ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa novità

Superbonus 110%, ecco come funziona lo sconto in fattura diluito in 10 anni

Verso le modifiche al decreto Aiuti-quater: così le ipotesi di modifica al provvedimento in attesa del varo definitivo del Dl precedente

di Marco Mobili e Gianni Trovati

Superbonus, le modifiche agitano la maggioranza

3' di lettura

Mentre lo sblocco dei crediti d'imposta generati dal Superbonus continua a dominare il confronto politico, nell'ultima bozza del decreto Aiuti-quater, spunta una novità importante: rappresentata dalla possibilità, su richiesta del cessionario, di spalmare lo sconto in fattura o il credito da cedere in 10 anni cadenzati da quote annuali di pari importo.

La pubblicazione in Gazzetta

La norma, aggiunta al testo del provvedimento che dovrebbe essere bollinato oggi 17 novembre dalla Ragioneria generale dello Stato in vista della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, serve a rianimare il mercato dei crediti incagliato anche dai problemi di capienza fiscale prodotti dalla moltiplicazione degli sconti nella corsa al Superbonus.

Loading...

Nelle ultime settimane, infatti, molti big del mercato come Poste italiane o la quasi totalità del sistema bancario avevano chiuso le porte ai crediti dopo gli acquisti massivi dei mesi precedenti. Con le regole attuali, il credito va ceduto integralmente o per singola annualità a un acquirente che dunque deve avere la possibilità di scontarlo dalle proprie tasse. La possibilità di spacchettare queste somme ovviamente alleggerisce in modo drastico le rate annuali, che quindi diventano più digeribili dagli istituti di credito.

Il calendario allungato

Il calendario allungato su un orizzonte decennale, poi, alleggerisce il carico annuale anche per i conti pubblici, offrendo un terreno decisamente più ampio anche per la gestione dei 38,7 miliardi di bonus aggiuntivi rispetto agli stanziamenti del bilancio dello Stato. La rateizzazione decennale, precisa il testo, sarà applicabile su richiesta del cessionario alle operazioni perfezionate entro il 10 novembre scorso.La mossa prova dunque a fluidificare il meccanismo dei crediti d'imposta già riconosciuti, ma non risolve l'altro corno del problema, legato all'esigenza di aprire un varco alle cessioni anche dei crediti futuri di un Superbonus che, pure in forma riveduta e corretta, escluderebbe gran parte dei contribuenti senza la possibilità di cedere lo sconto.

Il tavolo tecnico

Il compito di rimettere mano al tema è affidato al tavolo tecnico di confronto che il governo ha aperto nei giorni scorsi con i costruttori e il sistema bancario. «Bisogna capire se dalle banche arriverà una proposta opportuna», ha spiegato da Bali il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti interpellato sul punto. Ma, ha voluto ribadire il titolare dei conti italiani, «serve un alert sul fatto che la cessione dei crediti non è scontata e, fatto salvo il pregresso, lo Stato non può continuare a garantire il ritmo del credito d'imposta attuale». Perché un conto è la gestione ordinata degli sconti fiscali, altro è l'illusione, rivelatasi rovinosa per i conti pubblici, di creare dal nulla una moneta fiscale.Su questi presupposti, il governo punta a utilizzare uno strumento diverso per venire incontro ai contribuenti con i redditi medio bassi. Si tratta del fondo, che sarà quantificato solo nella versione finale del provvedimento alla Ragioneria generale dello Stato, chiamato a supportare con un contributo le spese delle persone fisiche titolari dei redditi (a quoziente famigliare) che danno diritto al nuovo Superbonus sugli immobili unifamiliari.

La legge di bilancio

Ma il cantiere infinito dei bonus edilizi ha anche un terzo versante. Se ne occuperà probabilmente la legge di bilancio attesa lunedì 21 novembre in Consiglio dei ministri, che dovrebbe ricostruire la strada che conduce all'unificazione dei bonus edilizi. Il viceministro alle Finanze Maurizio Leo, titolare della materia, indica nel 2024 la data di avvio della “percentuale unica” degli sconti oggi frastagliati in diversi gradi di generosità a seconda dell'intervento. Questo calendario, insieme agli evidenti problemi di gestione del carico sui conti pubblici, potrebbe portare il governo ad anticipare al 2024 l'atterraggio a quota 65% del decalage già scritto per il Superbonus, che con le regole attuali scenderebbe invece quell'anno al 70% per ridursi al 65% solo nel 2025.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti