ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùla crisi del turismo

Coronavirus, bonus centri storici: ecco le istruzioni per ottenere fino a 150mila euro a fondo perduto

Istanze all’Agenzia delle entrate fino al 14 gennaio 2021 per ottenerlo. Non è cumulabile con il bonus ristoratori per chi sostiene la filiera del Made in Italy

di Nicoletta Cottone

Bonus centri storici a fondo perduto: ecco come ottenerlo

Istanze all’Agenzia delle entrate fino al 14 gennaio 2021 per ottenerlo. Non è cumulabile con il bonus ristoratori per chi sostiene la filiera del Made in Italy


5' di lettura

È partito il bonus centri storici, un contributo a fondo perduto previsto dal “decreto Agosto”, che assegna agli esercenti attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico una somma di denaro corrisposta dall’agenzia delle Entrate a seguito della presentazione di un’apposita domanda da presentare alla stessa Agenzia entro il 14 gennaio 2021. Si tratta di un contributo concesso ai commercianti delle 29 città d’arte italiane più colpite dall’emergenza coronavirus sul fronte del calo del turismo. Il bonus centri storici non può essere cumulato dai ristoratori con l'altro bonus previsto dal decreto Agosto, il contributo a fondo perduto per chi sostiene la filiera del Made in Italy al 100 per cento.

Cosa è il bonus centri storici?

Il bonus centri storici è un contributo a fondo perduto previsto dal decreto Agosto (articolo 59 del Dl 104/2020) per le attività commerciali dei centri storici di città ad alta vocazione turistica colpite dal calo dei turisti per l’emergenza creata dal nuovo coronavirus e dalle nuove regole sul distanziamento. Spetta alle attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico dei centri storici dei comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana che, secondo le ultime rilevazioni effettuate dall'Istat hanno registrato, prima dell'emergenza sanitaria, presenze di turisti stranieri in numero almeno tre volte superiore a quello dei residenti per quanto riguarda i capoluoghi di provincia e le città metropolitane, e per i comuni capoluogo di città metropolitana in numero pari o superiore a quello dei residenti.

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Quando si può presentare la domanda?

La domanda per la richiesta del bonus centri storici va presentata dal 18 novembre 2020 al 14 gennaio 2021.

Dove trovo il modello per presentare la richiesta di bonus?

Il modello è sul sito dell’Agenzia delle entrate.

Quali sono i requisiti necessari per accedere al contributo?

É necessario avere la partita Iva attiva alla data del 30 giugno 2020 e non cessata alla data di presentazione dell'istanza, svolgere un’attività di vendita di beni o servizi al pubblico nelle zone A o equipollenti dei capoluoghi di provincia che hanno registrato presenza di turisti stranieri in misura tre volte superiore ai residenti o città metropolitane che hanno registrato presenza di turisti stranieri in misura almeno pari ai residenti.

Quali sono i comuni interessati?

I comuni interessati dal bonus centri storici sono 29: Venezia, Verbania, Firenze, Rimini, Siena, Pisa, Roma, Como, Verona, Milano, Urbino, Bologna, La Spezia, Ravenna, Bolzano, Bergamo, Lucca, Matera, Padova, Agrigento, Siracusa, Ragusa, Napoli, Cagliari, Catania, Genova, Palermo, Torino, Bari.

Come si calcola il contributo?

Il contributo viene calcolato applicando una diversa percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito al mese di giugno 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito al mese di giugno 2019:
- 15%, se i ricavi e i compensi nell'anno 2019 sono inferiori a 400mila euro;
- 10%, se i ricavi e i compensi nell’anno 2019 superano la soglia precedente ma non l'importo di un milione di euro;
- 5%, se i ricavi e i compensi nell'anno 2019 superano un milione di euro.


Come si calcola il contributo nel caso di più esercizi?

In caso di più esercizi nelle zone A dei comuni si deve riportare l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei mesi di giugno 2019 e giugno 2020, separatamente per ciascun esercizio, nonché il codice catastale del comune in cui tale ammontare è realizzato (l'elenco dei comuni è riportato nell'apposita tabella nelle istruzioni alla compilazione del modello).II contributo complessivo si calcola sommando i contributi determinati sul singolo esercizio, a patto che siano rispettati i requisiti del calo di fatturato ( il fatturato riferito a giugno 2020 deve essere inferiore almeno ai due terzi di quello realizzato a giugno 2019) e che l'attività sia svolta nelle zone A dei comuni .

