ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùNuovo decreto al rush finale

Bonus edilizi: ecco come potrebbero cambiare i prezzari

Sotto esame, per una possibile correzione dell’ultimo minuto, c’è soprattutto il tema dell’onnicomprensività dei massimali

di Giuseppe Latour

Edilizia e bonus fiscali: ecco i numeri delle frodi

3' di lettura

Avanza il lavoro sul decreto del ministero della Transizione ecologica che dovrà definire i massimali per gli interventi legati ai bonus edilizi. Dopo le proteste delle imprese dei giorni scorsi, in seguito alle anticipazioni sui contenuti dei testi circolati in queste ore, l’obiettivo è chiudere il provvedimento entro lunedì 14 febbraio, come fanno sapere fonti del Mite. Anche se non si possono escludere altri rinvii. Sotto esame, per una possibile correzione dell’ultimo minuto, c’è soprattutto il tema dell’onnicomprensività dei massimali. Le tabelle sulle quali sta lavorando il ministero, infatti, continuano a indicare prezzi «comprensivi dei costi di fornitura, installazione, messa in opera dei prodotti e beni, inclusa, ove applicabile, la loro dismissione, nonché dell’Iva, delle prestazioni professionali e di qualunque altra opera complementare necessaria alla messa in opera degli stessi».

La questione dell’onnicomprensività dei massimali

È una definizione, in qualche modo, drammatica per imprese, professionisti e committenti, perché porterà a comprimere le spese che è possibile portare in detrazione. Per evitare un terremoto sul mercato, allora, sono arrivate decine di sollecitazioni al ministero. Anche perché in molti hanno fatto notare che il perimetro delle lavorazioni che ricadono in questa “onnicomprensività” non è così certo: ci sono dubbi, ad esempio, sulle finiture degli interventi, non esplicitamente citate dal provvedimento. Sotto analisi, poi, ci sono le singole voci inserite nelle tabelle del decreto che sono frutto di un incrocio di dati: per ottenere i massimali, si è partiti dai valori dell’allegato I del Mise (datato agosto 2020), per poi incrociarli con i numeri forniti dall’Enea sull’ecobonus 2021 (65% o 50%) e sul superbonus 2021.

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Fatto questo incrocio, si è arrivati ai massimali delle tabelle che, secondo la relazione del ministero della Transizione ecologica, «appaiono correlabili all’aumento dei prezzi delle materie prime e all’eterogeneità, in termini di complessità realizzativa, delle lavorazioni possibili». In qualche caso, però, anche i tetti indicati nelle tabelle sono finiti nel mirino delle imprese, perché considerati troppo bassi e poco rispettosi degli incrementi che il mercato ha vissuto negli ultimi mesi.

Rischio blocco del superbonus

Insomma, il timore di un effetto blocco sul superbonus è fortissimo: trenta giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, infatti, il provvedimento diventerà il riferimento principale per le asseverazioni di congruità dei costi dei lavori di efficientamento energetico. E, con i valori fissati nelle bozze del provvedimento, la stima è che si arrivi a coprire mediamente il 70% dei reali valori di mercato. Lasciando, di fatto, una quota importante delle spese a carico dei committenti.

Dopo le parole del premier Mario Draghi e del ministro dell’Economia, Daniele Franco, proseguono le polemiche sul superbonus e sulle frodi legate alle operazioni di cessione dei crediti, soprattutto dal Movimento 5 Stelle. «Non possiamo accettare speculazioni, strumentalizzazioni e scorrette attribuzioni di responsabilità. Legare i 2,3 miliardi di euro di crediti fiscali sequestrati per frode al solo superbonus 110% è semplicemente una mistificazione», ha detto Mario Turco, vicepresidente del M5S. «La maggior parte delle presunte frodi non è per il superbonus ma per il bonus facciate», ha spiegato il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa. Allo stesso tempo, prende forma il correttivo sulla cessione dei crediti, da inserire in un emendamento al decreto Milleproroghe. I trasferimenti dovrebbero tornare multipli, ma saranno perimetrati e in ambiente controllato, per ridurre proprio il rischio di frodi.

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