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Bonus 200 euro ai professionisti, c'è spazio per 400mila domande

A disposizione 80 milioni per le domande che, con buona probabilità, saranno esaudite in base all’ordine di presentazione. Di queste 150 mila potrebbero arrivare dagli avvocati

di Valeria Uva

Bonus 200 euro per dipendenti privati? Serve una certificazione: ecco come funziona

4' di lettura

Per il bonus 200 euro dei professionisti iscritti ai diversi ordini a disposizione ci sono 80 milioni, sufficienti per coprire 400 mila domande che, con buona probabilità, saranno esaudite in base all’ordine di presentazione. Di queste ben 150 mila potrebbero arrivare dagli avvocati.

La conversione in legge del decreto Aiuti - ultimo atto del governo Draghi- ha messo al sicuro anche l’indennità una tantum esentasse per i professionisti: 500 milioni da dividere con gli iscritti alla gestione separata Inps.

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Ed è in fase di elaborazione il decreto del ministero del Lavoro che indicherà i requisiti di accesso all’indennità per gli iscritti attivi, mentre i pensionati stanno già vedendo arrivare gli assegni con il rateo di luglio.

L’indennità

Il decreto Aiuti (Dl 50/2022)  prevede un bonus del valore di 200 euro quale sostegno in chiave anti inflazione. Spetta a una serie di categorie, primi fra tutti lavoratori e pensionati, a determinate condizioni. Per i pensionati, ad esempio, occorre guardare al reddito 2021 non superiore ai 35mila euro.

Il bonus è previsto anche per gli autonomi della gestione separata Inps e per i liberi professionisti ordinistici delle Casse privatizzate. L’articolo 33 del decreto aiuti stanzia per loro 500 milioni. E a ripartirli è il decreto del Lavoro, di concerto con l’Economia, che sarebbe dovuto arrivare il 17 giugno. Ora la bozza si trova al Mef.

Secondo indiscrezioni , una quota pari, appunto a 80milioni sarà destinata ai professionisti ordinistici iscritti alle casse privatizzate , sufficiente appunto per 400mila domande visto che l’indennità fissata dalla bozza dovrebbe ammontare a 200 euro come per i dipendenti.

La capienza

Una cifra che, se confermata, potrebbe coprire le possibili richieste. Se si guarda ad esempio alla recente esperienza del reddito di ultima istanza (i bonus 600-1.000 euro dello scoppio del Covid) , le domande dai professionisti alle Casse sono state poco più di mezzo milione (513.882) ma a fronte di una soglia di reddito più alta pari a 50mila euro. Stavolta invece l’asticella dovrebbe fermarsi a 35mila euro. Difficile stimare nel dettaglio la platea visto che nessuna delle Casse ha già a disposizione i redditi 2021. Ma qualche indicazione è possibile. Ad esempio, tra gli oltre 245mila iscritti a Cassa forense, ben più della metà (circa 145mila) nel 2020 sono rimasti al di sotto della soglia dei 35mila euro. Tra i commercialisti potrebbero trovarsi in astratto in questa condizione circa 30mila iscritti, mentre tra i consulenti del lavoro 14.600 hanno dichiarato un reddito professionale fino a 35mila euro nel 2020. Ma di questi, 3.400 sono a zero (probabilmente quindi hanno solo redditi da dipendenti+). E in questo caso, il bonus arriverà dall’Inps se sussistono le condizioni. Tutte le posizioni andranno vagliate con attenzione per verificare se sono presenti altri redditi oltre quelli professionali. Alle Casse si rivolgeranno solo i liberi professionisti “puri” una volta varato il decreto e messe a punto le piattaforme telematiche. Per garantire parità di accesso servirà, probabilmente, un “click day”.

Negative le reazioni di diverse associazioni. Per il presidente dei giovani avvocati di Aiga, Francesco Paolo Perchinunno si tratta di «una mancetta» insufficiente che non affronta «le enormi difficoltà» delle partite Iva. Anche per Matteo De Lise, alla guida dei giovani commercialisti di Ungdcec, la misura è «insufficiente» e «bisognerebbe ragionare su altri fronti, a partire, per la nostra categoria, su delle esclusive, con un equo compenso».

I pensionati

I professionisti pensionati che ricevono l’assegno interamente dalla propria Cassa il bonus avranno il bonus dall’ente stesso, mentre chi ha una pensione in cumulo o totalizzazione lo riceverà dall’Inps.

Ognuna verserà sulla base di dati presuntivi. A Cassa forense, ad esempio, risultano circa 11mila pensionati potenziali, ma mille hanno già rinunciato all’indennità. Anche su 3.200 consulenti del lavoro pensionati in 45o hanno già rinunciato. Per architetti e ingegneri è disponibile un modulo di rinuncia sul sito di Inarcassa.

LE MODALITÀ

1) Il bonus - Anche agli autonomi il decreto Aiuti riconosce una indennità di 200 euro

2) I fondi - A disposizione ci sono 500 milioni. La bozza del decreto attuativo ne assegna 80 ai professionisti ordinistici e il resto agli iscritti Inps

1) I requisiti - Per i pensionati limite di reddito da lavoro autonomo 2021 a 35mila euro già fissato, per gli attivi la bozza indicherebbe la stessa soglia

2) La procedura - Gli iscritti senza posizioni Inps dovranno presentare domanda alla propria Cassa

1) La platea potenziale - I fondi stanziati hanno capienza per 400mila richieste dai professionisti

2) Le stime - Sono 150mila gli avvocati che nel 2020 erano sotto i 35mila euro, 25-30mila i commercialisti e 14.600 i consulenti del lavoro

1) I pensionati - I 200 euro arriveranno dalla Cassa entro luglio se non si hanno posizioni anche in Inps

2) La restituzione - Erogati su base presuntiva a chi è rimasto sotto i 35mila euro nel 2021, saranno richiesti indietro se da accertamenti viene meno il diritto

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