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Bonus facciate, chi è in area P1 non ha diritto

Tutte le risposte ai propri dubbi si trovano nel Piano di governo del territorio del proprio Comune

di Enrico Bronzo


Manovra: per le case arriva il «bonus facciate», detrazione del 90%

3' di lettura

Quali sono le case escluse dal bonus facciate previsto dalla legge di Bilancio 2020 che consente il recupero del 90% della spesa? Come faccio a sapere se la mia abitazione singola, o il mio condominio, rientra nella zona A o in quella B del proprio Comune dove si ha diritto al bonus, precluso alle zone da C a F.

Ecco a chi spetta il bonus facciate
Hanno diritto al bonus le zone A e B del decreto ministeriale 1444/68.

La Zona A riguarda il centro storico di un Comune che contiene agglomerati urbani con caratteristiche:
1) carattere storico;
2) artistico;
3) o di particolare pregio ambientale.

Sono incluse le «porzioni di essi, comprese le aree circostanti».

L’errore
Per capire se si ha diritto o meno non bisogna fare riferimento alle categorie catastali - per esempio A/1 (abitazioni di tipo signorile) a A/11 (abitazioni e alloggi tipici dei luoghi) passando per A/9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici) - ma al concetto di zona.

Le aree di incertezze
Se quindi nei «centri storici» la difficoltà è solo per chi, abitando «fuori le mura», vuole capire se la propria casa è situata in un’area circostante, per gli altri che vogliono tinteggiare la facciata con lo sconto c’è da capire se il proprio edificio sorge nell’altra zona ammessa, la B, definita come «area totalmente o parzialmente edificate».

Le definizione di Zona B
La Zona B (zona di completamento) comprende le parti di territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone di tipo A. Le zone parzialmente coperte sono quelle che hanno un indice di superficie coperta non inferiore al 12,5% cioè come 1/8.

Un esempio chiarificatore
Vediamo quindi come può un cittadino sapere se la propria casa sorge in una zona A o B.

Scelgo un Comune a caso: Cremeno in provincia di Lecco.

Ecco cosa cercare in successione:
1) il sito del Comune;
2) il portale del Piano di governo del territorio;
3) la delibera sul Pgt: clicco di seguito su:
a) PGT-Cremeno_Approvato_DeliberaCC34_181010;
b) Piano di governo del territorio_PGT;
c) Piano delle Regole;
4) infine apro il pdf PR03a_Classificazione del territorio comunale_Cremeno_2000.pdf oppure su PR03b_Classificazione del territorio comunale_Maggio_2000.pdf, la principale frazione di Cremeno, e aiutandomi con la legenda vedo la posizione di ogni casa sulla mappa.

In particolare vedo:
- la parte corrispondente alla zona A, l’ambito storico, in rosso;
- la parte corrispondente alla zona B, corrispondente agli ambiti residenziali, in azzurro per il residenziale consolidato o di interesse paesistico (azzurro tratteggiato). Ma attenzione quello che fa fede non è il segno del perimetro ma è la tratteggiatura dell’area.

Le esclusioni
La legge di Bilancio 2020 esclude dall’agevolazione i proprietari di immobili situati nelle Zona C, le «aree di espansione urbanistica», anch’esse facilmente individuabili nel Prg nelle aree quadrettate rosse definite il legenda «Ambiti di trasformazione». Questo in generale.

I Tuc
Va detto che i Piani delle regole (Pdr) più recenti, come quello introdotto ad esempio nella regione Lombardia, utilizzano il concetto di Tessuto urbano consolidato (Tuc) del territorio che ha sostituito il lessico originario della zonizzazione.

In questo caso si parla di aree P1, considerate non completate e quindi escluse dal bonus facciate.

E di aree P2 coincidenti con le zone che in altre regioni danno diritto al bonus.

Il problema
Spesso le aree P1 sono state ultimate da tempo, anche da decenni, e le volumetrie sono edificabili solo sulla carta: magari perché sulla superficie è stata realizzata un’area bimbi.

O perché magari in fondo al lotto c’è un’area edificabile chissà di chi che fa classificare tutta l’area, di fatto ingiustamente, come P1. E al di là della strada principale, su cui si affaccia l’immobile, c’è un’area interamente P2 solo perché non ha volumi edificabili o semplicemente per scelta politica.

Insomma tra P1 e P2 di fatto può non esserci alcuna differenza ma un tipo consente l’accesso al bonus e l’altra no. Anche se l’edificio situato nella prima tipologia è sulla strada principale, e con un facciata nuova darebbe lustro al paese, mentre la casa nella seconda tipologia è situata sotto un monte e non la vede nessuno.

Quindi
Nelle migliori delle ipotesi per un nuovo Pgt occorre almeno un anno e e mezzo e quindi l’unica speranza per eseguire i lavori con il bonus facciata nel 2020 è che le Entrate si rendano conto dell’errore e con l’inevitabile prossima circolare consentano anche ai proprietari delle aree P1 di rifare la facciata, magari con l’impegno che i lavori riguardino solo il costruito.

Per approfondire:
Lavori in casa, tutti i bonus disponibili dal 1° gennaio 2020

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