenza», aggiungendo che «laddove si scelga un politico che non ha competenza» in materia «è importante che si circondi di tecnici competenti e che li ascolti».

Bene lo stoccaggio di gas ma rischio crisi per l’inverno

Con la guerra in Ucraina che non accenna a diminuire di intensità e il continuo ricorso da parte della Russia all’arma del gas per colpire i paesi che hanno criticato l’invasione, si delinea un inverno difficile. «Abbiamo raggiunto gli obiettivi di stoccaggio del gas raggiungendo oltre il 92% - ha messo in evidenza Bonomi -. Ma se non si realizzeranno tutte le condizioni, come i rigassificatori, si entrerà in crisi per l’inverno». Il gas stoccato, ha spiegato il leader degli industriali, ammonta a «10.8 miliardi di metri cubi che serviranno ad affrontare i picchi dell’inverno, generalmente gennaio e febbraio. Mentre il nostro Paese ne consuma ogni anno 75 miliardi di metri cubi». Bonomi ha pertanto ricordato quanto sia «fondamentale un mix di forniture energetiche», evidenziando quelli che ha definito «gli errori del passato». «Non si può dire no a tutto», ha aggiunto. E a proposito delle sanzioni alla Russia ha concluso: «Come imprese siamo a fianco delle decisioni del nostro governo. L’importante però è che queste decisioni siano affiancate da un piano di supporto a famiglie e imprese».

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