GUIDA RAPIDA/1

Bonus edilizi: risparmi immediati per i lavori in casa

Sul mercato le prime offerte di sconti e cessioni. Gli strumenti saranno perfezionati con la legge di Bilancio 2020

di Giuseppe Latour


2' di lettura

Sconto in fattura e cessione dei crediti alla prova del mercato e della legge di Bilancio 2020. Con la pubblicazione, la scorsa estate, del provvedimento dell’agenzia delle Entrate che ha dato attuazione al contestatissimo articolo 10 del decreto crescita (Dl 34/2019), è diventata reale la possibilità per i consumatori di ottenere uno sconto in fattura immediato, da parte del fornitore, di importo pari all’ammontare della detrazione per interventi come la sostituzione di infissi e caldaie, la messa in sicurezza dell’edificio o la riqualificazione dell’involucro.

Si tratta di una misura che si accompagna a quella, introdotta in precedenza, che dà la possibilità di cedere il credito di imposta corrispondente alla detrazione. L’obiettivo dei due strumenti è comune: monetizzare nell’immediato il vantaggio fiscale, per rendere ancora più appetibile l’investimento di ristrutturazione per i privati. Almeno una parte di questo sistema, però, rischia di cambiare a pochi mesi dalla sua attivazione.

Con il passare delle settimane si sono, infatti, moltiplicate le richieste, provenienti soprattutto da associazioni di Pmi, che puntano ad ottenere la cancellazione del meccanismo dello sconto in fattura. L’ultima iniziativa, firmata in questi giorni da imprese aderenti alla Cna, consiste addirittura in un ricorso al Tar, per chiedere l’annullamento del provvedimento delle Entrate. Il motivo (si veda anche il pezzo in pagina 4) è che la richiesta di sconti in fattura, replicata su larga scala, potrebbe minare i conti delle imprese meno strutturate.

La cancellazione totale dello strumento, salvo clamorose sorprese, sembra però una strada difficile da percorrere. Il motivo è che, nonostante i dubbi degli operatori, sono diversi i soggetti che stanno iniziando a strutturare un’offerta commerciale basata sullo sconto: proprio in questi giorni si vedono i primi spot televisivi sul tema. Senza dimenticare l’interesse che la novità ha iniziato a suscitare tra i clienti.

Le ipotesi di modifica

Più probabile, invece, che si vada nella direzione di cambiamenti e correzioni del meccanismo che, almeno in via indiretta, potrebbero riguardare i cittadini. Il ragionamento della legge di Bilancio, che sta prendendo forma in questi giorni, partirà dalle proposte di legge presentate nelle scorse settimane in Parlamento, firmate anche dal M5s e dal Pd, principali azionisti del nuovo Governo.

La prima ipotesi di lavoro riguarda la possibilità, per l’impresa, di portare in compensazione il credito di imposta in tempi ancora più rapidi rispetto a quelli attuali. In questo modo sarebbe molto velocizzata la gestione degli sconti fiscali. La seconda ipotesi è, però, quella di impatto maggiore: in base alla modifica abbozzata nel Ddl del M5s, se il fornitore non ha capienza fiscale per compensare il credito, potrà infatti chiedere il rimborso diretto della quota annuale di cui non riesce a godere. E potrà ottenerlo nel giro di appena tre mesi.

Se la manovra dovesse rendere più facile alle imprese l’utilizzo dello sconto in fattura, la cessione del credito avrebbe in automatico un raggio d’azione ridotto. Lo sconto, in teoria, è più vantaggioso della cessione, perché per legge deve essere per forza pari all’ammontare della detrazione.

Non bisogna, poi, sottovalutare il possibile impatto sui cittadini di queste misure. Un intervento di semplificazione per le imprese potrebbe rendere il nuovo strumento, finora confinato in un recinto piuttosto angusto, utilizzabile su larga scala.

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