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Bonus 200 euro, i partiti puntano a estendere la platea a precari della scuola e Ata

Emendamento presentato dai Cinque Stelle: una criticità che va subito sanata, poiché crea ulteriori distinguo tra precari

Dl aiuti, Draghi: bonus 200 euro per redditi fino a 35mila euro

2' di lettura

Non solo lavoratori dipendenti, pensionati, percettori di prestazioni assistenziali, titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, stagionali, a tempo determinato e intermittenti, lavoratori domestici, lavoratori agricoli, lavoratori autonomi privi di partita IVA,
nuclei beneficiari del reddito di cittadinanza e autonomi. La platea che riceverà il bonus una tantum da 200 euro a luglio inserito nel decreto aiuti, provvedimento nato per sostenere famiglie e aziende alle prese con i contraccolpi della guerra in Ucraina, potrebbe estendersi ulteriormente. È l’obiettivo di un emendamento al testo presentato dal Movimento 5 Stelle che punta a garantire l’indennità anche anche al personale precario della scuola e Ata con contratti in scadenza a giugno che ne erano finora esclusi.

L’emendamento 5 Stelle

Manuel Tuzi, capogruppo M5S della commissione Cultura della Camera e la deputata pentastellata Margherita Del Sesto, prima firmataria dell’emendamento, hanno spiegato il motivo del loro intervento: «Gli insegnanti con contratto a tempo determinato con scadenza a giugno percepiranno i sostegni al reddito ma non il bonus perché il requisito è il sostegno al reddito su quel mese oppure la busta paga. C’è, quindi, una criticità che va subito sanata, poiché crea ulteriori distinguo tra precari ed incide sulla qualità della vita».

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La versione originale e le integrazioni

La prima stesura del decreto Aiuti riservava il bonus da 200 euro a lavoratori, pensionati e disoccupati. Un secondo passaggio in Consiglio dei ministri era servito per aggiungere i percettori del reddito di cittadinanza, gli stagionali, gli autonomi e i collaboratori domestici. La versione definitiva include molte altre categorie.

Le categorie e i requisiti

Tra i beneficiari del bonus che arriverà direttamente nella busta paga ci sono i 13,7 milioni di dipendenti che hanno ottenuto l’esonero di 0,8 punti sulla quota dei contributi previdenziali, l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico per almeno una mensilità durante i primi quattro mesi del 2022 (misura prevista dalla legge di Bilancio 2022).

Hanno diritto al bonus 200 euro anche pensionati con trattamenti non superiore a 35mila euro lordi (13,7 milioni di persone) e, come detto, i percettori del reddito di citttadinza (900mila) e i lavoratori domestici (750mila). Inclusi anche: coloro che abbiano percepito per il mese di giugno 2022 le prestazioni di Naspi e Dis-Coll (1,1 miloni), chi ha percepito nel corso del 2022 l’indennità di disoccupazione agricola del 2021, i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa con reddito non superiore a 35mila euro per il 2021 (270mila), i lavoratori che nel 2021 siano stati beneficiari di una delle indennità per l’emergenza Covid-19, i lavoratori stagionali, i lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo che nel 2021 abbiano almeno 50 contributi giornalieri versati e abbiano maturato un reddito non superiore a 35mila euro per l’anno 2021; lavoratori autonomi, privi di partita Iva, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie che, nel 2021 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali; lavoratori incaricati alle vendite a domicilio con reddito nell’anno 2021 superiore a 5mila euro e titolari di partita Iva attiva.

Il fondo per gli autonomi

Per i lavoratori autonomi viene istituito un fondo ad hoc da 500 milioni per finanziare l’indennità una tantum

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