GUIDA RAPIDA/2

Bonus edilizi, le alternative: sconto in fattura e cessione del credito  

Operative le opportunità di monetizzare le detrazioni previste per gli interventi di risparmio energetico e antisismici. Ma con presupposti differenti

di Fabio Chiesa , Giampiero Gugliotta


4' di lettura

Dallo scorso 31 luglio, con la pubblicazione del provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate 660057/2019, è diventata operativa la possibilità di trasformare in sconto in fattura la detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica qualificata e di riduzione del rischio sismico (articoli 14 e 16 del Dl 63/2013). La misura si affianca a quella, già introdotta in precedenza, riguardante la possibilità di cedere, ai fornitori e ad altri soggetti di cui si dirà in seguito, il credito d’imposta corrispondente alla detrazione spettante, in linea di massima, per i medesimi interventi.

Sconto in fattura e cessione del credito hanno però presupposti e caratteristiche differenti su cui è bene fare chiarezza.

Sconto in fattura

La conversione in legge del decreto Crescita ha previsto la possibilità per chi beneficia della detrazione per gli interventi di risparmio energetico “qualificato” e per gli interventi del cosiddetto sismabonus di optare - in alternativa alla fruizione diretta e alla cessione del credito - per uno sconto, pari all’importo detraibile, anticipato in fattura dall’impresa che esegue i lavori. In particolare, si tratta degli interventi di efficienza energetica qualificata e degli interventi di adozione di misure antisismiche che danno diritto a usufruire delle detrazioni dal 50 all’85 per cento.

Di conseguenza, lo sconto in fattura è una misura che risulta attualmente non perseguibile per i soli interventi di risparmio energetico non qualificato - cioè gli interventi indicati nella lettera h, articolo 16-bis, del Tuir (come, ad esempio, l’installazione di impianti fotovoltaici) - per i quali però (ex articolo 10, comma 3-ter, Dl 34/2019) è stata prevista la possibilità di optare per la cessione del credito.

Cessione del credito

Quest’ultima misura appare più complessa e articolata, perché - originariamente introdotta nel 2016 per la riqualificazione energetica di parti comuni di edifici condominiali - ha visto negli anni numerosi ampliamenti delle condizioni oggettive e soggettive di applicazione. Allo stato attuale la cessione del credito è un’opzione possibile per tutti gli interventi, tranne quelli antisismici “semplici” (bonus del 50%) e quelli di riduzione del rischio sismico su singole unità (70 e 80%).

Nel caso in cui il soggetto che sostiene le spese sia considerato fiscalmente incapiente (contribuente che ha un’imposta annua dovuta inferiore alle detrazioni spettanti, siano esse da lavoro dipendente, pensione o lavoro autonomo), la cessione del credito può essere disposta a favore dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi, di altri soggetti privati (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti), nonché a favore di istituti di credito e intermediari finanziari.

Diversamente, cioè nel caso in cui il soggetto che ha sostenuto le spese non sia considerato fiscalmente incapiente, il credito può essere ceduto ai soli fornitori che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati.

È esclusa la possibilità di cedere il credito a banche e intermediari finanziari, inoltre la cessione ad altri soggetti privati, diversi dai fornitori, è consentita solo se per questi ultimi sussiste un collegamento con il rapporto che ha dato origine alla detrazione (ad esempio, cessione ad altri condòmini titolari delle detrazioni spettanti per i medesimi interventi condominiali).

La cessione del credito è esercitabile con le stesse modalità sia per gli interventi antisismici effettuati sulle parti comuni di edifici condominiali, con conseguente riduzione del rischio sismico, sia per l’acquisto di case antisismiche, realizzate a seguito di interventi di demolizione e ricostruzione, situate nei Comuni che si trovano in zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3. Nel caso dell’acquisto, però, l’ulteriore condizione è che si debba trattare di interventi di demolizione e ricostruzione eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che provvedano alla vendita entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori.

Non è invece possibile ricorrere alla cessione del credito - come detto - per tutti gli interventi di adozione di misure antisismiche, le cui procedure di autorizzazione sono state attivate a partire dal 1° gennaio 2017, realizzati su immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per attività produttive (cosiddetto sismabonus). Con l’entrata in vigore del Dl 34/2019 (articolo 10, comma 2), per questi interventi è stata però prevista la possibilità di optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, per lo sconto in fattura.

Ci sono poi gli interventi di risparmio energetico cosiddetto “non qualificato”, cioè quelli di risparmio energetico e utilizzo di fonti di energia rinnovabile che fruiscono delle detrazioni fiscali del 50% previste per le ristrutturazioni edilizie in base all’articolo 16-bis del Tuir. Ebbene, dal 30 giugno 2019 (entrata in vigore della legge di conversione del Dl 34/2019), i contribuenti beneficiari della detrazione per questi interventi possono scegliere di cedere il corrispondente credito in favore dei soli fornitori dei beni e servizi necessari alla loro realizzazione: quindi, rimane esclusa la cessione ad altri soggetti privati, nonché a favore di istituti di credito e intermediari finanziari.

Importi e autorizzazioni

È infine importante precisare che, nel caso dell’opzione “sconto in fattura”, il fornitore deve necessariamente scontare al contirbuente l’intero importo della detrazione. Una regola che non vale per la cessione del credito: la norma di legge, infatti, non impedisce al fornitore di acquistare il credito a un corrispettivo inferiore al valore nominale. Ad ogni modo, resta fermo che per entrambe le misure occorre che vi sia comunque l’accettazione da parte del cessionario del credito o dello sconto.

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