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Bonus e premi anticipati, 7 aziende su 10 rivedono i budget per gli aumenti

Da un campione di oltre 700 aziende, intervistate da ODM Consulting, il processo di salary review è stato impattato dall’inflazione “abbastanza” per il 51,63% delle imprese, “molto” per il 17,65%, “poco” per il 24,18% e “per nulla” per il 6,54%

di Cristina Casadei

(Adobe Stock)

4' di lettura

Bonus discrezionali o concordati con il sindacato, una tantum o fringe benefit, sfruttando la normativa che li ha temporaneamente detassati fino all’importo di 3mila euro. E poi ancora piani di welfare ad hoc, spesso distribuendo voucher per l’acquisto di beni e servizi. Per contrastare l’effetto dell’inflazione e dell’aumento delle utenze di luce e gas, le aziende hanno fatto leva su molteplici misure, per arrivare a garantire lo stesso potere d’acquisto ai lavoratori. Non tutte, se è vero che come emerge dal campione di oltre 700 aziende, intervistato da ODM Consulting, il processo di salary review è stato impattato dall’attuale andamento dell’inflazione “abbastanza” per il 51,63% delle imprese, “molto” per il 17,65%, “poco” per il 24,18% e “per nulla” per il 6,54%.

L’inflazione a due cifre

Secondo le ultime stime preliminari dell’Istat, nel mese di novembre, l’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,5% rispetto al mese precedente, ma dell’11,8% su base annua (come nel mese precedente) e questo ha messo in difficoltà chi ha le buste paga più basse. La spinta del legislatore a sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori è arrivata attraverso la via della detassazione che sta incoraggiando il ricorso ai fringe benefit, così come la contrattazione sui premi di risultato: in quest’ultimo caso ben il 60% prevede misure riconducibili ai piani di welfare dove è possibile utilizzare gli importi per l’acquisto o il rimborso di beni in ambiti diversi, da istruzione a utenze e carburante.

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Contrattazione d’anticipo

Le storie di queste ultime settimane sono molteplici e in quasi tutti i settori (si vedano anche articoli su ilSole24Ore del 5 ottobre e del 20 novembre). C’è chi ha fatto leva sulla contrattazione, scegliendo la via dell’anticipo, come ha fatto per esempio UniCredit che pochi giorni fa ha siglato un accordo con i sindacati sul premio di risultato del 2022, anticipando una discussione che in tempi normali sarebbe avvenuta a metà del prossimo anno. Tra il premio anticipato e un contributo straordinario una tantum di 800 euro sul conto welfare, in modo da massimizzare il beneficio derivante dalle novità legislative introdotte dal Governo con il Decreto Aiuti Quater, i lavoratori chiuderanno l’anno con quasi 2.400 euro a disposizione in più. La via della contrattazione di anticipo è stata scelta anche dall’Eni che ha aumentato il premio del 30%, anticipando l’importo dell’aumento di 7 mesi, in novembre.

Fringe benefit e buoni acquisto

In Intesa Sanpaolo, se consideriamo il contributo in denaro di 500 euro corrisposto in settembre e quello di dicembre, di altri 500 euro in busta paga, le misure straordinarie arrivano a mille euro. Bper ha trovato con i sindacati un accordo con cui ha assegnato un riconoscimento di 500 euro agli oltre 15mila lavoratori di Bper Banca (inclusi i somministrati), di cui 250 euro ottenuti per la cosiddetta operazione Lanterna, ossia l’accordo di armonizzazione e incorporazione del personale ex Carige in Bper. Mediolanum ha scelto la via dei buoni acquisto, distribuendo a 2.850 persone in Italia 350 euro sotto forma di buoni Amazon, immediatamente spendibili, e di 150 euro in cedolino.

Welfare e caro bollette

Se la coda dell’anno non è mai il momento ideale per mettere in bilancio, alla voce costi, importi extra, tuttavia le iniziative di queste ultime settimane si stanno moltiplicando. Così, Prysmian ha deciso di dare un contributo fino a 800 euro netti a dipendente attraverso il piano welfare, mentre Italcementi distribuirà con la tredicesima, un bonus straordinario fino a mille euro per fare fronte al caro-bollette. Sanofi ha stanziato un bonus una tantum per i dipendenti per supportarli nel rincaro bollette e perdita del valore di acquisto di 800 euro per operai e impiegati e 400 euro per i quadri, su una platea complessiva di oltre 1.800 persone. Vodafone riconoscerà un bonus una tantum del valore di 250 euro in welfare come forme di sostengo ai redditi, da utilizzare per il pagamento di bollette di energia, buoni spesa e buoni carburante, mentre Tim, nell’accordo siglato nei mesi scorsi sul contratto di espansione, ha messo nello zainetto welfare dei 27mila lavoratori coinvolti 200 euro contro carobollette e carburante. Amadori quest’anno, nonostante il caro materie prime ed energia, chiuderà con risultati e ricavi in crescita e anche per questo ha deciso di distribuire oltre 2,6 milioni di euro agli 8.700 collaboratori, con qualifica di operai e impiegati, ai quali andranno 300 euro netti ciascuno. Sempre nell’alimentare Casillo Group ha stanziato un bonus di mille euro per supportare i propri dipendenti, un riconoscimento che integrerà i servizi di welfare già messi a disposizione dell’azienda e che sosterrà più di 400 famiglie dislocate su tutto il territorio italiano. Allo stesso modo il colorificio San Marco ha distribuito un ulteriore bonus di 650 euro, dopo aver corrisposto, quest’anno, buoni carburante per un valore di 200 euro a persona, ed erogato fino a 150 euro a persona per il rimborso delle bollette. Cifre che si sommano al premio di partecipazione ai risultati 2021 di oltre 1.400 euro a persona.

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