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Bonus da 200 euro: da oggi al via le domande per tre milioni di autonomi

Da oggi e fino al 30 novembre i professionisti ordinistici iscritti alle Casse e gli autonomi e i professionisti iscritti alla gestione separata Inps con reddito 2021 inferiore a 35mila euro potranno chiedere l’aiuto anti inflazione da 200 euro

di Valentina Melis e Valeria Uva

Bonus da 200 euro: al via le domande per 3 milioni di autonomi

3' di lettura

Da lunedì 26 settembre è possibile fare domanda per chiedere il bonus di 200 euro per i professionisti ordinistici iscritti alle Casse e per i lavoratori autonomi e i professionisti iscritti alla gestione separata Inps, con reddito 2021 inferiore a 35mila euro. Si tratta di una platea di tre milioni di lavoratori.

Fino al 30 novembre, sarà possibile richiedere l’una tantum esentasse prevista dal primo decreto Aiuti (Dl 50/2022, articolo 33), con domande da presentare in modalità telematica all’Inps o alla propria Cassa di appartenenza. Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale 224 di sabato 24 settembre del decreto del ministero del Lavoro del 19 agosto che fissa la procedura e i requisiti per il bonus da 200 euro contro il caro vita, può partire la macchina organizzativa.

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Le Casse di previdenza dei liberi professionisti sono pronte da tempo con i moduli per autocertificare i requisiti di accesso, da compilare e inviare in area riservata e si sono coordinate per partire tutte insieme «non prima del 26 settembre» ha spiegato l’Adepp, l’associazione degli enti previdenziali privati.Con la pubblicazione del decreto (anche se al fotofinish), la data di oggi segnerà l’avvio delle richieste sia all’Inps, sia alle Casse (con partenza prevista alle 12).

L’intreccio con i 150 euro

A complicare un po’ l’avvio - paradossalmente - per le Casse potrebbe essere il nuovo bonus da 150 euro previsto dal Dl Aiuti ter (Dl 144/2022, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale 223 del 23 settembre e in vigore da sabato 24 settembre), riservato però a chi nel 2021 è rimasto sotto i 20mila euro di reddito complessivo. Le Casse si stanno orientando, in corsa, verso un’unica domanda che consenta anche a chi ne ha diritto di “prenotare” i 150 euro.

Anche se l’inserimento all’ultimo momento di questa novità nella piattaforma e nei moduli rischia di mandare in affanno, almeno nelle prime ore, la macchina organizzativa, “tarata” in un primo tempo sul meccanismo dei 200 euro.

D’altro canto, però, formalmente il nuovo sostegno previsto dal Dl 144/2022 si aggiunge al precedente, senza modificare i requisiti, a parte il reddito di accesso. E infatti il decreto non fa cenno a nuove domande per ottenerlo né rinvia l’erogazione a un ulteriore decreto attuativo. Di fatto, quindi, non dovrebbero esserci ostacoli per chi si trova sotto i 20mila euro di reddito a chiedere i due bonus e a ottenere con un’unica domanda un “assegno” da 350 euro.

A tenere sotto controllo la spesa sarà un monitoraggio costante: ogni settimana l’Inps e le Casse invieranno un report sulle domande ricevute e ammesse e otterranno man mano dal ministero del Lavoro il via libera al pagamento oppure lo stop all’erogazione, nell’ipotesi di sforamento del budget.

Le risorse e i requisiti

A disposizione per tutti gli autonomi c’è un miliardo: 600 milioni per il bonus di 200 euro (di cui 95,6 riservati ai liberi professionisti) e altri 412 milioni per i 150 euro (senza quote riservate). Secondo l’Adepp, la capienza dovrebbe essere sufficiente e infatti l’associazione ha fissato una chiusura delle domande molto in là, al 30 novembre.

Anche l’Inps aveva preparato la piattaforma telematica per la richiesta del bonus da parte degli autonomi, in attesa della pubblicazione del decreto del ministero del Lavoro. Oggi dovrebbe arrivare la circolare dell’Istituto con tutti i dettagli operativi. Le date per la richiesta sono allineate a quelle previste per i professionisti ordinistici, con domande aperte da oggi e fino al 30 novembre. Tornando alla procedura, nei moduli online i professionisti dovranno autocertificare una serie di requisiti, oltre al reddito, tra i quali il fatto di non essere anche dipendenti o pensionati, l’iscrizione alla Cassa al 18 maggio 2022 (data di entrata in vigore del Dl 50/2022), l’aver versato almeno un contributo, se dovuto, e il non aver percepito in altro modo il bonus da 200 euro.

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