Vendite 2020 +20%

Bonus e pandemia fanno volare il mercato delle bici: ora sono introvabili

La produzione di nuove biciclette frenata dalla difficoltà di reperire la componentistica, che in buona parte arriva dall’Asia

di Biagio Simonetta

Boom di richieste per il "buono bici" e sito in tilt

3' di lettura

Ma quanto è difficile, oggi, trovare una bici? Se ne state cercando una, probabilmente ve ne sarete accorti. La maggior parte dei negozi ne sono sprovvisti, la lista degli ordini è lunga, e i più ottimisti parlano di consegne previste per la prossima primavera. E allora cerchiamo di capire cosa è successo al mondo delle due ruote. Perché la storia di questo 2020 merita di essere raccontata.

Vendite già in aumento

I dati di Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori di Confindustria) dicono che la passione e la voglia di andare in bici stanno crescendo da qualche anno. Già nel 2019, le vendite erano aumentate del 7% rispetto a un anno prima. «Probabilmente anche grazie al boom delle bici con pedalata assistita», ci racconta Gianluca Bernardi, fondatore (insieme al fratello Marco) di BRN Bike Parts, azienda romagnola di ricambi e componenti per biciclette. Ma nel 2020 è successo qualcosa di inimmaginabile. La pandemia, la necessità di stare lontani dai mezzi pubblici, la chiusura di palestre e piscine, il bonus bici: sono tutti fattori che hanno influenzato in modo considerevole il mercato delle bici. E il +20% di vendite rispetto al 2019 rischia di essere approssimato per difetto, dato che a un certo punto le bici sono finite.

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2 milioni di bici nel 2020

«Nel 2020 – racconta Bernardi – sono state vendute 2 milioni di biciclette. E sarebbero state anche di più se non fossero finite le scorte». Secondo l'imprenditore romagnolo, la dipendenza dai mercati asiatici ha influito: «Il problema è che non sono venute a mancare le bici, ma alcuni componenti. Perché le bici sono frutto di assemblaggio. Io sono convinto che una filiera maggiormente europea avrebbe potuto darci una mano. Anche in termini di rapidità: un trasporto su camion (e non sua nave, come nel caso di commercio con l'Asia) è molto più celere, e consente di soddisfare meglio la domanda. Ma stiamo lavorando anche in questo senso. La mia azienda già opera con fornitori europei. È chiaro, però, che stavolta il problema è globale, non solo italiano».

Bernardi, infatti, spiega come oggi sia difficile trovare bici un po' ovunque: da Parigi a Londra, fino agli Stati Uniti. «In tutto il mondo c'è stato un aumento della domanda del 20%, e l'industria non era pronta. Manca molta componentistica, e credo che questo impatterà anche nel 2021, dove è previsto un ulteriore aumento della domanda».

Non solo in Italia

La pandemia ha sparigliato il tavolo, insomma, e oggi trovare una bici da comprare è diventato meno facile del solito un po' in tutto il mondo. «Nonostante il lockdown della scorsa primavera, che ha bloccato l'attività per due mesi - ha detto il fondatore di BRN Bike Parts - l'azienda è riuscita a recuperare e anzi accrescere il fatturato nei primi 10 mesi dell'anno del 23%. Un risultato che ha permesso di effettuare anche 21 nuove assunzioni (circa il 15%) nel reparto logistica. Ma il risultato più bello è che in Italia tanta gente si sia avvicinata per la prima volta al mondo del ciclismo, anche grazie al bonus bici. E poi, una volta che si sale in sella è difficile scendere».

Tanti sono gli elementi che stanno concorrendo alla trasformazione della mobilità urbana nel nostro paese: la diffusione delle e-bike, la diffusione del bike sharing, il bonus bici, un maggiore utilizzo del mezzo privato, una aumentata consapevolezza rispetto ai temi ambientali. Adesso, la vera sfida è riequilibrare offerta e domanda.


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