Il presidente di Confindustria

Bonomi: serve una manovra con l’ossessione per la crescita

Dal convegno dei Giovani Imprenditori ribadita la preoccupazione per «un assalto alla dligenza» dei partiti, «senza una visione di insieme»

di Nicola Barone

Bonomi: "Italia deve essere attrattiva, risorse ci sono, servono riforme"

3' di lettura

«Abbiamo la necessità di una manovra che si concentri tutta su come far crescere il Paese, su come essere un moltiplicatore di Pil». È l’appello del presidente di Confindustria Carlo Bonomi che dal convegno dei Giovani Imprenditori ribadisce la preoccupazione per «un assalto alla dligenza» dei partiti, «senza una visione di insieme».

«Reddito di cittadinanza, prepensionamenti, un taglio delle tasse che non abbiamo ancora capito: mi dite queste tre cose come creano crescita, Pil, di cui abbiamo necessità assoluta?». Per il numero uno degli industriali questa «non è la strada». Serve «ossessione per la crescita: mettere le risorse là dove ci fanno crescere», come sul taglio del cuneo.

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Patto per l’Italia, «c’è chi è restio»

«Il vicepresidente Stirpe ha ribadito il pensiero di Confindustria che è quello di un grande “Patto per l’Italia”, praticamente sono 14 mesi che lo stiamo dicendo», avverte il presidente di Confindustria tornando sul punto. «Poi ovviamente i patti si firmano tra più persone. Stiamo rilevando che c’è una parte del Paese che ha voglia ed ha capito cosa vuole il Paese, e quindi questo patto lo vuole fare. Registriamo che ci sono altre componenti che forse sono un po’ più restie».

Prepensionamenti e reddito di cittadinanza

Nel dettaglio quello su cui viene posto l’accento «è che i partiti stanno facendo un assalto alla diligenza senza avere una visione di insieme, perché, se guardo, c’è un partito che chiede un miliardo in più sul reddito di cittadinanza ed i numeri ci dicono che il reddito di cittadinanza non sta funzionando, e ci sono partiti che chiedono prepensionamenti: quota 102, quota 104. E c’è un taglio tasse che non abbiamo ancora capito», evidenzia Bonomi. Il reddito di cittadinanza, aggiunge il presidente di Confindustria, non sta funzionando «per la parte di contrasto alla povertà, che è giusto che ci sia, e non va bene per la parte delle politiche attive del lavoro, i navigator».

Con il Governo «interlocuzione importante»

Con il Governo è in corso «una interlocuzione importante», rimarca ancora Bonomi rispondendo ad una domanda. «Noi poniamo le nostre tesi e loro ovviamente fanno delle sintesi. I rapporti sono ottimi». Sulla manovra «le risorse che auspico siano maggiormente a disposizione sono quelle sul taglio del cuneo fiscale. Ancora oggi non si è capito come si vuole intervenire: ribadisco che la nostra posizione è quella per un forte taglio del cuneo fiscale a favore dei lavoratori, per mettere più soldi in tasca ai lavoratori e avere la possibilità di stimolare la domanda interna, che è quella che è rimasta ferma (perché l’export sta andando bene, quest’anno supereremo i 500 miliardi: una ottimo risultato) ed un taglio del cuneo contributivo delle imprese perché le renderebbe più competitive».

Necessario intervento forte sul cuneo fiscale

Tra i fattori che rappresentano elementi di rischio sulla ripresa della crescita, come materie prime e costo dell’energia, «l’unico fattore su cui possiamo intervenire per rendere competitivi i nostri prodotti è sul costo del lavoro: un intervento forte sul cuneo va fatto». È «doveroso», avverte Bonomi. «Abbiamo un reddito pro capite fermo da venti anni. Questo dobbiamo fare, abbiamo un cuneo fiscale che è il quinto al mondo. Qualcosa bisogna farla per rendere competitivo il Paese». Nel cantiere delle pensioni, ricorda il leader degli industriali, «ci sono sono varie riflessioni. La nostra personale è che quota 100 non ci è mai piaciuta perché l’abbiamo considerata una manovra che non avrebbe mai raggiunto i fini che si prefiggeva». È costata tanto, senza aver raggiunto i suoi obiettivi, con il turnover che puntava a tre ingressi per ogni uscita ed invece si è fermato ad un rapporto «del 0,4, non c’è neanche stato un effetto sostitutivo». Ci sono «9 sistemi di prepensionamenti, credo che siano già abbastanza. Forse resta da fare solo una riorganizzazione dei lavori usuranti».

L’attenzione al Mezzogiorno

Confindustria chiude «una tre giorni molto importante che Confindustria ha voluto fortemente a Napoli per dare un segno dell’attenzione al Mezzogiorno. Riteniamo che sul Mezzogiorno di Italia, e su Roma, sarà la grande sfida per il Paese. Se riusciremo a fare una crescita importante di queste due aree credo che ripartirà veramente tutto il Paese», tiene a ricordare il leader degli industriali. Le risorse del Pnrr? Con la quota riservata al Sud «è stato stanziato molto. Questo è il minimo, se il Sud avrà una capacità progettuale importante, come mi auguro, di risorse ne prenderà ancora di più. È una grande sfida, la dobbiamo fare».

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