Sequestri

Bonus edilizi, la Gdf di Rimini recupera il 97% di una maxi frode da 440 milioni

Bloccati i crediti d’imposta. Sequestrati finora 40 milioni riciclati in orologi di lusso, oro e platino. Investimenti in cryptovalute

di Ivan Cimmarusti

Edilizia e bonus fiscali: ecco i numeri delle frodi

2' di lettura

La girandola di cessioni di crediti d’imposta fittizi, resa possibile dalle maglie troppo larghe della prima normativa del Governo Conte 2 su bonus edilizi, ora porta gli inquirenti sulla pista del riciclaggio. In una cassetta di sicurezza di una banca austriaca sono stati trovati orologi di lusso, oro e platino, mentre nel circuito finanziario sono stati tracciati investimenti in cryptovalute. In tutto sono stati sequestrati beni per 40 milioni di euro.

Frode da 440 milioni

L’inchiesta è quella della Procura di Rimini, che già a gennaio scorso ha portato gli investigatori del Nucleo di polizia economica-finanziaria, al comando del tenente colonnello Roberto Russo, a notificare 35 misure cautelari (70 indagati), con accuse che vanno dal reato associativo alla truffa aggravata, al reimpiego di denaro e all’autoriciclaggio.

Loading...

In quell’occasione si è scoperto che la “cricca” era riuscita ad accumulare 440 milioni di euro di crediti d’imposta fasulli, in quanto basati su lavori edili mai effettivamente realizzati.

Nel corso delle perquisizioni tra Emilia Romagna, Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino e Veneto sono stati sequestrati 175 computer con oltre 20 terabytes di informazioni informatiche preziose sulla frode.

Recuperato il 97% della frode

Il risultato investigativo ha consentito di recuperare circa il 97% dell’ammontare della frode, tra immobili, società, veicoli e disponibilità finanziarie e crediti che sono stati bloccati prima che venissero ceduti. Il totale dei crediti sequestrati di cui è stata impedita la vendita ammonta a circa 305 milioni di euro, mentre si cercano altri 135 milioni. Le indagini, inoltre, hanno permesso di ricostruire come gli indagati avessero impiegato i soldi attraverso canali internazionali.

Riciclaggio

Sono stati individuate movimentazioni verso l’estero – come la cassetta di sicurezza in Austria – e acquisti di monete virtuali. L’accertamento all’estero è stato svolto attraverso l’intervento di Eurojust (l’agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale), attraverso cui sono stati svolti i controlli bancari esteri in Austria. L’indagine però non è concluso: si cerca un fiume di denaro reinvestito anche tra Malta, Cipro e Madeira.


Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti