Superbonus 110%

Bonus fiscali, Poste stralcia i crediti del 2021

La società ha dovuto adeguarsi alle norme che progressivamente hanno aumentato la stretta sui controlli e reso più compresse le procedure

di Laura Serafini

3' di lettura

Poste Italiane ha riavviato lunedì scorso la piattaforma per accedere alla cessione dei crediti fiscali legati ai bonus edilizi. Ma una volta rimessa in moto la macchina i clienti che erano rimasti in attesa hanno scoperto che la strada per accedere all’agevolazione è decisamente più in salita. La società guidata da Matteo Del Fante ha dovuto adeguarsi alle norme che progressivamente hanno aumentato la stretta sui controlli e reso più compresse le procedure.

Come funziona

Il risultato, che lunedì ha colto in contropiede buona parte dei pretendenti alla cessione del credito fiscale, è che chi vuole vendere il credito fiscale maturato con lavori eseguiti nel 2021 dovrà mettere in conto che la quota relativa al primo anno dovrà recuperarla tramite la propria dichiarazione dei redditi, da compilare nei prossimi mesi. Se questo credito fiscale viene acquistato da Poste, la società procederà a conteggiare e a pagare solo le quattro annualità successive (nel caso del superbonus). È un bell’aggravio in termini di adempimenti e di calcoli per chi sceglie questa strada. Ma l’annuncio pubblicato da lunedì scorso sul sito parla chiaro: Poste procederà ad evadere solo «le richieste di cessione presentate dai beneficiari originari del credito d'imposta (c.d. prime cessioni) e relativamente alle quote annuali fruibili a partire dal 2023 in relazione a crediti maturati a fronte di spese sostenute nel 2022 o a rate residue di spese sostenute negli anni precedenti». Il tetto massimo per il quale si può richiedere l’acquisto resta confermato a 150mila euro.

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Il perché della scelta

La decisione della società di stralciare dall’acquisto la quota per i lavori eseguiti nel 2021, che nei fatti raccoglie la gran parte delle persone rimaste in sospeso dopo la chiusura della piattaforma a metà febbraio, risiede nelle numerose modifiche alle norme - a partire dal decreto antifrodi fino all’ultimo decreto che ha riammesso le cessioni multiple per banche assicurazioni - che hanno costretto Poste a ripensare la procedura semplificata che aveva adottato in origine. A incidere anche il fatto che ci si avvicina alla scadenza della dichiarazione dei redditi relativa al 2021 anche per il gruppo dei recapiti e questo rende complicato ricalcolare la capienza fiscale alla luce delle nuove regole.

Validità delle domande

Va precisato, in ogni caso, che per coloro che avevano caricato la domanda sulla piattaforma prima della sospensione di febbraio restano valide le procedure previste in precedenze (le richieste dovrebbero essere evase entro marzo). Per le domande nuove, invece, i tempi per avere l’ok all’acquisto potrebbero arrivare a 75 giorni. La società ha annunciato anche che rispetto al passato verrà richiesta documentazione aggiuntiva: la copia dei bonifici di pagamento da cui risulti la causale del versamento, la copia di un documento attestante il diritto di proprietà o di godimento sull'immobile sul quale sono stati effettuati i lavori cui fa riferimento il credito d'imposta. La copia di documentazione che dimostri la capacità reddituale o patrimoniale del proponente la cessione del credito d'imposta con riferimento al costo dei lavori eseguiti. Va ricordato, inoltre, che gli acquisti saranno fatti solo sulle prime cessioni; dunque sono escluse le cessioni fatte da imprese che hanno applicato lo sconto in fattura.

Poste ha deciso di ripartire il prima possibile, nonostante che questo abbia comportato la necessità di mettere una serie di limiti. Cassa depositi e prestiti, che a sua volta aveva sospeso gli acquisti da fine dicembre, invece non ha riattivato la sua piattaforma: la società sta lavorando per adeguarsi alle nuove procedure, ma non c’è ancora visibilità sui tempi.

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