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Bonus nido, domande triplicate: i nuovi aiuti partiranno a marzo

Nel 2019 oltre 500 milioni per le nascite. In cantiere il nuovo pacchetto famiglia

di Davide Colombo

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(Agf)

Nel 2019 oltre 500 milioni per le nascite. In cantiere il nuovo pacchetto famiglia


3' di lettura

L’anno scorso Inps ha pagato 405.259 bonus “mamma domani”, il premio una tantum da 800 euro riconosciuto per i nuovi nati o l’adozione di un minore a prescindere dal reddito della famiglia, con una spesa di 324 milioni. Mentre per i bonus nido dedicati ai nuclei con bimbi che frequentano gli asili risultavano accolte a fine 2019 poco più di 201mila domande (sulle oltre 346mila presentate) per una spesa finora erogata di 198 milioni sui circa 300 impegnati.

L’allargamento dei beneficiari
Questo sostegno per le famiglie, nato nel 2016 con un contributo da mille euro poi elevato a 1.500 massimi nel 2018, ha più che triplicato la platea dei beneficiari in tre anni, passando dalle 109mila domande presentate nel 2017 alle oltre 346mila dell’anno appena chiuso. Un anno in cui sono stati riconosciuti anche 237.669 assegni mensili per la natalità (detti anche “bonus bebè”).

IL BONUS ASILO NIDO

Numero di domande e importi in milioni di euro. (Nota: per l'anno 2019 l'importo massimo erogabile è pari a € 1.500,00)

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In arrivo il «Family Act» e 300 milioni di euro in più
Riparte da questi numeri, appena raccolti dalla nuovissima Direzione centrale Inps per l’Inclusione sociale e l’invalidità, il cantiere per avviare i pagamenti dei nuovi aiuti previsti quest’anno, con il restyling delle misure varato dalla legge di Bilancio 2020 e una dote aggiuntiva di 300 milioni. Risorse da gestire in attesa del promesso riordino di tutti i bonus per dare vita all’assegno unico universale a partire dal 2021. Un dossier nelle mani di Elena Bonetti, titolare della Famiglia, che ha annunciato il “Family act”, collegato alla manovra, ora in gestazione. L’anno scorso stando alle stime finora disponibili (per il dato Istat ufficiale bisogna aspettare giugno) sarebbero nati meno di 430mila bimbi, un numero ancora inferiore ai 439.747 del 2018 (18mila in meno rispetto al 2017), anno che aveva segnato il minimo storico dall’Unità d’Italia.

Una App per il bonus
La dote in più di 300 milioni dovrebbe essere spesa con maggiore fluidità una volta adottati i provvedimenti amministrativi necessari, che passano per due circolari Inps attese per i pagamenti di marzo, mese in cui verranno anche riconosciuti i conguagli di gennaio e febbraio. Vale ricordare che da settembre Inps ha attivato una App dedicata al bonus natalità, che richiede una rendicontazione mensile delle spese sostenute, e l’utilizzo dell’applicazione sta dando i primi segnali di miglioramento nel flusso delle erogazioni.

I BONUS NATALITÀ
Numero di domande accolte per regione - Anno 2019
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Più maternità obbligatoria
È in questo contesto di febbrili istruttorie amministrative tra Inps e ministero del Lavoro per dare il via al nuovo “pacchetto famiglia” - questa settimana si sono svolte diverse riunioni operative - che si inseriscono le proposte avanzate in questi giorni dalla sottosegretaria al Lavoro Francesca Puglisi. La prima mossa prevede un allungamento del congedo obbligatorio dopo la nascita di un figlio da cinque a sei mesi, consentendo al papà di non andare al lavoro per un mese intero. Con la nuova legge di Bilancio si è passati da 5 a 7 giorni ma l’Italia è ancora molto lontana dai congedi riconosciuti in altri paesi del Nord. E vale ricordare che il Consiglio europeo lo scorso giugno ha fissato in 10 giorni il congedo minimo obbligatorio, regola che dovrebbe essere adottata entro il prossimo triennio.

L’estensione del congedo al padre
Il meccanismo cui guarda la Puglisi prevede un’estensione del congedo con la possibilità per il padre di prenderne il 20%, un mese rispetto ai sei previsti. Si tratta di valutarne i costi e le compatibilità con il varo del “family act”. Nelle prossime settimane – ha assicurato Puglisi – sarà insediato un apposito gruppo di lavoro e, se si troveranno le risorse necessarie, le misure potrebbero essere inserite nella prossima legge di Bilancio.

Fine delle detrazioni Irpef?
L’assegno unico per la famiglia, che il Governo intende invece introdurre con il “family act”, parte come detto da un’altra scommessa: rimpiazzare una serie di misure esistenti e ridestinare le risorse a quella nuova. Tra gli istituti nel mirino del riordino ci sono, ad esempio, le detrazioni Irpef per figli a carico che valgono 8,2 miliardi e gli assegni al nucleo familiare per i lavoratori dipendenti per 5,9 miliardi. Solo attingendo da questi fondi sarebbe possibile garantire un assegno universale, senza soglie di reddito, dalla nascita all’età adulta dei figli, in via strutturale.

PER APPROFONDIRE
Tipo di famiglia, componenti e «incassi» definiscono le cifre

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