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Bonus facciate a rischio nel 2022, come sfruttare lo sconto entro fine anno

L'agevolazione non sarà più prorogata. Ma per i cantieri in corso o in partenza c’è ancora qualche chance di ottenere il 90% su tutti i lavori

di Dario Aquaro e Cristiano Dell'Oste

Bonus edilizi: ecco come cambiano gli incentivi nel 2022

3' di lettura

Le ultime indicazioni del Governo fanno pensare che il bonus facciate in scadenza a fine anno non avrà una proroga. Il discorso non è chiuso, perché bisogna attendere l’ufficialità con la legge di Bilancio 2022. Ma molti cantieri per rifare il look esterno degli edifici (condominiali e no) sono già partiti e non ancora conclusi, e altri sono in procinto di aprirsi in questi giorni. Cosa succederà adesso? Come comportarsi per sfruttare al massimo - possibilmente in toto - la maxi-agevolazione del 90 per cento?

Le spese pagate entro il 31 dicembre

Cominciamo a dire che per le spese sostenute nel 2021 la detrazione del 90% è sicura. Per le persone fisiche, i professionisti e gli enti non commerciali vale il principio di cassa: quindi conta la data in cui si esegue il bonifico (non quella di addebito). Per le imprese, invece, vale il criterio di competenza: quindi la data di «ultimazione della prestazione» per i servizi, cioè i lavori eseguiti e accettati dal committente, a prescindere dal flusso dei pagamenti.

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Per ritoccare le facciate dell’immobile e ottenere l’agevolazione fiscale, non è necessario che i lavori finiscano quest’anno. Eventuali spese pagate nel 2022 beneficeranno del bonus che sarà in vigore in quel periodo: perciò, secondo le intenzioni del Governo contenute nel Documento programmatico di bilancio e da confermare in legge di Bilancio, dovrebbe esserci la detrazione del 50% sulle ristrutturazioni edilizie (ma attenzione: il 50% è solo detrazione Irpef, mentre il bonus facciate è anche Ires).
Oppure, se le opere di rifacimento della facciata prevedono anche il contestuale intervento di coibentazione (il cosiddetto cappotto termico), si potrebbe ancora beneficiare dell’ecobonus del 65% (detrazione sia Irpef che Ires).

Naturalmente, se dovesse invece arrivare la proroga “secca” del bonus facciate, ci sarebbe il 90% anche nel 2022. Ma sempre sulle facciate esterne dell’edificio visibili dalla strada: perché quelle interne anche oggi possono avere solo le agevolazioni del 50 o 65 per cento.

La cessione del bonus

Lo stesso ragionamento vale per chi vuole utilizzare l’agevolazione tramite la cessione del credito, ad esempio a una banca. Perché il bonus del 90% matura - e può essere ceduto - in relazione agli importi pagati entro il 31 dicembre. Ad esempio, se su una spesa preventivata di 1.000 viene versato 500 entro fine 2021, si potrà cedere il bonus per un valore nominale di 450 (il 90% di 500, per l’appunto). Mentre per i 500 versati nel 2022 resta valido quanto detto sopra: saranno agevolati e cedibili secondo le detrazioni in vigore l’anno prossimo. Ricordiamo anche che - diversamente dal superbonus - la possibilità di cedere il bonus facciate non è condizionata al raggiungimento di uno stato avanzamento lavori (Sal) di almeno il 30 per cento.

Un aspetto da non sottovalutare riguarda però l'eventuale finanziamento ponte. Chi anticipa di tasca propria il costo dei lavori può limitarsi a cercare un acquirente del credito che sarà maturato al 31 dicembre. Chi invece si fa finanziare, e vuole rimborsare il prestito cedendo il credito d'imposta alla banca, deve sapere con ragionevole precisione ciò che pagherà quest'anno.

Lo sconto in fattura

La possibilità più interessante riguarda lo sconto in fattura. In questo caso, chi paga alla ditta solo il 10% nel 2021 ottiene il bonus del 90% indipendentemente dallo stato avanzamento lavori raggiunto quest’anno e anche se i lavori saranno completati in seguito. È il chiarimento reso dall’agenzia delle Entrate, Direzione regionale della Liguria n. 903 -521/2021, e ribadito anche nel corso del question time in Parlamento del 20 ottobre.

Per i lavori in condominio, il pagamento che determina l’accesso all’agevolazione è sempre quello effettuato dall’amministratore di condominio all’impresa, non il versamento delle singole quote da parte dei condòmini.

In teoria, c’è sempre la possibilità di pagare l’impresa in anticipo, così da aumentare la parte di costo pagata nel 2021 e agevolata con il 90 per cento. Ma ovviamente questa scelta va ben ponderata, in base agli importi e al rapporto con l’azienda: di fatto, il committente che ha già pagato perde molto del proprio potere contrattuale in caso di ritardi o lavori eseguiti in modo imperfetto. Un rimedio parziale - in tal caso - può essere quello di inserire nel contratto, o in una scrittura a latere, clausole penali o obblighi di restituzione di quanto versato.

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