Gli industriali

Bonomi: seimila imprese disponibili per vaccini a tutte le comunità

Il presidente di Confindustria: l’attesa di decreti attuativi vanifica le riforme

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«Abbiamo messo a disposizione del commissario all’emergenza le strutture logistiche del sistema produttivo italiano. Circa seimila imprese, ad oggi, hanno dato la disponibilità su base volontaria. Lunedì chiuderemo questa raccolta di disponibilità, poi con il commissario valuteremo quali saranno i siti scelti», indica il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ospite di Porta a Porta, dell’iniziativa di mettere a disposizione anche luoghi di lavoro per i vaccini. «Abbiamo inteso dare una disponibilità per tutte le comunità, a partire dai familiari dei dipendenti», spiega il leader degli industriali. E sui tempi ed i numeri del contributo che potranno dare le imprese dice: «Ci rimetteremo al piano nazionale di vaccinazione» per «contribuire per la nostra parte a vaccinare il quorum da raggiungere per l’immunità di gregge” previsto dal piano del commissario Figliuolo.

«Attesa decreti attuativi vanifica riforme»

Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi lo sottolinea, ospite di porta a Porta individuando nell'attesa dei decreti attuativi una strozzatura che frena le riforme: «La proposta - ha detto - potrebbe essere che quando fate le norme ci sia l’obbligo di un decreto attuativo immediato, altrimenti la norma non entra in vigore». Come per le norme sulle semplificazioni e per il cosiddetto sblocca-cantieri.

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Spinta sulle infrastrutture

«Ogni volta che sento parlare di semplificazione in Italia mi vengono i brividi, perché invece stratifichiamo ancora impegni per le imprese» ha detto il leader degli industriali. Serve una riforma della pubblica amministrazione perché «tutti i miliardi che arrivano devono arrivare nei cantieri perché altrimenti parliamo di miliardi, parliamo di riforme ma poi i cantieri non funzionano» ha sottolineato Bonomi. «Un cantiere su tre è aperto. Vuol dire quindi che due cantieri sono chiusi» osserva il presidente di Confindustria. «Abbiamo bisogno di una spinta forte perché sappiamo che le infrastrutture sono un driver molto forte della ripresa economica e poi sono un patrimonio del paese», ha aggiunto Bonomi.

Messaggio al governo: far ripartire il Paese insieme

Sul fronte della ripresa, ha commentato il presidente di Confindustria, «i dati degli Stati Uniti noi ce li sogniamo, però la manifattura italiana anche in questo anno di pandemia ha dimostrato di essere un grande patrimonio, un grande asset del Paese. Questo è quello che chiediamo al nuovo Governo: fate pochi provvedimenti, fateli giusti, perché avete in mano la Ferrari dell’industria mondiale, possiamo far ripartire il Paese insieme». «Sarà difficile, dobbiamo lavorare tutti insieme, ma l’industria italiana c’è e lo sta dimostrando anche in questo momento» ha poi sottolineato Bonomi. Che rileva come che «la disponibilità di vaccini sta diventando un tema geopolitico molto importante» come «le testate nucleari». E avverte: «L’Europa purtroppo ha fatto scelte sbagliate, contratti sbagliati, tanto che giustamente il presidente Draghi al Consiglio europeo è stato molto critico rispetto ad alcune gestioni. Questo ci mette in difficoltà perché molti Paesi usciranno prima dalla crisi pandemica e quindi potranno far ripartire le loro economie».

Dare risposte

Nel primo «lockdown, duro, il Paese aveva capito» ma «i provvedimenti successivi non hanno dato una direzione al Paese, avverte Bonomi: oggi «è importante parlare direttamente al Paese, far capire qual è la direzione i sacrifici che purtroppo bisogna chiedere». «Dobbiamo dare risposte». «La parte più difficile in questo momento, come presidente di Confindustria - aggiunge il leader degli industriali - è ascoltare le persone, gli associati gli imprenditori, storie di famiglie, stanno chiudendo negozi con cento anni di storia. L’industria del commercio, del turismo, della cultura, sono fortemente colpite. Non bastano solo i ristori. Possono aiutare, certo. Possiamo migliorarli, perché mille euro non bastano». «Dobbiamo dare una direzione ed un futuro a questo Paese».

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