Abbassare il costo del lavoro

Bonomi: riforme necessarie per rendere il paese moderno

Per il presidente di Confindustria bene che la manovra sia espansiva, ma sul taglio delle tasse ci sono risorse che non sappiamo ancora dove verranno indirizzate

di Cl.T.

(ANSA)

2' di lettura

«Io ho apprezzato molto che il Governo abbia voluto impostare una manovra espansiva. Una manovra che in larga parte è fatta in deficit, e quindi c’è una grande responsabilità perchè l’anno prossimo verranno rivisti i meccanismi del patto di stabilità, gli interventi della Bce, gli aiuti di Stato, quindi molto probabilmente non avremo più la possibilità di avere questa capacità di intervento».

Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, lo sottolinea in occasione dell’assemblea di Unindustria Calabria. E ha poi aggiunto: «Ci sono alcuni capitoli sul taglio delle tasse, sono stanziati 8 miliardi, ma non sappiamo ancora dove verranno indirizzate. Abbiamo detto che auspichiamo che saranno indirizzate al taglio contributivo del cuneo fiscale perchè questo vuol dire mettere più soldi in busta paga al lavoratori e abbassare il costo del lavoro e quindi rendere più competitive le nostre imprese».

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Le riforme necessarie per rendere il Paese moderno

Bonomi ha poi parlato di riforme, evidenziando come stiamo «vivendo un momento storico importante, che può segnare veramente la svolta di questo Paese, soprattutto sul tema delle riforme. Al di là delle risorse che ci mette a disposizione l’Europa, abbiamo la possibilità di fare quelle riforme che il Paese sta spettando da 25 anni. Possiamo costruire un Paese moderno, efficiente, inclusivo. Questa è la vera sfida».

Crescita Pil importante, ma è un rimbalzo

Soffermandosi inoltre sulla crescita economica, il presidente di Confindustria ha detto che l’aumento del Pil «é un rimbalzo importante che ci aspettavamo, anche se non in questa misura. Noi avevamo detto, già all’inizio dell’anno, che pensavamo di superare il 5, quando nessuno lo riteneva possibile proprio perché siamo convinti della forza strutturale della nostra manifattura, che é riconosciuta in tutto il mondo». Si tratta, però, ha subito aggiunto Bonomi, di un «rimbalzo. Teniamo conto che torneremo ai livelli pre-covid nel 2022. La strada da fare é ancora tanta».

Sciopero? Italiani ci chiedono di stare insieme

Commentando l’avvio della mobilitazione da parte dei sindacati sulla manovra, Bonomi ha tagliato corto: «Noi con le dinamiche del sindacato non c’entriamo nulla, ma penso che proclamare lo sciopero in questo momento significa che siamo sulla strada sbagliata». «Gli italiani - ha aggiunto il presidente di Confindustria - ci chiedono altro e in particolare di stare insieme in questo momento difficile per il paese e di fare crescita perché questo significa occupazione. La strada è quella di mettersi ad un tavolo e lavorare tutti insieme».

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