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Bonus casa, dalle facciate ad arredi e giardini: le novità e che cosa fare adesso

Lo sconto riservato alle facciate annunciato per l’anno prossimo entra in concorrenza con quelli per il recupero e l’efficienza. Proroga per il bonus arredi, in bilico i giardini

di Cristiano Dell'Oste


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3' di lettura

Le novità e le proroghe dei bonus casa annunciate per il 2020 impongono di aggiornare fin da subito il tax planning familiare di tanti proprietari di immobili. Tenendo d’occhio il prossimo anno, ma senza perdere di vista scelte e mosse immediate.

Bonus facciate
Il Documento programmatico di bilancio (Dpb) prospetta un “bonus facciate” del 90% per le spese sostenute nel 2020. Riguarderà le case e i condomìni e sarà finalizzato a rendere «più belle» le città italiane, come anticipato dal ministro ai Beni culturali, Dario Franceschini. Tutto il resto è da definire:
quale sarà il massimale di spesa agevolata;
in quanti anni sarà recuperabile il bonus (tutti gli sconti prevedono dieci rate, tranne il sismabonus che ne ha cinque);
a quali lavori sarà collegato (l’annuncio del ministro non fa pensare a particolari requisiti di isolamento o prestazioni energetiche);
a quali immobili sarà destinato (pare escluso il non residenziale) e a quali soggetti (probabilmente solo Irpef e non Ires, diversamente da ciò che accade con l’ecobonus).

In attesa di conoscere i dettagli, chi sta per avviare i lavori potrebbe temporeggiare per capire se può avere la detrazione più ricca. Con ogni probabilità, infatti, il bonus facciate si troverà a competere con la detrazione standard sulle ristrutturazioni (bonus del 50% su una spesa fino a 96mila euro per unità immobiliare), con l’ecobonus sui cappotti termici (65% su una spesa fino a 92.308 euro per unità) e con l’ecobonus per interventi “qualificati” in condominio (70 o 75% su una spesa totale di 40mila euro moltiplicato per il numero di unità dell’edificio).

Non a caso, nei giorni scorsi Rete Irene e altre sigle del mondo ambientalista hanno denunciato il rischio che il bonus facciate possa indirizzare i proprietari verso i lavori meno efficienti sotto il profilo energetico.

Sconto ristrutturazioni ed ecobonus
Il Dpb annuncia la proroga della detrazione del 50% sulle ristrutturazioni “generiche”. Con il rinnovo al 31 dicembre 2020, questo sconto in versione extra-large si avvia verso l’ottava proroga. Quindi non ci sono ragioni particolari di urgenza, a parte la possibilità di detrarne la prima rata già nella dichiarazione dei redditi del 2020, se si paga quest’anno.

Lo stesso accade per l’ecobonus sulle singole unità immobiliari. Ora in scadenza a fine anno, con la manovra guadagnerà altri 12 mesi. Il Dpb non accenna a cambi dei massimali, né delle percentuali, variabili dal 50% al 65% a seconda del tipo di intervento. È chiaro che, se le finestre manterranno l’ecobonus al 50%, molti continueranno a sostituirle utilizzando il 50% sulle ristrutturazioni (così da poter fare l’invio “semplificato” all’Enea).

Di fatto, l’ecobonus sarà preferibile solo per i soggetti Ires (che non hanno il 50% “generico”) e per chi, facendo grandi lavori, ha già esaurito il plafond di spesa del 50 per cento.

Bonus giardini e bonus mobili
È prevista anche la conferma del bonus arredi abbinato alle ristrutturazioni, che agevola al 50% l’acquisto di mobili ed elettrodomestici ad alta efficienza energetica fino a una spesa massima di 10mila euro. Non viene invece citato nel Dpb il bonus giardini del 36% - su una spesa massima di 5mila euro per unità immobiliare - ora in scadenza a fine anno. Alcuni dei lavori che agevola possono avere anche il 50% edilizio (ad esempio la realizzazione di recinzioni). Ma per gli interventi “verdi” veri e propri - piantumazioni, potature straordinarie - è meglio sbrigarsi, salvo novità delle prossime settimane.

COSA CAMBIA

COSA CAMBIA

Detrazioni in condominio fino al 2021
Un altro aspetto da soppesare è l’orizzonte temporale. Nonostante le anticipazioni della vigilia, il Dpb non prolunga i bonus che attualmente sono già confermati fino al 31 dicembre 2021, cioè l’ecobonus su parti comuni condominiali (compreso quello potenziato al 70-75%) e il sismabonus (sia su singole unità che su parti comuni). Chi sta programmando i lavori in condominio e teme di non finirli entro il 2020 farà bene a orientarsi da subito su questi sconti.

C’è poi la possibilità di cessione del credito d’imposta: ora è disciplinata per eco e sismabonus, ma non si sa se ci sarà per il bonus facciate.

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