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Bonus edilizi, cessione frazionata dei crediti: ecco quando si può fare e quando no

Agenzia delle Entrate: l’operazione sarà ammessa in via interpretativa da una prossima circolare

di Giuseppe Latour

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3' di lettura

La cessione frazionata per anno sarà ammessa in via interpretativa. Dopo l’anticipo del trasferimento dei crediti da banca a correntisti qualificati, inserito giovedì 5 maggio nel decreto Aiuti, era questo il tassello mancante, richiesto dagli istituti per rimettere in movimento il mercato delle cessioni.

La conferma è arrivata direttamente dal direttore dell’agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini. Durante un convegno organizzato a Venezia, Ruffini si è pienamente allineato a quanto, pochi giorni prima, aveva spiegato il ministro dell’Economia, Daniele Franco, nel corso di una risposta a question time alla Camera.

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Il titolare del Mef aveva detto che «la normativa vigente già consente, dopo la prima comunicazione di esercizio dell’opzione, di cedere o di compensare le singole annualità di cui il credito si compone anche riferite al singolo beneficiario, purché la singola annualità non venga ulteriormente frazionata in un momento successivo».

Trasferimenti da banca a correntista

Facendo un passo indietro, la questione è rilevante perché tocca proprio le operazioni che il decreto Aiuti vuole agevolare: cioè, i trasferimenti di crediti da banca a correntista. Dal primo maggio, infatti, è scattato il divieto di cessione frazionata dei crediti che, se interpretato in maniera restrittiva, significherebbe consentire il passaggio dei bonus soltanto in blocco. Quindi, chi acquista dovrebbe comprare tutte le rate di un credito: nel caso di un superbonus, quattro o cinque tranche annuali, da compensare ogni 12 mesi. Un impegno pluriennale che in pochi vorranno accollarsi.

Per superare questa limitazione, l’agenzia delle Entrate farà ricorso a un’interpretazione che semplificherà parecchio la vita al mercato, secondo quanto ha spiegato Ruffini. In sostanza, sarà ammessa la cessione frazionata di un singolo anno. Il divieto, allora, scatterà soltanto per il frazionamento di importi minori all’interno dell’annualità. In pratica, si potrà cedere una rata annuale da 10mila euro, ma non si potranno scorporare mille euro da quella annualità.

Il motivo è che, con la cessione di un’intera annualità, i codici identificativi (introdotti anch’essi dal primo maggio) consentono comunque il tracciamento dei crediti, per evitare le frodi. Spacchettare importi inferiori, invece, polverizzerebbe troppo il mercato delle cessioni, rendendo impossibile il tracciamento.

In arrivo la circolare delle Entrate

L’interpretazione sarà inserita in una circolare, alla quale le Entrate stanno lavorando da tempo e che sarà oggetto nei prossimi giorni di ultimi ritocchi, alla luce delle modifiche registrate di recente con il meccanismo della quarta cessione. La sostanza, comunque, è che non servirà una norma, come ipotizzato alla vigilia del decreto Aiuti.

«Lo chiedevano le banche e lo auspicavamo anche noi – spiega Giovanni Salmistrari, presidente di Ance Venezia –. Molte imprese hanno eseguito i lavori, hanno nel proprio cassetto fiscale crediti che oggi non hanno la possibilità di monetizzare». Questo – prosegue Salmistrari – «sta creando una forte tensione finanziaria, con aziende che possono arrivare anche al fallimento. Spero solo che, dopo questa circolare, poi le banche riaprano gli acquisti rapidamente».

Aggiornamento della piattaforma web

Intanto, la piattaforma delle Entrate per la cessione dei crediti, dopo una fase di manutenzione, è stata oggetto dell’ennesimo aggiornamento, legato alle numerose modifiche normative di questi mesi.

Adesso, i crediti saranno divisi, all’interno dei cassetti fiscali, in cinque categorie: cedibili a chiunque e poi due volte a soggetti qualificati, cedibili due volte a soggetti qualificati, cedibili una volta a soggetti qualificati, cedibili una volta a chiunque, cedibili più volte a chiunque. A seconda del numero di passaggi ancora disponibili, sarà possibile misurare in maniera immediata il livello di pregio del credito.

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