mobilità

Bonus bici, dopo code e tilt, fondi verso l’esaurimento

Caporetto del sito: impossibile accedere alla piattaforma con Spid per tutta la giornata. Assegnati tutti i 215 dopo ore di attesa

di Pierangelo Soldavini

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(dpa/picture alliance via Getty I)

Caporetto del sito: impossibile accedere alla piattaforma con Spid per tutta la giornata. Assegnati tutti i 215 dopo ore di attesa


4' di lettura

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa continua a rassicurare, ribadendo ancora in serata che tutte le richieste verranno soddisfatte. Ma non c’è dubbio che la giornata del click day per l’assegnazione del bonus bici si sia trasformata in una Caporetto non solo per il ministero ma per l’intera infrastruttura digitale nazionale. A partire dal concetto stesso del click day, ancora una volta fallimentare, per finire con la messa in discussione di Spid, l’identità digitale unica nei confronti della Pubblica amministrazione che dovrebbe semplificare la vita dei cittadini e che invece ieri ha fallito miseramente.

Un fallimento che sta in una lunga giornata di code e blocchi, tra rabbia e proteste online. Alla fine stamane i problemi sono stati risolti e i fondi sono andati rapidamente verso l’esaurimento: i 215 milioni di euro iniziali sono finiti verso le 10 di stamane. Il ministero garantisce di essere impegnato a reperire ulteriori risorse per la mobilità sostenibile e invita quindi chi ha acquistato la bicicletta fino al 2 novembre a conservare i documenti fiscali di acquisto.

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Stando alle cifre fornite dal ministero dell’Ambiente: le registrazioni sono state in totale 590.188: per 300.776 persone si è trattato di rimborsi per acquisti già fatti a fronte della fattura o dello scontrino parlante presentato dall’utente, mentre sono 257.949 i voucher per acquisti che potranno essere fatti entro 30 giorni. Colti dall’entusiasmo per il successo 1836 voucher sono stati immediatamente spesi in uno dei negozi convenzionati.

La mattinata si era aperta con la sorpresa di 5 milioni in più rispetto ai 210 previsti inizialmente. Ma la sorpresa si è trasformata in delusione e rabbia non appena si sono evidenziati i problemi di una piattaforma che ha funzionato a singhiozzo, di una procedura complessa e di una lista d’attesa senza fine, anche se le domande venivano smaltite al ritmo di più di 1.000 al minuto. Ma il vero problema è sorto in tarda mattinata quando è emerso che molti utenti non riuscivano a registrarsi con le credenziali Spid dal momento che l’app di Poste ID, il maggior provider di identità digitale, era completamente in tilt e quindi impediva agli utenti di validare le credenziali per accedere alla piattaforma dove poter registrare la fattura o richiedere il voucher. Di fronte all’impasse, il ministro Costa ha telefonato in mattinata agli amministratori delegati di Sogei, la società del ministero dell’Economia che gestisce il sito web per l’erogazione del bonus, e di Poste, che gestisce lo Spid, chiedendo con toni molto duri di seguire in prima persona la vicenda per risolvere i problemi che si erano evidenziati. Ma ancora in serata risultava impossibile l’accesso all’applicazione di Poste ID. Il processo di registrazione e accesso alla piattaforma è proseguito anche nella notte, nel tentativo di smaltire la lunga coda di persone in attesa per i 132 milioni ancora disponibili.

«Io invito tutti a entrare nel sistema con calma, anche nei prossimi giorni - ha affermato Costa in un comunicato -, perché abbiamo appostato altri fondi ad hoc in legge di Stabilità e assicuro che tutti coloro che hanno una fattura o uno scontrino parlante al 2 novembre saranno rimborsati. Ci sono stati dei problemi, ci hanno riferito, dovuti al sistema Poste e Spid - ha spiegato Costa - e a un affollamento in contemporanea che, come mi ha personalmente riferito Sogei, è andato ben oltre tutte le aspettative». Ma le giustificazioni non hanno placato anche la polemica politica: il leader della Lega Matteo Salvini ha chiesto che Costa si prenda le sue responsabilità e si dimetta accusando il Governo Conte che «non riesce a gestire nemmeno un sito Internet, figuriamoci un Paese intero», ha affermato sottolineando come quanto successo ieri replica quello che è capitato in aprile sul sito dell’Inps per il bonus di 600 euro.

Il bonus mobilità copre il 60% dell’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, monopattini elettrici e anche servizi di sharing a due ruote, fino a un massimo di 500 euro per persona. L’incentivo riguarda solo i cittadini residenti in capoluoghi di regione e di provincia e in comuni con più di 50mila abitanti. Sulla base delle stime di un rimborso medio di 350 euro, l’ipotesi è che la misura possa arrivare a coprire oltre 600mila biciclette, ma solo nel primo mese dopo la fine del lockdown Confindustria Ancma stima che siano state vendute oltre mezzo milione di biciclette.

Il ministro assicura quindi che le risorse saranno sufficienti a coprire tutte le richieste, anche quelle non evase in questa prima fase, grazie agli impegni presi dal ministero dell’Economia di utilizzare fondi derivanti dalle aste verdi nella nuova Legge di Bilancio. Il che significa dopo gennaio. Bisognerà poi vedere come saranno assegnate queste nuove risorse. È proprio il caso di dire: «Hai voluto la bicicletta...». Ma non era con questa filosofia che ieri centinaia di migliaia di persone si sono messe in fila per il click day.

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