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Bonus 200 euro in arrivo per tre milioni di partite Iva

L’agevolazione può contare su un fondo di 600 milioni di euro

di Federica Micardi

Il Bonus dei 200 euro versato a 13 milioni di pensionati

2' di lettura

Presto tre milioni di partite Iva potranno inoltrare la domanda per ottenere il bonus di 200 euro. Il decreto che stanza l’aiuto alle partite Iva per sostenere il potere d’acquisto è stato firmato dal ministro dell’Economia Daniele Franco; l’ultimo step prima della pubblicazione in Gazzetta è il passaggio alla Corte dei conti.Il bonus, previsto dall’articolo 33 del Dl 50/2022, cosiddetto decreto Aiuti, convertito con modificazioni in legge 91/22, può contare su un fondo di 600 milioni - aumentato di 100 milioni rispetto alla cifra iniziale -, di cui 95,6 milioni destinati ai professionisti iscritti alle Casse di providenza (Dlgs 509/94 e 103/96).

Chi ha diritto all’agevolazione

Potranno fare richiesta del bonus le partite Iva che nel 2021 hanno percepito un reddito complessivo non superiore ai 35mila euro. In merito al requisito reddituale, l’articolo 4, comma 2 del Dm chiarisce che dal computo del reddito personale assoggettabile ad Irpef, al netto dei contributi previdenziali ed assistenziali, sono esclusi: i trattamenti di fine rapporto comunque denominati, il reddito della casa di abitazione e le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.

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Quest’indennità non costituisce reddito ai fini fiscali né ai fini dei contributi previdenziali ed assistenziali. I beneficiari devono essere iscritti alla gestione previdenziale alla data di entrata Dl 50/2022; alla stessa data la partita Iva deve risultare attiva, l’attività professionale avviata e deve risultare almeno un versamento, totale o parziale, per la contribuzione dovuta alla gestione di iscrizione per la quale è richiesta l'indennità, con competenza a decorrere dall’anno 2020 (ad eccezione degli iscritti di recente per i quali non risultino scadenze di pagamento).

La domanda

Chi presenta la domanda deve dichiarare di non aver percepito le indennità previste dagli articoli 31 e 32 dello stesso Dl 50/2022. Ogni professionista dovrà presentare la domanda all’ente di previdenza cui è obbligatoriamente iscritto, nei termini, con le modalità e secondo lo schema predisposto dall’ente stesso. Chi è iscritto sia ad una Cassa di previdenza che all’Inps dovrà presentare domanda all’istituto nazionale di previdenza; chi è iscritto a più Casse dovrà inoltrare l’istanza solo a una di esse. Le domande saranno accettate in base all’ordine cronologico di arrivo, Inps e Casse sono tenute a rendicontare settimanalmente al ministero del Lavoro il numero delle istanze accolte e saranno invitate a sospendere la concessione del bonus una volta raggiunto il limite di spesa stanziato.

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