Sono previsti importi minimi del bonus?

Il contributo è riconosciuto per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Gli importi minimi sono riconosciuti ai soggetti che hanno iniziato l'attività a partire dal 1° luglio 2019 nelle zone A dei comuni (comma 1 dell'articolo 59 del decreto).Il bonus non è cumulabile con il contributo previsto dall'articolo 58 del decreto.Il contributo a fondo perduto è escluso da tassazione - sia per quanto riguarda le imposte sui redditi sia per l'Irap - e non incide sul calcolo del rapporto per la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi di reddito, compresi gli interessi passivi.

É previsto un importo massimo per il bonus centri storici?

Sì, l’importo massimo erogato è di 150mila euro

Come si chiede il bonus?

I contribuenti possono chiedere il bonus a fondo perduto presentando una domanda tramite il servizio web disponibile nell'area riservata del portale dell’Agenzia delle entrate “Fatture e Corrispettivi”, dal 18 novembre 2020 al 14 gennaio 2021.

Nella domanda vanno inseriti:

- il codice fiscale del soggetto che effettua la richiesta e dell’eventuale rappresentante se il soggetto richiedente è diverso da persona fisica;

- nel caso in cui il soggetto richiedente sia un erede che prosegue l'attività di un soggetto deceduto, si deve indicare il codice fiscale del de cuiusi.

Vanno poi segnalati i dati relativi alla sussistenza dei requisiti:

- indicazione se il soggetto richiedente esercita le attività secondo le previsioni del comma 1 dell'articolo 59 del decreto;

- indicazione della soglia di appartenenza dei ricavi o compensi dell'anno 2019 se: sono inferiori o uguali a 400.000 euro, sono superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro oppure sono superiori a 1 milione di euro;

- ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito ai mesi di giugno 2020 e giugno 2019, degli esercizi di cui al comma 1 dell'articolo 59 del decreto, realizzati nelle zone A dei comuni di cui al medesimo comma 1, nonché il codice catastale dei predetti comuni. Per quanto riguarda i soggetti che svolgono autoservizi di trasporto pubblico non di linea, l'ambito territoriale di esercizio dell'attività, e quindi del fatturato e dei corrispettivi, è riferito all'intero territorio dei comuni predetti;

- indicazione se il soggetto richiedente, per almeno uno degli esercizi di cui al comma 1 dell'articolo 59 del decreto, ha iniziato l'attività a partire dal 1° luglio 2019. In tale ipotesi deve essere barrata l'apposita casella.

Si deve poi indicare:

- l'Iban del conto corrente bancario o postale intestato o cointestato al soggetto richiedente il contributo

- la firma e la data di sottoscrizione dell'istanza

- il codice fiscale dell'eventuale soggetto incaricato della trasmissione telematica dell'istanza.

Come avviene l’erogazione del bonus a fondo perduto?

L'erogazione del contributo avviene mediante accredito sul conto corrente dell'Iban indicato nell'istanza. Contestualmente all'accoglimento dell'istanza per la richiesta del contributo, l'Agenzia emette il mandato di pagamento.

Posso delegare la pratica a un intermediario?

Sì, possono presentare l'istanza, per conto del richiedente, gli intermediari abilitati alla presentazione delle dichiarazioni (articolo 3, comma 3, del Dpr n. 322 del 1998) che, alternativamente: sono abilitati al cassetto fiscale del richiedente; sono in possesso della delega “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche e dei loro duplicati informatici” (portale Fatture e Corrispettivi).

In caso di errore si può presentare una nuova domanda?

Sì, in caso di errore si può presentare una nuova istanza, in sostituzione della domanda già trasmessa. L'ultima istanza trasmessa nel periodo utile sostituisce tutte quelle precedentemente inviate per le quali non è stato già eseguito il mandato di pagamento del contributo. È possibile anche presentare una rinuncia alla domanda precedentemente trasmessa, da intendersi come rinuncia totale al contributo.In caso di rinuncia, gli intermediari con delega di consultazione del Cassetto fiscale o al servizio “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici” del portale “Fatture e Corrispettivi” possono presentare la rinuncia anche se non hanno preventivamente presentato l'istanza.

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