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Bonus facciate e altre detrazioni casa: in cantiere si moltiplicano gli sconti

Tutti gli interventi agevolabili, dalla pulitura delle pareti esterne ai balconi, e quelli che, invece, non danno diritto alle detrazioni

di D. Aquaro e C. Dell'Oste

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Tutti gli interventi agevolabili, dalla pulitura delle pareti esterne ai balconi, e quelli che, invece, non danno diritto alle detrazioni


2' di lettura

Il caso più semplice è quello della pulitura con tinteggiatura delle pareti esterne. Qui la detrazione è al 90%, e ogni 100 euro spesi quest’anno se ne scontano dall’Irpef (o dall’Ires) 9 all’anno dal 2021 al 2030. Il bonus facciate, però, ha requisiti ben precisi e chi non vi rientra può ritrovarsi – secondo i casi – a zero o con un’altra detrazione.

Ad esempio, se la facciata ritinteggiata racchiude un cortile interno e non è visibile dalla strada, non si ha diritto al maxisconto, ma solo all’eventuale 50% sulle ristrutturazioni edilizie (che premia le manutenzioni ordinarie, come la pulitura e tinteggiatura, solo su parti comuni condominiali). Lo stesso succede se l’edificio non si trova in zona urbanistica A e B, magari perché è in aperta campagna: non si ha diritto al bonus facciate, ma potrebbero esserci altri sconti.

La moltiplicazione dei bonus è un problema che si pone per quasi tutti i lavori più pesanti rispetto alla semplice tinteggiatura, anche quando l’edificio si trova in zona A o B e la parete è comunque “esterna”, come richiede la legge di Bilancio 2020 (articolo 1, commi 219-224).

PER APPROFONDIRE / Casa, la mappa completa delle detrazioni 2020

Quando si rifà l’intonaco della facciata, la legge impone di installare anche un cappotto termico – con i requisiti tipici dell’ecobonus al 65% – se i lavori riguardano più del 10% della superficie disperdente lorda dell’edificio (contando anche tetti e basamento). Se però sulla facciata ci sono piastrelle o «altri materiali» che imporrebbero di stravolgere l’aspetto dell’immobile per coibentarlo, le Entrate permettono di non conteggiare queste superfici nel 10% (circolare 2/E del 2020). Il che può consentire di evitare il cappotto termico.

Inoltre, diversamente dall’ecobonus, il bonus facciate non può sfruttare né la cessione del credito ai fornitori, né lo sconto in fattura. Alcuni condomini, allora, potrebbero preferire l’ecobonus al 65% (a certe condizioni elevabile al 70 o al 75%) con cessione del credito. Altri potrebbero puntare sul 50%, che non è cedibile, ma non impone requisiti minimi di isolamento.

Spesso i lavori sulla facciata sono anche l’occasione per eseguire riparazioni non agevolate dalla detrazione al 90 per cento. Ad esempio, finestre, portoni, recinzioni, tetti e lastrici solari sono tutti esclusi dal bonus facciate, ma possono avere una o più detrazioni differenti (dal 36% del bonus verde in su). L’agevolazione del 90% si applica, invece, a balconi, parapetti, grondaie, pluviali, cornicioni, ornamenti, fregi e componenti impiantistiche (come i cavi di antenne e condizionatori).

In caso di lavori che beneficiano di più sconti conviene fatturare e pagare separatamente le diverse opere. Il mezzo da usare è il bonifico parlante (per recupero edilizio o risparmio energetico); solo il bonus verde ammette bonifici ordinari, carte e assegni.

Per approfondire:

Ristrutturazioni, risparmio energetico, mobili e giardini: Guida ai bonus
Torna il bonus mobili nel 2020, ecco chi può beneficiarne
Bonus facciate, il catalogo ufficiale dei lavori con detrazione al 90%

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